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Visualizzazione post con etichetta Effetti dei Campi Elettromagnetici sulla Salute. Mostra tutti i post
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giovedì 1 novembre 2018

Documento conclusivo dell'NTP

https://www.saferemr.com/2018/11/NTP-final-reports31.html

https://emfscientist.org/


Nel 1999, la Food and Drug Administration (FDA) richiese  uno  studio su radiazione da radiofrequenza (RFR ) da parte di NTP. Diciannove anni dopo, l'NTP ha pubblicato le relazioni finali sugli effetti dell'esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari 2G (GSM e CDMA) su ratti e topi.

Le relazioni finali dell'NTP indicano che NTP ha accettato le raccomandazioni del comitato di revisione tra pari sulla cancerogenicità delle radiazioni dei telefoni cellulari. Un riassunto di questi consigli è disponibile su: http://bit.ly/NTP180330.
Oltre a "chiara evidenza" (la categoria più elevata) di cancro nei ratti maschi a seguito di esposizione a radiazioni di telefoni cellulari, l'NTP ha riscontrato la degenerazione nei cuori di ratti maschi e femmine, una diminuzione dei pesi alla nascita nei ratti esposti prenatalmente e danni al DNA nei topi e ratti rispetto ai animali non esposti.

Però  l'NTP sembra minimizzare l'importanza dei risultati per la salute pubblica dei loro studi di radioattività da $ 30 milioni.
I dati nelle seguenti tabelle sono stati estratti dalle tabelle A2 e C2 nel rapporto finale NTP sullo studio sui ratti a 2 anni (pagine 149-150 e 203-204) ....

... il più alto tasso complessivo di tumori (cioè la presenza di un tumore benigno o maligno in qualsiasi organo) sono stati trovati in ratti maschi esposti a 3 watt per chilogrammo di cellulari GSM (87%) o CDMA (84%) radiazione, e il tasso più basso è stato trovato nel gruppo di controllo (63%). I gruppi esposti avevano tassi di tumore complessivamente significativamente più elevati rispetto ai gruppi di  controllo.

I più alti tassi di cancro (cioè tumori maligni) sono stati riscontrati in ratti maschi esposti a 3 watt per chilogrammo di radiazioni cellulari GSM (42%) o CDMA (46%) e il tasso più basso è stato riscontrato nel gruppo di controllo fittizio (27 %). Anche qui i gruppi esposti presentavano tassi di cancro complessivamente più elevati rispetto ai controlli fittizi.

Inoltre, i ratti maschi nei gruppi di esposizione più bassi (1,5 watt per chilogrammo) avevano tassi significativamente più elevati di tumori benigni (76% per il GSM, 73% per CDMA) rispetto al gruppo di controllo fittizio (54%).

I risultati degli studi dell'Istituto NTP e Ramazzini riaffermano le preoccupazioni sollevate dalla comunità scientifica nell'Appello Scientifico Internazionale EMF  https://emfscientist.org/   sui danni causati dall'esposizione cronica a campi elettromagnetici a bassa intensità (EMF). L'Appello, che è stato firmato da oltre 240 scienziati EMF che hanno pubblicato oltre 2.000 articoli su EMF e biologia o salute su riviste specializzate, chiede di mettere in guardia il pubblico e rafforzare le linee guida dell'EMF, in particolare per proteggere i bambini e le donne incinte.

martedì 23 ottobre 2018

Nuovo termine: impazienza cognitivita ...

Vi segnalo questo articolo preso dalla rivista Internazionale (del 12.10.18) - rivista che consiglio molto - in cui si parla di capacità cognitive e di lettura che   pc e smartphone stanno portando il lettore ad una 'impazienza cognitiva', ovvero   grande difficoltà e rifiuto di chi è continuamente con il naso su uno screen,  a leggere un testo più lungo di qualche riga !

Scopro che la capacità di lettura non è trasmessa 'geneticamente' (come per vedere e parlare) ma deve essere sviluppata in un ambiente particolare quindi la capacità di lettura si adatta alle richieste dell'ambiente circostante!   Quindi  in una famiglia in cui l'unica lettura è di qualche riga proiettata nello schermo del TV, da news e/o 'cazzeggi' nei "Social" ... come  sarà il futuro cittadino  nel la Società?
Una persona incapace di elaborare un proprio pensiero che parta da dati e informazioni esterne.

qui c'è li link all'articolo 

domenica 4 febbraio 2018

NTP: comincia il balletto per demistificare i risultati della ricerca ...



dal sito di union of concerned scientists ...

Playbook si intende la tavola utilizzata dal coach di una squadra di calcio (o altro gioco di squadra) per definire i ruoli e chi fa che cosa in campo ...

" come gli interessi economici ingannano, disinformano, e impomgono la loro influenza alla faccia della salute pubblica e della sicurezza "

venerdì 2 febbraio 2018

833 ricerche confermano la relazione tra campi elettromagnetici e danni alla salute

Grazie a Joel M. Moskowitz, Ph.D.   veniamo a conoscenza del lavoro di analisi e raccolta sistematica di recente documentazione scientifica fatta da Dr. Henry Lai, Professor Emeritus at the University of Washington and Co-Editor-in-Chief of the journal Electromagnetic Biology and Medicine,



In estrema sintesi:


per le radiofrequenze
- il 90% degli studi riportano effetti giustificativi per stress ossidativo e produzione di radicali liberi
- il 64% effetti di alterazione del DNA eseguiti in vitro ed in vivo
- il 72% effetti neurologici 

per basse frequenze:
- il 87% degli studi evidenziano stess ossidativo
- il 74% effetti sul DNA.


qui sotto link per accedere a raccolte di sintesi di  tanti lavori ... sono centinaia di pagine !  


Radiofrequency Radiation (3,000 Hz - 300 GHz):

RFR Research Summary (1990-2017)

giovedì 1 febbraio 2018

National Toxicology Program: vengono resi pubblici i due studi il 2.2 ore 18.00

Parliamo del grosso studio effettuato da questo ente pubblico americano (budget di 25 milioni di $) per valutare effetti su topi e ratti da campi elettromagnetici (RF).
C'erano state alcune anticipazioni che avevano già scaturito polemiche, guarda caso, quindi  ... buon segno!

