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martedì 11 ottobre 2011

FACSIMILE DI LETTERA PER IL WI-FI

 
Preg.mo ........,
 
 
Le scriviamo per invitarLa ad una riflessione riguardo le tecnologie di connessione ad Internet senza fili Wi-Fi e Wi-Max che sono state lanciate sul mercato con toni enfatici senza un’adeguata informazione alla popolazione e gli amministratori pubblici riguardo i rischi per la salute ad essa connessi. Alcuni studi scientifici, infatti, suggeriscono danni al sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino rischi genotossici-tumorali, per esposizioni elettromagnetici a limiti centinaia di volte inferiori a quelli attuali.
            Le onde elettromagnetiche vengono considerate erroneamente innocue in base a comitati scientifici internazionali dove purtroppo talvolta operano scienziati con legami con l’industria. E’ importante chiarire che gli standard internazionali si basano solo sugli effetti termici (del riscaldamento) indotti dai campi magnetici (6,0 Volt/metro), come se il corpo umano fosse una “bambola di plastica” che rischia solo di essere surriscaldata. In realtà, la materia vivente è tale perché interagisce sia dal punto di vista chimico che elettromagnetico ed è per questo che innumerevoli studi scientifici riscontrano rischi legati all’esposizione da radiofrequenza sulla funzionalità cellulare che non hanno niente a che vedere con il riscaldamento.
            La popolazione, del resto, non si rende conto del pericolo perché, a differenza degli inquinanti ambientali chimici, le onde elettromagnetiche sono invisibili ed inodore.
Negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli appelli degli scienziati ad una riduzione dei limiti di esposizione, ad un abbassamento delle fonti di esposizione elettromagnetica, ad un divieto assoluto di uso di cellulari e impianti di comunicazione wireless in presenza di bambini e adolescenti, ad un riconoscimento di fasce vulnerabili della popolazione, come emicranici, epilettici ed elettrosensibili che risentono più di altri dei campi elettromagnetici.
Secondo alcuni studiosi, siamo addirittura sottoposti ad un esperimento non autorizzato riguardo gli effetti a lungo termine causati dai campi elettromagnetici delle comunicazioni wireless ed potremo scoprire entro pochi anni che il rischio di tumore collegato all’uso delle connessioni senza fili può essere persino superiore a quello derivante dal fumo di sigaretta.
Il Gruppo di scienziati Bioinitiative ha prodotto nel 2007 un rapporto sui campi elettromagnetici (www.bioinitiative.org), che ha stimolato più di una risoluzione da parte del Parlamento Europeo.
Gli scienziati della International Commission on Elecromagnetic Safety (www.icems.eu) hanno prodotto numerose risoluzioni volte a chiedere ai governi un abbassamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici e alla tutela dei minori, per esempio con il divieto d’uso del Wi-Fi nelle scuole e in aree pubbliche.
Nel settembre 2008 il Parlamento Europeo, nella “Valutazione intermedia del piano d'azione europeo per l'ambiente e la salute 2004-2010”, pone la Elettrosensibilità tra le emergenze sanitarie legate al rischio chimico, invitando i paesi membri a preferire le connessioni su cavo piuttosto che wireless, in base al principio di precauzione stabilito dalla stessa Unione Europea nel 2000.[1]
La Regione de La Drome in Francia ha deciso, nel novembre 2009, di investire sulla banda larga su fibra ottica per evitare il proliferare del Wi-Fi. Addirittura in Inghilterra ci sono interi comuni che si spopolano perché la gente ha iniziato a soffrire di nausea, mal di testa, eruzioni cutanee, disturbi cardiocircolatori dal momento dell’installazione dei sistemi Wi-Fi e Wi-Max ed è costretta a rifugiarsi in campagna per sopravvivere.
Le preoccupazioni per la salute sono state fatte proprie anche dal Comune di Arco (TN) che ha bloccato le nuove installazioni del Wi-Fi per ragioni precauzionali preferendo investire sulle comunicazioni via cavo più dispendiose ma più sicure.
La stessa OMS ha calcolato che il 3% della popolazione riporta sintomi di vario tipo se esposta a campi elettromagnetici delle comunicazioni senza fili, come eritemi, mal di testa, insonnia, nausea, tachicardia, ecc. Questi sintomi spariscono quando che ci si allontana dalla fonte elettromagnetica.
In Svezia la Elettrosensibilità è riconosciuta come una invalidità funzionale e alle persone affette viene offerto un aiuto per trasferirsi lontano dalla città o per schermare le loro abitazioni. Molti si rifugiano nei boschi.
            In Francia è stata creata la prima Zona Bianca sulle Alpi (http://www.zoneblanche.fr), un rifugio per elettrosensibili, priva di fonti elettromagnetiche. Sempre in Francia è stato vietato l'uso dei cellulari nelle scuole elementari e medie non solo per i bambini e i ragazzi, ma per tutto il personale, mentre in Germania è stato vietato nel 2008 il Wi-Fi in tutte le scuole pubbliche.
            La Risoluzione del Consiglio di Europa n.1815, del 27 maggio 2011 http://www.applelettrosmog.it/admin/uploaded/allegati/84.pdf , raccomanda, tra l’altro, al punto 88.4.4 che gli Stati membri determinino i siti di ogni nuova antenna GSM, UMTS, WiFi o WIMAX, non solamente in accordo con gli interessi degli operatori ma, in consultazione con le amministrazioni locali e regionali, i residenti e le associazioni di cittadini, naturalmente dopo che gli stessi abbiano ottenuto informazioni sui rischi derivanti dall’uso di tali connessioni senza fili. Per questo speriamo di fare cosa gradita allegando la registrazione del Convegno tenutosi lo scorso giugno a Roma sull’argomento.
            Le lasciamo il telefono del dott. Fiorenzo Marinelli del CNR di Bologna (Uff. + 39 051 636 6772, Lab +39 051 636 6774) che potrà rispondere a tutti i dubbi che speriamo questa lettera possa aver stimolato, in quanto si sta occupando dei danni al DNA causati proprio dal Wi-Fi.

Con i migliori saluti.


[1]             http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P6-TA-2008-0410&language=IT&ring=A6-2008-0260

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