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giovedì 2 gennaio 2014

Comunicato Stampa LA REGIONE LAZIO PROMUOVE IL WI-FI OVUNQUE:

LA REGIONE LAZIO PROMUOVE IL WI-FI OVUNQUE:
ELETTROSMOG GRATUITO PER TUTTI E CITTADINI SEMPRE   PIU’ INDIFESI.  A QUANDO UNA LEGGE DI TUTELA ?
 
vedere qui

venerdì 9 novembre 2012

Petizione contro l'art 14 in Regione Veneto

ELETTROSMOG: SUI LIMITI NON SI PUÒ BARARE.
PETTENÒ: «LA GIUNTA INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÉ VENGANO STRALCIATE LE NORME DEL “DECRETO SVILUPPO” CHE ALLENTANO LE TUTELE IN VIGORE E METTONO A REPENTAGLIO LA SALUTE DEI CITTADINI».
7 novembre 2012 – Il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (c.d. “decreto sviluppo”) contiene, all’art. 14, “Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali”, disposizioni destinate ad allentare i vincoli legislativi sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici previsti nel D.P.C.M. 8 luglio 2003.
Ciò che è importante sapere è che le disposizioni di questa nuova legge aumenteranno in modo molto significativo l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Fulcro dell’articolo 14, infatti, è la variazione delle modalità di rilevazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz (quelle generate dai cellulari). Ciò, però, avviene in maniera quantomeno “furbesca”. Fino ad oggi i valori di campo vengono monitorati ad intervalli di 6 minuti, come previsto nella normativa CEI 211-10.
La nuova legge, invece, permetterebbe che i valori siano riferiti a una media di 24 ore. Se questa norma fosse approvata, la base di calcolo si allargherebbe e, nella media giornaliera, i picchi massimi verrebbero compensati da quelli minimi delle ore notturne, e i limiti di legge, in tal modo, non verrebbero mai superati. In questo modo, inoltre, le aree cosiddette sensibili, perché ritenute ad alta frequentazione, potrebbero subire un’esposizione ai campi elettromagnetici doppia o tripla rispetto ai valori di attenzione e agli obiettivi di qualità attuali, indicati dal D.P.C.M. 8 luglio 2003. In definitiva, si tratta di un provvedimento che attua una grave e irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del c.d. principio di precauzione.
Le motivazioni esposte nel testo di legge sono legate alla necessità di implementare le infrastrutture di telecomunicazione per la distribuzione della banda larga ed i servizi di telefonia mobile di c.d. “quarta generazione” (o 4G, per le cui frequenze, nei mesi scorsi, le compagnie telefoniche hanno dato vita a un’asta da 4 miliardi di euro). Lo sviluppo tecnologico del Paese non va bloccato, ma la diffusione di nuove tecnologie nel campo della comunicazione elettronica digitale non può e non deve avvenire sacrificando la salute di cittadine e cittadini. Bisogna infatti dire che i ripetitori per la nuova tecnologia 4G non sono imprescindibili: non introducono significativi elementi di novità in termini di nuovi servizi ma si configurano, al contrario, come concorrenti ed alternativi al servizio già esistente ed attualmente fruibile che utilizza la fibra ottica, una tecnologia decisamente non impattante né nociva sia per la salute che per l’ambiente.
Per questo, il Consigliere regionale Pettenò (FdS-Prc) ha oggi presentato una mozione in cui chiede alla Giunta Regionale di attivarsi in ogni sede per chiedere al Governo di disporre lo stralcio dell’articolo 14 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, la cui applicazione non giustificherebbe, in termini di sviluppo tecnologico per il Paese, i costi che la collettività sarà chiamata a sostenere a causa dei maggiori, accertati rischi per la salute della popolazione.

domenica 4 settembre 2011

Controreazione ad una proposta di legge regionale Toscana

Vi invio la pessima Proposta di Legge sugli impianti di
radiocomunicazione che la Regione Toscana ha tentato di fare approvare
in agosto.
Per puro caso ne sono venuta a conoscenza e tramite Monica Sgherri di
Rif. Com. la proposta è stata bloccata.
Ho redatto queste Osservazioni rileggendo le sentenze della Corte Cost.
e del Consiglio di Stato, oltre alle varie leggi nazionali compreso il
Codice delle com. elettroniche.
Considero questo mio lavoro utile a tutti.
Ma ve lo invio per un semplice motivo.
Vorrei che voi ne deste ampio risalto su blog, siti ecc. per rendere il
più possibile pubblica la manovra "truffaldina" della Regione Toscana
che cerca di togliere i poteri di pianificazione ai Comuni per dare un
potere, illegittimo, sovracomunale all'ARPAT. Naturalmente della
Partecipazione dei cittadini nemmeno l'ombra...
 