Il processo impostato è buono in quanto i due studi vengono resi pubblici al sito qui sotto riportato il 2.2


 NTP will post the two draft technical reports at 12 noonT (Eastern Standard Time) on Friday, February 2 on the NTP web site: https://ntp.niehs.nih.gov/​go/​36051.


Quindi   


Written Public Comment Submissions: March 12, 2018
Registration for Oral Comments: March 12, 2018
Registration to Attend Meeting In-person: March 28, 2018
Registration to View Webcast: March 28, 2018

ovvero c'è la possibilità di riportare commenti scritti e poi poter partecipare ad un incontro fisico o via web per riportare le proprie analisi e considerazioni. Ovviamente è rivolto a ricercatori ed esperti (credo che vorranno anche un cv !).


Speriamo che porti maggiore consapevolezza della profonda erroneità dell'indirizzo che siamo costretti a seguire.


mercoledì 20 settembre 2017

Presentati i risultati della ricerca del National Toxicology Program (USA): si evidenziano modifiche al DNA

... 'seconde' anticipazioni dei risultati del più grande e costoso progetto di ricerca finanziato sulla evidenzi azione degli effetti delle RF sulla salute, sono stati presentati giorni fa ad un congresso scientifico.

La sperimentazione è stata eseguita su topi e ratti ed, in sintesi, sono stati accertati dei danni cromosomici e danni al DNA ... e essi concludono che:  " la esposizione a RF ha il potenziale per indurre danni misurabili del DNA sotto certe condizioni di esposizione ..." 

I lavori saranno pubblicati completamente ad inizi 2018. Il progetto era stato richiesto e finanziato da FDA (Ministero per Alimentazione e Medicina americano) nel 1999.

Si va verso una sempre maggiore chiarezza !
Ora WHO cambierà la propria impostazione ?  oppure ICNIRP (che continua a spergiurare che gli effetti sono solo quelli termici) riuscirà a tenere bloccato il WHO ?!




Updated Sep 20, 2017


Scientists from the National Toxicology Program presented their data on the genotoxicity of cell phone radiation in rats and mice at the annual meeting of the Environmental Mutagenesis and Genomics Society held in Raleigh, North Carolina from September 9-13, 2017.

Male and female rats and mice were exposed to 2G cell phone radiation, either CDMA or GSM, for 18 hours per day in 10 minute intervals. The rats were exposed to cell phone radiation at 1.5, 3, or 6 W/kg specific absorption rate (SAR) for 19 weeks from gestation day 5. The mice were exposed to radiation at 2.5, 5, or 10 W/kg SAR for 13 weeks from postnatal day 5.

DNA damage was assessed in three brain regions, in liver cells and in blood leukocytes using the comet assay. Chromosomal damage was assessed in peripheral blood erythrocytes using the micronucleus assay. 

DNA damage was significantly increased:

  • in the frontal cortex of male mice from either CDMA or GSM cell phone radiation exposure, 
  • in peripheral leukocytes of female mice from CDMA exposure, and
  • in the hippocampus of male rats from CDMA exposure.
There were no significant increases in micronucleated red blood cells in rats or mice. 

The authors concluded that, "exposure to RFR [radio frequency radiation] has the potential to induce measurable DNA damage under certain exposure conditions."

The NTP is scheduled to publish a complete report about its cell phone radiation studies in early 2018. The FDA called for this research in 1999.

Here is the abstract for this presentation.


Paper presented at annual meeting of Environmental Mutagenesis and Genomics Society,
Raleigh, North Carolina, September 9-13, 2017.

venerdì 8 settembre 2017

Come l'Industria pubblicizza la non perificosità del wifi

Interessante raccolta delle varie brochure e siti web che la industria con le sue varie propaggini pseudo scientifiche hanno creato per comunicare che Wifi, LTE, etc. non fanno male ...


https://ehtrust.org/key-issues/wireless-industry-brochures-lead-public-misinterpret-wireless-safe/

giovedì 10 agosto 2017

La storia di 'Lilienfield' si replica, ma ora a Cuba ! Vedete ...

A Cuba si sta replicando quando accaduto in Russia

 Per circa 20 anni, dal 1953 al 1976, in piena guerra fredda, il lato ovest della ambasciata americana a Mosca fu “bombardato” da  radiazioni a microonde di bassa intensità, emesse da radar posizionati dalle forze dell’intelligenze dell’ex Unione Sovietica. Ne seguirono diverse pubblicazioni scientifiche che misero in rilievo gli effetti sulla salute che si erano evidenziati negli addetti dell’ambasciata con particolare riferimento alla così detta “malattia da radiofrequenza” caratterizzata da sintomi tipici dell’EHS 
Fu chiamato Lilienfeld Study  

A quanto pare il governo americano sa bene gli effetti dei EMF!


Qui a Cuba si sta parlando di fine 2016 con la espulsione per rappresaglia di 2 diplomatici dagli USA in questi giorni ...


sabato 8 luglio 2017

Più studi confermano che la resistenza agli antibiotici è legata anche alle radiofrequenze

Qui sotto ci sono i link a più studi pubblicati su riviste internazionali che concordano su: ...

"Oggi, il nostro mondo è circondato da enormi fonti di radiofrequenza come router Wi-Fi e computer portatili che possono portare a gravi problemi di salute. Quando qualcuno è infettato da un microrganismo che ha ottenuto la sua resistenza dall'ambiente ospitante (radiofrequenze!), provoca un grave problema per I sistemi sanitari:   il fallimento della terapia di base  o il ricevere un dosaggio più elevato di antibiotici saranno quindi possibili,  ma  questo può portare a più effetti collaterali e infine a prolungare l'ospedalizzazione ".


1.  In journal Bone & Joint Research there's this response to an article (note there's a references list at the end of the response, you might have to click "Show More" to see the references list):

(excerpt)
"Recently, we have shown that exposure to radiofrequency electromagnetic fields (RF-EMFs) can make microorganisms resistant to antibiotics.4 As the response of bacteria to different antibiotics after exposure to RF-EMFs is non-linear,5 any use of RF-EMFs on bacteria should be undertaken with caution. Therefore, any unjustified use of RF-EMFs in the management of infection can threaten our lives through induction of these adaptive phenomena."

