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giovedì 28 marzo 2019

Una interessante storia sui test di provocazione ... lo stato della ricerca australiana sulla elettrosensibilità



27 MAR 19
Una rivisitazione storica dei test di provocazione molto discutibili di ACEBR



Nel 2013 lo scienziato del CSIRO, il dott. David McDonald, ha vinto un caso di compensazione per mal di testa paralizzanti, nausea e vertigini causate dall'utilizzo del Wi-Fi e dei computer al lavoro.
Il dott. McDonald, era un matematico che ha lavorato come ricercatore principale presso il CSIRO per 15 anni. Si trasferì nella campagna per evitare le radiazioni elettromagnetiche, ma in seguito morì di cancro.

Vedi un'intervista, in inglese, ma i sottotitoli in inglese : https://www.youtube.com/watch?v=mPLmfwGl7PY

Nel 2011 a McDonald è stato chiesto di sottoporsi a uno studio di provocazione progettato in  Australia da ACEBR (chiamato all'epoca ACRBR). McDonald ha chiesto di vedere il protocollo di test ed è stato fornito in via confidenziale. L'analisi fatta del documento da parte  di McDonald rende davvero interessante la lettura, ma le sue conclusioni stanno raccontando e illustrando il triste stato della ricerca EHS in Australia. Per citare:

Conclusione

La discussione sopra evidenzia una serie di gravi carenze scientifiche e statistiche nella proposta per determinare se un soggetto è veramente sensibile a un CEM. Così com'è, la progettazione sperimentale e l'analisi statistica proposte non possono essere utilizzate per raggiungere lo scopo dichiarato. Le carenze scientifiche e statistiche della proposta sono ciascuna di per sé una grave lacuna e il loro impatto cumulativo e l'interazione rendono la proposta scientificamente indifendibile. 
Inoltre, è necessario considerare le questioni etiche sollevate sopra e includere una dichiarazione esplicita in tal senso in qualsiasi proposta rivista.

Interessante che se si trattasse di un progetto di scuola superiore fallirebbe miseramente, ma forse l'autore di questo test di provocazione  ha preso a cuore le critiche del Dr. McDonald e corretto le successive versioni dei suoi test. Sfortunatamente, secondo Dariusz Leszczynski che ha studiato la piena critica di McDonald's e le versioni successive del protocollo di test ACEBR, non vede cambiamenti. e lo considera come una ripetizione esatta del progetto precedente.

Cosa dobbiamo fare di questo? È perché Rodney Croft e Co. di ACEBR vogliono un risultato predeterminato per adattarsi alla loro affermazione secondo cui l'EHS è solo un effetto nocebo e questo tipo di test si adatta al conto? Osiamo chiamare quella cattiva condotta scientifica o solo un altro esempio di quel vecchio Approccio Procrustriale?

Le compagnie di telecomunicazione contribuiscono ogni anno $ 700.000 all'NHMRC e il governo a ulteriori $ 300.000, quindi un totale di circa un milione va a NH & MRC ogni anno per sostenere la ricerca EMF. La maggior parte di questo denaro va all'ACEBR, gran parte del quale è destinato alla ricerca psicologica sull'EHS. Dov'è la dovuta diligenza da parte di NH & MRC per garantire che il loro denaro non venga sprecato in ricerche molto discutibili, per non dire altro?









https://www.emfacts.com/2019/03/a-historical-revisit-to-acebrs-very-questionable-provocation-testing/

