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martedì 1 dicembre 2015

elettrosensibile 15enne inglese si suicida!

vedere vari articoli:
http://www.dailymail.co.uk/news/article-3339511/Schoolgirl-15-hanged-developing-allergic-reaction-WiFi-school.html

http://www.vnews24.it/2015/12/01/suicida-allergia-wi-fi/


UK – Jenny Fry aveva 15 anni, ma una rara malattia l’ha portata a commettere suicidio. La ragazza era infatti allergica al Wi-Fi presente nella sua scuola, la Chipping Norton School di Oxon. Nel 2012, Jenny ha mostrato i primi segni di elettrosensibilità: soffriva di celafea, di stanchezza paralizzante e aveva problemi di vescica. La madre ha allora deciso di eliminare la connessione wireless dalla propria abitazione, ma la ragazza ha continuato a stare male.

Jenny ha anche cominciato ad avere problemi a scuola in quanto usciva spesso dalla classe per cercare un posto dove potersi sentire meglio. A causa di questo, veniva spesso mandata in punizione. La madre della ragazza ha raccontato: “Ho raccolto molte informazioni sulla scuola e le ho mostrate al preside, Simon Duffy, ma lui ha detto che aveva le stesse informazioni che dimostravano che la connessione Wi-Fi era sicura. Ho parlato anche con gli insegnanti per spiegare loro il problema di Jenny e che non aveva senso mandarla in detenzione in stanze dove avrebbe potuto star male”. A livello scolastico, però, non è stato apportato nessun cambiamento.


La polizia ha dichiarato che la mattina del suicidio Jenny ha scritto un messaggio ad un’amica dove spiegava che quel giorno non sarebbe andata a scuola. Purtroppo, la ragazza non aveva con sé il cellulare. Le forze dell’ordine sostengono comunque che non fosse possibile comprendere le intenzioni di Jenny, che è stata trovata impiccata nell’albero di fronte casa. “Non penso che volesse togliersi la vita – ha raccontato la madre – si sentiva frustrata ed esasperata e ha commesso un drammatico errore”. I genitori stanno ora portando avanti una campagna per sensibilizzare le persone sui pericoli del Wi-Fi.


Commenti :

sicuramente verrà diagnosticata una forma di psicopatia !  
il preside e la scuola si laveranno le mani visto che i limiti di esposizione non erano stati sicuramente (immagino) superati ... ma quali limiti ?    quelli per escludere gli effetti termici ?

sabato 15 febbraio 2014

suicidio di un elettrosensibile, in Germania e questa volta grazie all' LTE (4G)





questa volta di un cittadino tedesco ... vedere qui

ENNESIMO  SUICIDIO DI UN ELETTROSENSIBILE.ACCADE IN GERMANIA DOVE LA 4G/LTE E' ORMAI PRESSOCHE' UBIQUITARIA.MI GIUNGONO SEGNALAZIONI DA PARTE DI EHS TEDESCHI CHE  VIVERE CON QUESTE NUOVE FREQUENZE E' DEVASTANTE.

TRA MOLTO POCO ANCHE L'ITALIA SARA' TOTALMENTE COPERTA CON QUESTE MICIDIALI FREQUENZE.RICORDO CHE I 2.6 GHZ CHE VENGONO UTILIZZATI SONO STATI DISMESSI DAL MINISTERO DELLA DIFESA.SOLO CHE L'UTILIZZO  ERA PER I RADAR ORA VIENE DIFFUSO  A 360° IN OGNI DOVE NELLE NOSTRE CITTA' PER 24/24 H.  E 365 GIORNI/ANNO.

martedì 4 dicembre 2012

Un altro suicidio: questa volta in Spagna

Arriva un email da un'associazione tedesca, che rilancia un'informazione che parte da un'associazione di difesa degli elettrosensibili, spagnola.

Si riferisce ad una cinquantenne spagnola che si è suicidata dopo che il comune ha dato l'autorizzazione alla installazione di  un'antenna a 50 m dalla sua casa.

C'è anche un link ad un video con una sua intervista, in spagnolo

It is about a woman
Angela Jaen Martin who committed suicide after the city allowed a cell tower
within 50 meters of her home after she was already suffering from EHS. There
are links to video interviews with her and to the Spanish EHS movie.

martedì 6 novembre 2012

Un altro caso di suicidio di un elettrosensibile

Questa volta in UK.

Il suicidio di un  laureato ad Oxford, di 36 anni, commesso dopo una lunga battaglia con una sensibilità ai telefoni cellulari, come risulva dalla inchiesta.


'Zapping in head' from mobiles led son to kill himselfJordan Day
999 callsA university graduate committed suicide after a lengthy battle with a sensitivity to mobile phones, an inquest heard.
Oxford graduate Michael Nield suffered with electro sensitivity – the term used to describe someone who has an unhealthy sensitivity to a particular source of electricity.
In Michael’s case it was mobile phones and phone masts. He had to sleep with a microfibre tent over his bed to reduce the radiation.
He sometimes even had to wear a micromesh body suit when he was out, and his parents, Clive and Barbara, had to move from their home in Herefordshire to the small village of Wardy Hill, near Ely, where there was less exposure to mobiles and phone masts.
Barbara too suffers with the same sensitivity, although it is not as extreme.
On Sunday, June 3, 36-year-old Michael, who was living with his parents in Main Street, Wardy Hill, took his own life, William Morris, coroner for North and East Cambridgeshire, has ruled at an inquest.
Michael’s father found his body inside a car parked on a grass track near their home.
Michael, a gifted musician, had drunk a bottle of vodka and taken an overdose of tablets.
Speaking at the inquest, his mother, a volunteer at Ely Cathedral, said her son had “tried everything” to improve his quality of life.
She said: “Unless people have electro sensitivity they just don’t realise what sort of effects it has. He tried everything to get better. He sought help, he ate a specific diet and he tried so hard.”
She said he sometimes wore a micromesh suit or a hat with mesh to cover his face in a bid to keep phone radiation away.
She said: “He would just get constant zapping in his head. I know the feeling as I get it myself, although not on the level that Michael did.
“That’s why we moved to Wardy Hill as it’s so remote. He did still sleep with a microfibre tent over his bed though, which did help.
“We saw it as a positive step but looking back it was his way of making a last-ditch attempt to be normal and put his illness aside. But that was obviously something he couldn’t do.”
Sarah Dacre, a trustee of ElectroSensitivity UK, said: “It’s extremely upsetting to hear of Michael’s death. I knew him, having received a number of emails from him.
“Sadly the condition is not recognised by the NHS, but it is very real, and we get an average of one suicide a year among those on our books.”
:: Mystery over condition
The World Health Organisation (Who) defines electrosensitivity and similar conditions as ‘symptoms that are experienced in proximity to, or during the use of, electrical equipment, and that result in varying degrees of discomfort or ill health in the individual and that an individual attributes to activation of electrical equipment”.
But the organisation adds that while patients suffer from real health problems “there is no known biological marker or any diagnostic test” for it.
Who has also warned about using commercial products which claim to help reduce symptoms and against home measurement of signals, and says added psychological issues such as stress caused by the introduction of new technologies could be a causative factor.
Research into electrical sensitivity has been increasing in the past five years.
A spokesman for the charity ElectroSensitivity UK said its objective was to get