2.  The article they're responding to is http://bjr.boneandjoint.org.uk/content/bjres/6/5/323.full.pdf
Non-contact electromagnetic induction heating for eradicating bacteria and yeasts on biomaterials and possible relevance to orthopaedic implant infections

3.  Full text of the article at Footnote 4 (in point 1. above) is: 
Evaluation of the Effect of Radiofrequency Radiation Emitted From Wi-Fi Router and Mobile Phone Simulator on the Antibacterial Susceptibility of Pathogenic Bacteria Listeria monocytogenes andEscherichia coli

(excerpt from Abstract)
"In this study, we assessed if the exposure to 900 MHz GSM mobile phone radiation and 2.4 GHz radiofrequency radiation emitted from common Wi-Fi routers alters the susceptibility of microorganisms to different antibiotics. ... Altogether, the findings of this study showed that exposure to Wi-Fi and RF simulator radiation can significantly alter the inhibition zone diameters and growth rate for L monocytogenes and E coli. These findings may have implications for the management of serious infectious diseases."

(excerpt from Results and Discussion)
"Nowadays, our world is surrounded by enormous radiofrequency sources such as Wi-Fi routers and laptop computers that can lead to serious health problems. When someone is infected with a microorganism that obtained its resistance from the host environment, it causes a serious problem for health-care systems and treatment failure or receiving a higher dosage of antibiotics will be possible. Therefore, this may lead to more side effects and finally prolonged hospitalization."

"Conclusion
Based on our results, it can be concluded that the bacterial strains used in this study respond differently to EMFs. These bacteria were capable of responding to environmental stresses that act by activating some specific systems such as ion channels, change via the membrane, DNA repair system, and probably ion efflux pumps in the membrane as well as interactions of molecules and antibacterial agents.61 There are some ambiguities that need further investigations regarding answering questions such as which cellular mechanism is responsible for adaptation? Which factors are involved in alterations of antibacterial sensitivity? And subsequently, what are the differences in the response to radiation in gram-negative and gram-positive bacteria? Moreover, experiments on different bacterial strains with various electromagnetic fields should be performed in the future to better clarify these uncertainties."

-Barb Payne

giovedì 20 aprile 2017

Magistratura Italiana: gli effetti del cellulare sulla salute delle persone


Un dipendente Telecom colpito da neurinoma dopo aver utilizzato il cellulare più di tre ore al giorno. Il tribunale riconosce la correlazione e la rendita vitalizia per malattia professionale. La perizia choc: "Sicuro effetto cancerogeno"

Questa sentenza si collega alla prima sentenza del tribunale di Brescia in cui è stato sancita una relazione causale tra uso 'sostenuto' di telefono cellulare e/o cordless e tumore al cervello. 

Non possiamo non dare un importante riconoscimento a chi ha lavorato con grande competenza, dedizione ed impegno all' essenziale supporto scientifico ai legali: il nostro amico innanzitutto ... Prof Angelo Gino Levis.  Grazie per tutto quello che hai fatto e stai facendo. 

Link ad un articolo dell' Espresso 

martedì 21 febbraio 2017

Istituto Ramazzini: entro fine anno il risultato della lunga ricerca sugli effetti delle EMF su animali


qui un articolo di Mainfatti  che ci riporta ad una recente intervista al Dr Soffritti e fatti  e posizioni cautelative espresse alla comunità scientifica indipendente  in contrasto con posizioni negazionisti nei nostri decisori (es. un Ministero della Salute).

martedì 11 ottobre 2016

Interpellanze parlamentari alla Camera su emissione di radiofrequenze e risposta del Governo

Iniziative finalizzate a fronteggiare l'inquinamento elettromagnetico e a limitarne gli effetti nocivi, con particolare riguardo all'esposizione nelle scuole e negli ospedali – nn. 2-009723-02189 e 3-02190)
  PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Melilla n. 2-00972 e alle interrogazioni Incerti n. 3-02189 e Dieni n. 3-02190, concernenti iniziative finalizzate a fronteggiare l'inquinamento elettromagnetico e a limitarne gli effetti nocivi, con particolare riguardo all'esposizione nelle scuole e negli ospedali, che, vertendo sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente(Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
  Chiedo all'onorevole Melilla se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
  

GIANNI MELILLA. Grazie, Presidente. 
Da alcuni anni si parla molto nella comunità scientifica internazionale dei danni derivanti dall'inquinamento elettromagnetico. È un problema enorme, sorto con lo svilupparsi delle apparecchiature elettroniche, wifi, computer, tablet, telefonia mobile: questo abnorme e veloce sviluppo elettronico ha portato all'osservazione, alla conoscenza e alla presa d'atto del fatto che detto sviluppo tecnologico è tutt'altro che innocuo e inoffensivo per il genere umano. Studi e ricerche – naturalmente da approfondire perché i pareri sono diversi e contrastanti anche nella comunità scientifica – lamentano comunque gravi danni per la salute umana, soprattutto per i bambini, gli adolescenti e le donne in stato di gravidanza, danni che hanno rilevanza importante, come l'esponenziale aumento dei tumori, dei danni alle cellule celebrali, l'abbassamento del tasso di fertilità, un aumento notevole delle proteine da stress, danni all'apparato visivo, sfaldamento delle cellule dell'occhio, diminuzione del sonno, eccitabilità e afasia derivante dall'eccessivo uso del computer o dei tablet.
   Con ogni evidenza, questi sono danni importanti, dovuti non solo alle alte frequenze con lo sviluppo del calore anche corporeo, ma portati anche dalle basse frequenze, che si scopre essere anch'esse tutt'altro che innocue.
  La comunità scientifica è preoccupata e ha recentemente lanciato un appello-petizione, a cui ho fatto riferimento con questa mia interpellanza, il 25 febbraio 2015, che è la data di questo appello-petizione, per correre ai ripari.
  L'evidenza della difficoltà che il problema rappresenta è evidenziata dal fatto che la nostra società è ormai a tutti i livelli fortemente improntata dall'uso di supporti elettronici senza fili, come quelli, appunto, di cui stiamo parlando.
  La nostra legislazione, sebbene allarmata da tempo, risulta insufficiente a contrastare e a prevenire la salvaguardia della salute delle persone. La disinformazione è un pericolo importante di cui dobbiamo tener conto.
  L'uso indiscriminato delle tecnologie senza fili, utilizzate anche nelle scuole, asili nido, scuole materne, scuole elementari e ospedali, è un dato di forte preoccupazione, essendo questi luoghi a forte rischio e con minore salvaguardia proprio perché legati alla minore possibilità di difesa del corpo stesso, sia per l'età dei soggetti sia per i disagi fisici delle persone malate negli ospedali.
  Con la mia interpellanza ho chiesto al Ministero dell'ambiente se non ritenga opportuno aumentare il livello di guardia, sensibilizzando la popolazione sugli evidenti danni provocati da queste apparecchiature eccessivamente usate per molte ore al giorno, ponendo, per esempio, un limite di età all'uso delle apparecchiature – computer e cellulari – e vietando l'uso degli stessi negli ambienti più a rischio.
  Ho chiesto anche al Ministero di assumere iniziative per vietare l'uso di taliPag. 9apparecchiature nelle scuole e negli ospedali, privilegiando l'uso di quelle a collegamento via cavo.
  Inoltre, ho chiesto di assumere iniziative per abrogare l'articolo 14, comma 8, del decreto-legge n. 179 del 2012, per riportare quindi la misurazione dei campi elettromagnetici a sei ore e non ventiquattro ore come la suddetta legge prevede, accogliendo in toto l'appello per la difesa della salute dalle radiazioni a radiofrequenza e microonde di cui ho parlato, petizione lanciata dalla comunità scientifica il 26 febbraio 2015.
  PRESIDENTE. La sottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Silvia Velo, ha facoltà di rispondere.
  