  • 27 MAR 19

A historical revisit to ACEBR’s very questionable provocation testing

In 2013 CSIRO scientist Dr. David McDonald won a COMCARE compensation case for crippling headaches, nausea and dizziness caused by using Wi-Fi and computers at work. Dr McDonald, was a mathematician who worked as a principal research scientist at the CSIRO for 15 years. He  moved to the Victorian countryside to avoid electromagnetic radiation but later died from cancer.
In 2011, as part of the case, McDonald was asked to undergo a provocation study being designed for use in Australia by ACEBR (called ACRBR at the time) McDonald asked to see the testing protocol and it was provided under a request for confidentially. McDonald’s analysis makes for interesting reading  indeed but his conclusions are telling and illustrate the dismal state of EHS research in Australia. To quote:
Conclusion
The discussion above points out a number of serious scientific and statistical shortcomings in the proposal to determine whether a subject is truly sensitive to an EMF. As it stands the proposed experimental design and statistical analysis cannot be used to achieve the stated aim. The scientific and statistical shortcomings of the proposed are each serious flaws in themselves and their cumulative impact and interaction render the proposal scientifically indefensible. All of them need to be corrected in a major revision of the proposal. In addition there is a need to consider the ethical issues raised above and to include an explicit statement to this effect in any revised proposal.
Interesting that if this were a high school project it would fail miserably but perhaps the writer took Dr. McDonald’s criticisms to heart and corrected subsequent versions of his ACEBR provocation testing. Unfortunately, according to Dariusz Leszczynski who has studied McDonald’s full critique and later versions of the ACEBR test protocol, he sees no changes. and considers it as an exact repetition of the earlier design.
What are we to make of this? Is it because Rodney Croft and Co. at ACEBR want a pre-determined outcome to fit in with their claim that EHS is just a nocebo effect and this sort of testing fits the bill? Dare we call that scientific misconduct  or just another example of that old Procrustran Approach?
The Telecommunication companies contribute annually $700K to the NHMRC and the government a further $300K , so a total of about a million goes into the NH&MRC annually to support EMF research. Most of this money goes to the ACEBR, much of which is earmarked for psychological research into EHS. Where is the due diligence on part of the NH&MRC to ensure that their money isn’t wasted on very questionable research, to say the least?

mercoledì 8 maggio 2013

Altra speculazione 'scientifica' sulla pelle degli elettrosensibili

E' stato pubblicato un articolo
Michael Witthöft, G. James Rubin. Are media warnings about the adverse health effects of modern life self-fulfilling? An experimental study on idiopathic environmental intolerance attributed to electromagnetic fields (IEI-EMF). Journal of Psychosomatic Research, 2013; 74 (3): 206 DOI: 10.1016/j.jpsychores.2012.12.002.

in cui si tratta la elettrosensibilità come malattia psicosomatica.
Purtroppo gli studi di questo inglese, Rubin, sono i soli che vengono considerati da WHO !

Sono basati su test di provocazione a persone elettrosensibli, e non, di cui  vengono testate le  reazioni a fronte di emissioni (o non) di radiofrequenze.
I risultati sono sempre contraddittori ... tali che ci si specula e si asserisce che la preoccupazione che le RF facciano male ...  porta a ... star male !

Le valutazioni di tecnici 'indipendenti' confutano, ancora una volta, la validità di questi test.
Perché:

- se una persona ES partecipa a tale test è già emotivamente molto allarmata già giorni ed ore prima di iniziare il test !  quindi stimolarlo e non stimolarlo porta a  misurare le reazioni che sono ovviamente estremamente casuali !
- vale ricordare degli studi fatti su persone affette da allergie alimentari:  le  fotografie di frutti ai quali sapevano di essere allergici, stimolavano parzialmente la reazione: 
da questo a dire che le allergie sono psicosomatiche ce ne passa ... e negli '70, alla fin, e non passarono !

La situazione è analoga .

Ma, once again, il 'Grande Vecchio' che governa da (dis)informazione continua sempre e continuativamente a martellare  questi dubbi .... 

Qui commenti

mercoledì 11 aprile 2012

Un test per scoprire si è elettrosensibili ...!

Ho scoperto che esiste addirittura un test per scoprire se si è elettrosensibili !

E' qui, in Inglese
http://www.radiationresearch.org/index.php?option=com_content&view=article&id=47&Itemid=30

dà un punteggio finale di 'grado di elettrosensibilità' !!!

Non so se sia una oosa seria; il sito lo è ...