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venerdì 6 marzo 2020

la diagnosi dell'Alzheimer in età 30-64 è aumentata del 131% in USA



https://www.bcbs.com/the-health-of-america/reports/early-onset-dementia-alzheimers-disease-affecting-younger-american-adults?utm_source=prnw&utm_medium=&utm_content=&utm_campaign=&utm_term=



"L'aumento della demenza   precoce e delle diagnosi di Alzheimer in una generazione che in genere non si aspetterebbe di incontrare in queste condizioni  è preoccupante, soprattutto perché non esiste una cura per il morbo di Alzheimer", ha affermato Vincent Nelson, vice presidente di affari medici per BCBSA.

 "Sono necessari ulteriori studi e ricerche per saperne di più sulla demenza ad esordio precoce e sull'Alzheimer, su come trattare queste condizioni e cosa si può fare per prevenire meglio le diagnosi".

Lo studio ha anche esaminato più a fondo la malattia di Alzheimer a esordio precoce e ha scoperto che nel 2017 a più di 37.000 americani assicurati  di età compresa tra 30 e 64 anni è stata diagnosticata la condizione, con un balzo delle diagnosi del 131% dal 2013.

"La ricerca ha dimostrato che la malattia di Alzheimer inizia nel cervello anni prima che i sintomi clinici si manifestino", ha dichiarato John Dwyer, presidente della Global Alzheimer's Platform Foundation. "Questo rapporto mostra che le persone di età inferiore ai 30 anni hanno sintomi esteriori. Abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per fermare la progressione della malattia di Alzheimer nelle persone di tutte le età."

Un aumento delle diagnosi di Alzheimer tra le giovani generazioni può portare a conseguenze economiche e stress mentali ancora maggiori per coloro che forniscono loro assistenza. Quasi 16 milioni di familiari e amici hanno fornito oltre 18 miliardi di ore di cure non retribuite alle persone con malattia di Alzheimer in America, costando circa 221 miliardi di dollari.1 Queste ulteriori responsabilità in termini di assistenza sono sentite in particolare dalle donne, che costituiscono il 63% di questo sottogruppo di assistenza. 2 Lo stress aggiunto e l'impegno nel tempo di questi caregiver possono anche portare a depressione, isolamento sociale e stress finanziario

  Per ulteriori informazioni, visitare https://www.bcbs.com/the-health-of-america.

sabato 8 ottobre 2016

Altro lavoro scientifico collega l'Alzheimer alle radiofrequenze

Recentissimo lavoro di ricercatori cinesi :  vedere  qui 

Conclude che i dati suggeriscono che l'ippocampo può essere danneggiato da una prolungava esposizione alle microfrequenze, portando ad disfunzioni delle funzioni cognitive della persona.
Si raccomanda la restrizione dello uso di dispositivi wireless in attesa di conferme e certezze.

sabato 30 luglio 2016

nel Alzheimer's and Dementia Summit spazio a: pericoli del wireless


L'importante evento scientifico a carattere mondiale su Alzheimer e demenza ,  evidenzia
tra gli oratori  il nostro Prof Olle Johansson che parlerà del pericolo del wireless in connessione con queste due patologie il cui impatto è in sempre continua crescita nella popolazione del mondo occidentale (e lo vediamo comunemente intorno a noi)  .

E' un significativo riconoscimento della relazione casuale tra radiofrequenze e queste  patologie neurologiche