SILVIA VELOSottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Presidente, preliminarmente si fa presente che la legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, la n. 36 del 2001, prevede già misure di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente e la promozione dell'innovazione tecnologica e delle azioni di risanamento volte a minimizzare l'intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili.
  Al riguardo lo Stato, nell'ambito dell'esercizio delle funzioni relative alla determinazione dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, ha provveduto ad adottare, a fini cautelativi, due provvedimenti attuativi, con l'emanazione di due DPCM, dell'8 luglio 2003, che fissano i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la prevenzione della popolazione all'esposizione ai campi elettromagnetici generati, rispettivamente, da sorgenti con frequenza compresa fra 100 kilohertz e 300 gigahertz e di rete 50 hertz, ai sensi e nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione nonché del principio di precauzione previsto dal Trattato istitutivo dell'Unione europea. Infatti, in Italia i valori limite di qualità risultano dieci volte inferiori rispetto alle indicazioni della Comunità europea.
  L'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi viene autorizzata dagli
enti locali, previo accertamento, da parte dell'organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all'articolo 14 della legge n. 36 del 2001, della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione a quanto previsto dalla predetta legge quadro e ai relativi provvedimenti attuativi. 
  La competenza del controllo e della vigilanza sanitaria ed ambientale è attribuita alle amministrazioni provinciali e comunali, che si avvalgono delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente. 
  Per quanto riguarda, nello specifico, la previsione di cui all'articolo 14, comma 8, del cosiddetto «decreto crescita 2.0», il decreto-legge n. 179 del 2012, che ha introdotto alcune disposizioni integrative in materia di limiti di emissione elettromagnetica stabiliti dal DPCM dell'8 luglio 2003, si ritiene opportuno precisare quanto segue. La problematica riguardante il nuovo sistema di quarta generazione di telefonia mobile, 4G LTE, è stata seguita dal Ministero dell'ambiente con notevole impegno attraverso la partecipazione a un tavolo tecnico istituito dal Ministero dello sviluppo economico a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dell'ISPRA, dell'Istituto superiore di sanità, della Fondazione «Bordoni» e degli operatori dei sistemi di telefonia mobile, nell'ambito del quale l'ISPRA, con la Fondazione «Bordoni» e alcune ARPA, ha prodotto un documento tecnico in cui veniva fornita un'analisi sulla fattibilità di estendere l'intervallo temporale di calcolo dei valori medi dei livelli di campo elettromagnetico. 
  Ad ogni modo, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, IARC, ha allocato i campi elettromagnetici in radiofrequenza nella categoria 2B (agente possibilmente cancerogeno per l'uomo) del proprioPag. 10schema di classificazione. L'allocazione nella categoria 2B è la più debole tra le tre con le quali l'Agenzia di Lione definisce un agente come cancerogeno (le prime due sono: 1, «cancerogeno certo per l'uomo»; 2A, «probabile cancerogeno per l'uomo»). 
  La ricerca epidemiologica sull'uomo ha principalmente considerato il rischio di tumori in relazione all'uso del telefono cellulare tra gli adulti. Gli utenti del telefono cellulare rappresentano, infatti, la categoria maggiormente esposta a causa delle peculiari caratteristiche di esposizione e, cioè, la stretta prossimità alla testa, che implica livelli di deposizione di energia elettromagnetica molto più elevati rispetto a quelli in gioco nell'esposizione da impianti fissi, quali le antenne dei sistemi di telefonia mobile e radiotelevisivi. I punti di accesso fissi dei sistemi wi-fi sono peraltro caratterizzati da emissioni elettromagnetiche molto basse, circa dieci volte inferiori a un comune telefono cellulare. 
  Il «progetto interphone», il più vasto studio epidemiologico finora realizzato sull'occorrenza di tumori intracranici in relazione all'uso di telefoni mobili, è stato coordinato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, afferente all'OMS, e realizzato contemporaneamente in 13 Paesi del mondo, inclusa l'Italia. Questo studio non ha evidenziato alcun aumento del rischio di glioma, meningioma o neurinoma del nervo acustico (diversi tipi di tumori intracranici) negli utilizzatori di telefoni cellulari rispetto ai non utilizzatori, né incrementi del rischio all'aumentare degli anni trascorsi dall'inizio dell'uso (fino a 10-13 anni), del numero totale di chiamate effettuate o delle ore totali d'uso. 
  Si fa presente, inoltre, che ISPRA, ARPA e APPA (agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente) provvedono, in attuazione del predetto decreto, all'elaborazione di linee guida che sono approvate con uno o più decreti del MATTM, sentite le competenti Commissioni parlamentari. Tali linee guida potranno essere soggette ad aggiornamento con periodicità semestrale su indicazione del Ministero dell'ambiente, che provvederà alla relativa approvazione. 
  In data 2 dicembre 2014, il Ministero dell'ambiente ha emanato il decreto relativo alla definizione delle modalità di fornitura, da parte degli operatori, dei dati di potenza degli impianti, all'ISPRA e alle ARPA/APPA, così come dei fattori di riduzione della potenza massima al connettore d'antenna che tengano conto della variabilità temporale dell'emissione degli impianti nell'arco delle 24 ore. La conoscenza di detti dati consente un maggior controllo da parte delle autorità competenti relativamente a situazioni critiche, che altrimenti potrebbero sfuggire al controllo effettuato sul territorio. 
  Per quanto riguarda gli altri due aspetti oggetto delle linee guida, che riguardano, in particolare, i valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici nonché le pertinenze esterne con dimensioni abitabili, quali balconi, terrazze e cortili, solo nel caso di utilizzazione per permanenze non inferiori a quattro ore consecutive giornaliere si fa presente che, per le stesse, sono in stato avanzato le istruttorie finalizzate alla stesura dei relativi decreti. 