 
Beatrice Bardelli
http://www.scribd.com/doc/63936673/BARDELLI-Osservazioni-Legge-Regione-Toscana-n-70-2011 

mercoledì 13 luglio 2011

Provincia di Bolzano: la politica qualche volta si muove ...

vedere:

http://www.consiglio-bz.org/it/attualita/cs-consiglio-attuali.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=367810

Respinta (13 sí, 15 no) la proposta di Seppi di aumentare i controlli: secondo l’ass. Michl Laimer il limite di legge introdotto in provincia è molto basso, e i controlli rigorosi.

È ripresa nel pomeriggio, in Consiglio provinciale, la discussione della mozione con cui Donato Seppi (Unitalia), segnalando la diffusione dell’elettrosmog e criticando il fatto che la Provincia consentisse l’installazione sui tetti dei suoi palazzi di nuove antenne e ripetitori, senza verifiche né controlli negli alloggi confinanti, chiedeva che la Giunta introducesse e finanziasse il controllo obbligatorio del livello di elettrosmog nelle abitazioni adiacenti a ogni nuovo insediamento di antenna o ripetitore, eseguendo la misurazione nei momenti di massimo carico funzionale e lasciando gli strumenti di controllo per qualche tempo all’interno degli alloggi, trasmettendo ai vicini residenti i dati rilevati. In merito è intervenuto Mauro Minniti (PdL), dicendosi “totalmente d’accordo” con la proposta, anche perché la stessa OMS aveva adottato sull’elettrosmog il principio di cautela. Minniti ha evidenziato l’incidenza di tumori al cervello e leucemie nelle aree caratterizzate da elettrosmog, e chiesto poi di modificare la mozione per aggirare quelle che ha definito le “furberie” della legge nazionale sull’elettrosmog, che non considera il superamento dei limiti previsti da parte di gruppi di antenne, limitando i controlli ad antenne singole, le quali ovviamente restano nei limiti. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha accolto la proposta di Seppi, evidenziando l’importanza che io gestori informassero la popolazione. D’accordo anche Sven Knoll (SüdTiroler Freiheit), che ha invitato a non considerare solo le antenne, ma anche fonti di elettrosmog, come i computer accesi o il wi-fi, promuovendo l’uso di interruttori per interrompere l’alimentazione di alcuni elettrodomestici, se non usati. Ha aggiunto che non é ancora dimostrato che alcune patologia siano riconducibili all’elettrosmog, anche se “é fuori dubbio che l’elettrosmog porta dei disturbi”.
In replica, l’ass. Michl Laimer ha apprezzato la puntualizzazione di Knoll, sottolineando l’impatto di molte apparecchiature domestiche. Ha aggiunto che in Svizzera, Germania e Austria i limiti sono intorno ai 3,4 volt/m, in altri Paesi sono di 6 v/m, mentre in Alto Adige sono di 2 v/m, e i ripetitori non possono essere installati a discrezione propria, come avviene in altri Stati. La Provincia aveva difeso fino in fondo la propria competenza in questo senso, e c’era un’apposita commissione che valutava le richieste dei gestori, che tra il resto avevano l’obbligo di garantire la copertura. In quanto alle rilevazioni, esse erano state fatte costantemente, e non dentro, ma fuori dagli edifici: “Quindi la procedura é più rigorosa di quella richiesta nella mozione”. Seppi ha ribattuto che la stessa APPA fa rilevazioni all’interno degli appartamenti, e che la situazione va costantemente monitorata a causa dell’aumento esponenziale delle utenze, tale da imporre un intervento della Provincia per invitare a utilizzare il telefono fisso. Ha aggiunto che il competente ufficio dell’APPA era sottodimensionato, essendo stato creato quando la diffusione di antenne non era così ampia come oggi, e che era senz’altro opportuno monitorare anche le altre fonti, viosta anche la moltiplicazione dei tumori al cervello.
La mozione é quindi stata respinta con 13 sì e 15 no.