  La maggior parte dei progetti di ricerca finanziati dall'Unione europea ha riguardato esposizioni nelle bande di frequenza utilizzate per la telefonia mobile, in sistemi sperimentali di valutazione della cancerogenesi, cocancerogenesi, genotossicità, effettuate nel sistema uditivo delle tecnologie GSM o UMTS, ed effetti sul sistema nervoso. I risultati di tale programma, nel loro complesso, non depongono in favore dell'ipotesi di rischi sanitari per esposizioni a livelli non termici, come quelli in gioco nell'uso del telefono e, in misura ancora inferiore, nell'esposizione da soggetti ambientali. Le politiche di protezione raccomandate a livello internazionale (OMS e UE in particolare) non contemplano l'adozione di misure di cautela e protezione da eventuali effetti a lungo termine. 
  Si fa presente, inoltre, che il Ministero della salute, riconoscendo l'importanza diPag. 11una corretta informazione e comunicazione nel settore della tutela dagli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici e nei limiti delle risorse disponibili, ha finanziato, presso il Centro nazionale di controllo delle malattie, il progetto triennale «Salute e campi elettromagnetici (CAMELET)», sviluppato dall'Istituto superiore di sanità. 
  Si segnala, da ultimo, che le politiche del Governo in materia di comunicazione vanno nella direzione del più ampio sviluppo tecnologico. Difatti, come annunciato dal Presidente del Consiglio, sono in uno stato avanzato i progetti innovativi della banda larga, che consentiranno al Paese di assumere, anche in tal senso, un ruolo leader in Europa, permettendo al contempo anche il ricorso a tecnologie con una migliore compatibilità ambientale. 
  Ad ogni modo, per quanto di competenza, si assicura agli onorevoli interroganti e interpellanti che il Ministero dell'ambiente continuerà a svolgere attività di monitoraggio su tali temi e si renderà comunque disponibile a fornire eventuali ulteriori informazioni.
  PRESIDENTE. L'onorevole Melilla ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, non posso ritenermi soddisfatto, perché da parte del Governo si continua ancora ad ignorare la delicatezza delle questioni che sono sollevate dalla comunità scientifica internazionale. Ritengo che bisogna aggiornare la nostra normativa e adottare, come diceva anche il sottosegretario, il principio di precauzione scientifica veramente, non a parole.
  Purtroppo abbiamo a che fare con interessi economici potenti, forse i più potenti che attualmente dominano la nostra economia. Sono interessi economici di grandi compagnie, che non si fermano dinanzi a niente, figuriamoci dinanzi alla salute delle persone. C’è una preoccupazione generale nel Paese, di cui noi dobbiamo farci carico. Penso che non esista una città in cui non siano sorti, negli ultimi anni, i comitati per impedire l'installazione di impianti, per denunciare una realtà sistematica di aumento del 300, 400, 500 per cento delle persone colpite da tumori. Purtroppo il profitto orienta le scelte a tutti i livelli e in questo campo noi ce ne rendiamo conto in maniera molto più evidente.
  Per questo noi riteniamo che sia necessario, invece, riaffermare una cultura della salute ispirata dal valore della prevenzione e del controllo di ogni forma di inquinamento, con l'obiettivo di salvaguardare la salute delle persone. Noi vorremmo, quindi, che fossero investite anche più risorse per quanto riguarda la ricerca in questo campo. Al di là delle cose che già si fanno, noi riteniamo che investire in questo campo per dare ai cittadini certezze sia un compito importante e fondamentale.
  PRESIDENTE. L'onorevole Incerti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
  ANTONELLA INCERTI. Grazie, signor Presidente. Ringrazio anche il Governo e la sottosegretario Velo per la risposta. La mia interrogazione, in particolare, verteva sul tema del wi-fi nelle scuole. È un tema che, come anche è già stato ricordato, più in generale ha sollevato naturalmente molti favori, ma non sono mancate critiche, anche sollecitate da alcuni allarmi lanciati dalla comunità scientifica internazionale.
  Non sono mancati i detrattori della tecnologia di comunicazione senza fili, che contestano la pericolosità per la salute, in particolare degli alunni più piccoli, i quali verrebbero irradiati durante la loro permanenza, più o meno lunga, negli istituti scolastici, venendo, quindi, a mancare quel principio di precauzione a cui si faceva riferimento.
  Devo dire che da parte degli ultimi Governi, in particolare già a partire dal 2011 con il progetto Scuola wi-fi, e in particolare da parte di questo Governo, come veniva richiamato, sono state messe in campo considerevoli risorse pubblichePag. 12per promuovere in tutti gli istituti scolastici la diffusione del servizio wi-fi, con l'obiettivo di colmare il cosiddetto digital divide. Questo naturalmente consente maggiori opportunità, ma è anche vero che bisogna – non è stato ricordato – richiamarsi al fatto che già proprio nel 2011 la Comunità europea si è espressa in questo modo, raccomandando, in particolare rivolgendosi all'utilizzo del wi-fi nelle scuole, di prevedere, a cura dei Ministeri competenti (ambiente e istruzione, in particolare), attenzione ai bambini, soprattutto i più piccoli, con riferimento alle scuole primarie, e alle tante preoccupazioni che sono sorte presso i genitori o comunque presso le comunità scolastiche. Occorre, quindi, che si dia la precedenza eventualmente a altri tipi di connessione – lo richiama la risoluzione della Comunità europea –, come le connessioni cablate, regolando strettamente l'uso dei cellulari nelle scuole.
  Ora, naturalmente, accolgo favorevolmente l'attenzione del Governo non solo a garantire, attraverso le leggi vigenti, un controllo e un monitoraggio, ma naturalmente ritengo che sia importante, come è proprio nel senso della mia interrogazione, continuare nell'opera di monitoraggio, la quale deve essere generale, non solo quella degli istituti, che singolarmente stanno compiendo queste indagini insieme alle agenzie per la protezione del territorio. Credo che questo non dovrebbe essere lasciato né alla richiesta degli enti locali, naturalmente sollecitati, né agli istituti scolastici, ma dovrebbe essere un'operazione di monitoraggio nazionale. In particolare, chiedo di prestare particolare attenzione a tutto ciò e chiedo eventualmente, come già in precedenza alcuni miei colleghi hanno chiesto, l'abrogazione dell'articolo 14 della legge n. 179 del 2012, che prevederebbe un aumento – vado a concludere, Presidente – del calcolo della media giornaliera. Attualmente noi calcoliamo sulle sei ore il valore per metro dei volt e in questo caso andremmo, invece, a un calcolo di un'esposizione sulle 24 ore, quindi non tenendo conto dell'utilizzo effettivamente limitato che oggi si fa sulle dodici ore.
  Chiedo anche che si possa continuare nella ricerca, in modo da avviare l'utilizzo di diverse modalità, oltre al wi-fi, che potrebbero garantire una maggiore attenzione al principio di precauzione, che deve essere comunque, ripeto, soprattutto nel caso dei più piccoli, uno degli elementi fondamentali a cui fare riferimento.
  PRESIDENTE. L'onorevole Dieni ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
  FEDERICA DIENI. Grazie, Presidente. Colleghi, membro del Governo, l'interrogazione, a cui è stata data una risposta così tecnica e altrettanto vuota, rientra a pieno titolo nel grande dibattito che sta dominando in questi giorni il Paese. Si inserisce nel grande filone che coinvolge le trivellazioni, lo smaltimento illegale di rifiuti tossici, Tempa Rossa e tante altre tematiche su cui il MoVimento 5 Stelle si è contrapposto con coraggio e determinazione alla maggioranza parlamentare. Si tratta di un grande scontro che viviamo oggi e che il Presidente del Consiglio ha sintetizzato nel suo intervento a seguito del mancato raggiungimento del quorum in occasione del referendum di due giorni fa. La linea di demarcazione è tra coloro che credono che il progresso sia buono a prescindere e coloro che, invece, ritengono che un futuro sostenibile si debba raggiungere senza sacrificare la salute e l'ambiente.
  Ciò che differenzia le due parti in causa non è, come suggerisce Renzi, la contrapposizione tra una mentalità ancorata ai «no» e alla nostalgia di un passato campestre, da una parte, e una mentalità progressista, che guarda al «sol dell'avvenire», dall'altra. C’è, semplicemente, una diversa idea dei valori in gioco: noi siamo convinti non solo che l'ambiente e la salute vadano messi al primo posto, ma che la loro tutela serva a creare più posti di lavoro, senza rinunciare alla modernità.
  Eccoci qui, allora, a parlare di onde elettromagnetiche. Anzitutto, complimentiPag. 13per il tempismo: si trattava di un'interrogazione presentata quasi due anni fa.
  L'argomento, tuttavia, è ancora attuale. Sono partita da un caso calabrese, quello di una zona del territorio di Reggio Calabria, chiamata Ravagnese-Saracinello, mostrando il paradosso di misurazione dei campi elettromagnetici con dei risultati di molto superiori ai limiti europei, anche di dieci volte, che rientravano, però, negli standard italiani. Il messaggio è chiaro: anche sull'inquinamento elettromagnetico il Governo utilizza lo stesso approccio che ha mostrato per Tempa Rossa. Di fronte a temi come la salute e l'inquinamento si gira dall'altra parte, ritenendoli degli insostenibili impicci, che non possono ostacolare la marcia della locomotiva del Governo; una locomotiva che brucia tutto ciò che trova.
  Ebbene, la questione è semplice: nonostante quel che ha detto il sottosegretario Velo, quello dei campi elettromagnetici è un problema che continua a gravare sulla nostra penisola e che parte da un semplice paradosso. Quella che in Europa è ritenuta essere la soglia di sicurezza per non provocare al corpo umano dei danni, in Italia, Paese baciato dalla grazia divina, non vale. Al cittadino italiano quel che fa male agli europei gli fa un baffo; temprato dai fiumi della Terra dei fuochi, dai rifiuti del territorio dispersi nel mare o da quelli tossici sepolti dalla ’ndrangheta nell'entroterra calabrese, l'italiano ha sviluppato una resistenza tale da vincere l'inquinamento elettromagnetico, e per questo i limiti dell'esposizione sono stati portati a dieci volte quelli che sono in vigore nel continente. Un miracolo della razza italica !
  Il Governo Renzi si è schierato, in linea con i predecessori, nel classificare come i «soliti gufi» coloro che ritengono che un'esposizione troppo elevata di onde elettromagnetiche sia nociva per l'uomo. Purtroppo, i «gufi» sono in rapida espansione, persino a livello internazionale. Dalla Svezia, infatti, arrivano i dati della più importante ricerca mai condotta sui pericoli dei cellulari, condotta dal dottor Hardell, celebre oncologo epidemiologo. Hardell ora chiede all'Organizzazione mondiale della sanità di classificare tra le cause più probabili per il rischio tumori le connessioni wireless e telefoniche. La stessa pericolosità dell'arsenico, del nichel e della formaldeide.
  Il Governo, manco a dirlo, va nella direzione opposta. Affidandosi allo stesso principio di precauzione che per anni ha portato a dire che non c'erano prove che il fumo facesse male alla salute, pur riconoscendo che l'inquinamento elettromagnetico fa male e fa venire il cancro, aggiunge subito dopo che il veleno dipende dalla dose, e sui limiti consentiti gioca allegramente, adagiandosi sulle richieste della lobby dei telefonini, che propone, addirittura, un ulteriore innalzamento della soglia italiana, già dieci volte più alta di quella europea. Renzi, ovviamente, si adegua.
  Lo schema è quello classico: anche in questo caso, c'entrano, ovviamente, le lobby; anche in questo caso, uno dei sistemi per sfasciare tutto è stato lo «sblocca Italia», la vera arma «fine di mondo» che ci ha riempito di antenne super potenziate. Certo, ora sul cellulare si naviga velocissimi, ed è una vera fortuna, visto che con la rete 4G, per la quale versiamo l'obolo mensile alle compagnie telefoniche, ci dimentichiamo della banda larga e delle alte promesse del Premier Pinocchio. Nel frattempo, a viaggiare più veloce dei video su WhatsApp, vi è solo il tumore.

Interrogazione parlamentare Sen Panizza su pericoli da radiofrequenze

Il Sen Panizza (Gruppo: PER LE AUTONOMIE (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE)
insieme a due suoi colleghi di raggruppamento parlamentare hanno depositato il 15.9 la seguente interrogazione parlamentare.

Aspettiamo le risposte da parte del Ministro per la salute...



Interrogazione a risposta scritta 4-06336
presentata da
FRANCO PANIZZA
giovedì 15 settembre 2016, seduta n.679
PANIZZA, LANIECE, Fausto Guilherme LONGO - Ai Ministri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:
i rischi per la salute e per l'ambiente legati all'esposizione crescente a campi elettromagnetici, a radiofrequenza e microonde emessi da cellulari, tabletsmartphonecomputer collegati in rete senza fili, antenne WiFi, WiMax, radar, ripetitori della radiofonia, della radiotelevisione e della telefonia mobile Dect, Gsm, Umts e Lte (4G) destano una crescente preoccupazione per gli effetti negativi che possono avere sulla salute, come riferiscono numerosi scienziati e associazioni impegnate nello studio delle cause dell'inquinamento elettromagnetico in Italia;
una lettera, sottoscritta da tali esperti e inviata al Governo e a tutte le istituzioni contiene le seguenti richieste: riportare la misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 6 minuti anziché di 24 ore; approvare un decreto attuativo della legge n. 36 del 2001 per quanto riguarda i dispositivi mobili con l'adozione degli stessi limiti di esposizione delle antenne dei sistemi fissi; promuovere investimenti pubblici e la detassazione per la connettività in fibra ottica e via cavo che è la tecnologia più efficiente e completamente sicura per la salute; vietare l'installazione di reti "Wi-Fi" negli asili e nelle scuole frequentate da bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni; obbligare gli enti predisposti alla tutela della salute pubblica ad assumere le proprie valutazioni del rischio sulla radiofrequenza, selezionando gli studi scientifici indipendenti ed escludendo quelli finanziati dall'industria delle telecomunicazioni. Gli standard di sicurezza per i campi elettromagnetici supportati dai sottoscrittori della lettera-appello sono "basati sulle evidenze biologiche", e prevedono un limite di esposizione per le radiofrequenze di 0,6 Volt per metro;
è ormai noto, infatti, sottolineano gli scienziati, che gli standard promossi dall'Ieee (Institute of electrical and electronic engineers) nel 1992 sono obsoleti, perché si basano esclusivamente sugli effetti termici dei campi elettromagnetici, ovvero sul riscaldamento prodotto, mentre è stato ampiamente dimostrato che campi deboli, non in grado di produrre alcun riscaldamento, producono numerosi effetti biologici. Questo avviene perché la materia vivente funziona attraverso scambi chimici e segnali elettromagnetici, che possono subire alterazioni in presenza di campi esterni anche debolissimi;
anche la IARC (Associazione internazionale per la ricerca sul cancro) ha dovuto riconoscere nel 2011 queste radiazioni non ionizzanti come "possibili cancerogeni per l'uomo", ammettendo l'esistenza di effetti biologici e non soltanto termici;
l'attuale limite italiano per le radiofrequenze è di 6 V/m nei luoghi dove si staziona per più di 4 ore (i limiti europei sono di 61 V/m). La misurazione, effettuata in precedenza ogni 6 minuti dalle Arpa (Agenzie regionali per la protezione ambientale), è stata ritoccata dal Governo Monti. Con un decreto del 2012, l'Esecutivo aveva stabilito che le misurazioni dell'emissione elettromagnetica non andavano più distribuite in intervalli di 6 minuti, ma bastava una media delle 24 ore. Per ottenere una media bastano due misurazioni, una all'inizio e una alla fine del delta temporale. Ciò permetteva alle emittenti, senza apparente modifica dei limiti, di aumentare la potenza per ore, sorpassando anche di molto i limiti di legge, per poi scendere sotto i livelli di guardia durante la notte, quando la domanda è minore;
considerato che i firmatari della lettera sostengono che "la diffusione pressoché ubiquitaria di questi strumenti per le telecomunicazioni nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle scuole, negli ospedali non solo è irrazionale, ma comporta seri danni alla salute compromettendo la capacità riproduttiva, quelle neuro-cognitive e la conservazione del genoma". Nella lettera inviata al Governo, le associazioni e gli scienziati elencano prove e studi sul rischio correlato all'esposizione all'inquinamento elettromagnetico. "Nell'ultimo decennio si sono profuse risoluzioni scientifiche e governative, consensus conference e documenti per invitare a limitare la diffusione dell'uso di tecnologie di comunicazione senza fili e per promuovere standard di sicurezza per i campi elettromagnetici basati sulle evidenze biologiche, con un limite di esposizione che per le radiofrequenze è stato individuato in 0,6 Volt per metro",

si chiede di sapere quali iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo per limitare la diffusione dell'uso di tecnologie di comunicazione senza fili e per promuovere standard di sicurezza per i campi elettromagnetici, al fine di ricondurre i livelli di qualità per la protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a quelli suggeriti dalle recenti ricerche.

sabato 8 ottobre 2016

Altro lavoro scientifico collega l'Alzheimer alle radiofrequenze

Recentissimo lavoro di ricercatori cinesi :  vedere  qui 

Conclude che i dati suggeriscono che l'ippocampo può essere danneggiato da una prolungava esposizione alle microfrequenze, portando ad disfunzioni delle funzioni cognitive della persona.
Si raccomanda la restrizione dello uso di dispositivi wireless in attesa di conferme e certezze.

mercoledì 14 settembre 2016

Perché non mettete il telefono li' !


C'è un articolo del Daily Mail
http://www.dailymail.co.uk/health/article-3781953/Why-men-NEVER-phone-pocket-Study-shows-prolonged-exposure-radiation-steadily-destroys-sperm.html
che riprende le recenti pubblicazioni sugli effetti delle radiofrequenze sulla fertilità maschile.

Sta avendo una certa eco ...

martedì 16 agosto 2016

Volete un tatuaggio ... smart ?

MIT e Microsoft hanno sviluppato un tatuaggio che parte dalla stampa su un foglio di oro che viene tatuato sul braccio, in modo da rendere il braccio un 'device' del computer ... vedete il video

http://www.theverge.com/circuitbreaker/2016/8/13/12460542/mit-microsoft-research-gold-leaf-smart-temporary-tattoo

Diceva qualcuno che la mamma degli stupidi è sempre incinta ... in questo caso doppiamente se riferito a chi ama farsi tatuare !

lunedì 1 agosto 2016

Lettera al Papa Francesco

E' stata portata una lettera alla attenzione del Pontefice da parte di IEMFA e della deputata francese Rivasi durante gli incontri della gioventù della scorsa settimana.

La lettera è molto sintetica.
Si porta alla sua attenzione la grande preoccupazione circa il degrado dell'ambiente e della salute dovuti alla esposizione ai campi elettromagnetici
Nella lettera si fa riferimento ai mittenti che sono rappresentanti di tante organizzazioni e comitati presenti nelle varie nazioni.


Dr. Barbara Galdiznska-Calik of the Fundacja Instytut Badań Elektromagnetycznych Im Jamesa Clerka Maxwella (Maxwell Institute, Poland), a delegate to the public hearing sponsored by  European M.E.P. Mdme. Rivasi in Brussels last January, will participate in the 31st edition of the World Youth Day, an international Catholic event, being celebrated from July 25-31, 2016 in Kraków, Poland. Ms. Galdinska will deliver a letter addressed to Pope Francis  seeking his support for the the Precautionary Principle and electromagnetic radiation. She will try to deliver the letter directly to the Pope in the name of the "European Coordination of organisms for a regulation of EMF exposure," during a meeting with children in hospital.
Letter to The Pope
 The Church and the urgent protection of life against electromagnetic pollution. A desperate cry from Laudato Si' 
(Letter from civil society organizations to the Pope Francis, in favour of a precautionary regulation of the electromagnetic pollution, World Youth Day, Krakow, 26-31 July 2016) 
Dear Holy Father, Francis: 
We write to You to communicate to you our heavy concerns about the degradation of the environment and of health which results from exposure to artificial electromagnetic fields. 
We turn to You as members of various associations and citizen’s platforms i concerned about environmental exposure to electromagnetic fields (neighbourhood associations , environmentalists, consumers, parents, people affected by environmental diseases of central sensitization as electrosensitivity and multiple chemical sensitivity, health advocacy against electromagnetic pollution, ...) in many countries. 

sabato 30 luglio 2016

nel Alzheimer's and Dementia Summit spazio a: pericoli del wireless


L'importante evento scientifico a carattere mondiale su Alzheimer e demenza ,  evidenzia
tra gli oratori  il nostro Prof Olle Johansson che parlerà del pericolo del wireless in connessione con queste due patologie il cui impatto è in sempre continua crescita nella popolazione del mondo occidentale (e lo vediamo comunemente intorno a noi)  .

E' un significativo riconoscimento della relazione casuale tra radiofrequenze e queste  patologie neurologiche

martedì 26 luglio 2016

Botta e risposta ai negazionisti ...

Ottima ,dettagliata, minuziosa replica ( da parte di ricercatori indipendenti di fama sul tema) ad un articolo negazionista (assolutamente capzioso nei contenuti) sull'impatto ambientale  delle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle stazioni radio base di telefonia mobile.
Da notare che il negazionista è un membro dello IARC.........

Paolo Orio
 
 

mercoledì 25 maggio 2016

Ricerca governativa US da 25 milioni di $ trova relazione di tumore e cellulare nei ratti


Lo studio è stato proposto dall'ente governativo americano NTP National Toxicology Program nel 2001 e realizzato con un finanziamento di 25 milioni di USD .  I risultati di questo lungo progetto saranno a breve resi pubblici, ma le conclusioni sono state rese pubbliche.

E' stato pubblicato il documento e c'è stata una conferenza stampa il 27 us.

Qui un commento di Joel M. Moskowitz

ovvero se 1 su 15 ratti maschi sottoposti a bassa intensità 1,5 W/Kg (e con la somministrazione di RF non localizzata ad es. al orecchio - cervello) si è beccato un tumore ... le conclusioni sono di 'basso impatto' ?!  


After the call, I calculated the overall risk for the male rats in the group exposed to the lowest intensity of cell phone radiation (i.e., 1.5 watts/kilogram or W/kg).  Twelve of 180, or one in 15 male rats in this group developed cancer or a pre-cancerous lesion. This latter finding has policy implications as the FCC's current cell phone regulations allow cell phones to emit up to 1.6 W/kg at the head or near the body (partial body SAR).
http://www.saferemr.com/2016/05/national-toxicology-progam-finds-cell.html


Microwave News: $25 million study finds cell phone radiation causes cancer in rats
Microwave News reports today that the $25 million dollar study conducted by the National Toxicology Program (NTP) has found that exposure to cell phone radiation caused cancer in rats.  See Microwave News for more details.

The International Agency for Research on Cancer of the World Health Organization should now have sufficient evidence to raise the classification of radiofrequency radiation from "possibly carcinogenic" (Group 2B) to "carcinogenic" (Group 1).

The findings of this laboratory study parallel the results of numerous epidemiologic studies in humans which have found that long-term heavy cell phone use increases the risk of brain cancer (or glioma), a malignant tumor in glial cells, and acoustic neuroma, a nonmalignant tumor in Schwann cells in the brain. In the rats, however, the affected Schwann cells were in the heart.

The study was proposed by the NTP in 2001. This long-awaited study is the only research on cell phone radiation health effects that our federal government has conducted since the 1990's. The government should release the study results soon.

Rats and mice were exposed to two second generation (2G) cell phone technologies which are still used for voice transmission. Both 2G technologies caused tumors in rats, but not in mice.

2G technologies will soon be obsolete because cell phone companies in the U.S. are planning to use 4G LTE for voice transmission. However, recent research on 3G and 4G suggests these technologies, in spite of their lower power densities, may be more risky than 2G.

The human studies showing increased risk of glioma and acoustic neuroma are listed in the references to my recent post, "Should Cellphones Have Warning Labels?" (Wall Street Journal).

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Also see:

Government Failure to Address Wireless Radiation Risks

http://www.saferemr.com/2015/11/government-failure-to-address-wireless.html

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