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lunedì 18 maggio 2015

Interpellanza parlamentare sui CEM

Tutta quella attività di molti di noi ha svolto per raccogliere firme da inviare alle massime cariche della Repubblica. qualche piccolo risultato l'ha prodotto.

Qui c'è un'interrogazione parlamentare dell'On Melilla rivolta al Ministro dell'Ambiente

Monitoriamo cosa risponderà ...




Atti Parlamentari — 25129 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 13 MAGGIO 2015

 

Interpellanza: Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

da alcuni anni si parla molto, soprattutto in seguito allo sviluppo delle radiofrequenze e onde libere per connessioni Wi-Fi, nella comunità internazionale dei danni derivanti dal meglio conosciuto inquinamento elettromagnetico. Problema sorto con lo svilupparsi delle apparecchiature Wi-Fi, computer, tablet, cellulari (telefonia mobile), microonde; questo abnorme e veloce sviluppo elettronico ha portato alla osservazione, alla conoscenza e alla presa di atto del fatto che detto sviluppo tecnologico è tutt’altro che innocuo e inoffensivo per il genere umano; studi e ricerche (ancora da approfondire) lamentano i gravi danni per la salute umana, soprattutto per bambini, adolescenti e donne in stato di gravidanza. Danni che hanno rilevanza importante e a volte mortale, come l’esponenziale aumento del tumori (+400 per cento), dei danni alle cellule celebrali, l’abbassamento del tasso di fertilità. Aumento notevole delle proteine da stress, danni all’apparato visivo, sfaldamento delle cellule dell’occhio, diminuzione del sonno, eccitabilità ed afasia dati dall’eccessivo uso del computer o del tablet; con ogni evidenza questi sono danni importanti dovuti non solo alle alte frequenze con lo sviluppo del calore (anche corporeo), ma portati anche dalle basse frequenze, che si scopre essere – anch’esse – tutt’altro che innocue. La comunità scientifica è fortemente preoccupata ed ha, recentemente, lanciato un appello/petizione, per correre ai ripari al più presto; l’evidenza della difficoltà che il problema rappresenta è evidenziata dal fatto che la nostra società è oramai tutta, e a tutti i livelli, fortemente improntata dall’uso dei supporti elettronici senza fili, come quelli in questione; la nostra legislazione, sebbene allarmata e articolata da tempo, risulta insufficiente alla sicurezza e alla salvaguardia delle specie umana in prima persona e anche alla salvaguardia delle risorse naturali stesse. Tutto ciò sebbene alcuni accorgimenti potrebbero, ad oggi, essere utilizzati. Come l’uso del legno più che dei metalli, il legno non è conduttore di onde elettromagnetiche, ed anche l’utilizzo di alcune piante che pare abbiano la capacità di assorbire le radiazioni così come, anche, alcuni minerali come la tormalina, il quarzo ed altri; la disinformazione generalizzata è il pericolo più importante ed imminente, l’uso indiscriminato delle tecnologie senza fili, utilizzate anche nelle scuole (asili nido, materne elementari, medie) e negli ospedali, è un dato di forte apprensione, essendo questi luoghi a forte rischio e con minore salvaguardia proprio perché legati alla minore possibilità di difesa del corpo stesso, sia per l’età dei soggetti che per i disagi fisici dei soggetti malati.

 come intendano adoperarsi in merito e se non ritengano opportuno aumentare il livello di guardia, sensibilizzando la popolazione sugli evidenti danni provocati dalle apparecchiature elettroniche, radio e comunicazione eccessivamente usate al giorno di oggi, ponendo, per esempio, un limite di età all’uso delle apparecchiature computer e cellulari, vietando l’uso degli stessi (se non per quelli a fibra ottica e via cavo) negli ambienti più a rischio; se non ritengano di assumere iniziative per vietare l’uso di tali apparecchiature nelle scuole e negli ospedali, privilegiando l’uso di quelle a collegamento via cavo; se non sia opportuno riportare, assumendo iniziative per abrogare l’articolo 14 comma 8 del decreto-legge 179 del 2012, la misurazione dei campi elettromagnetici a 6 ore e non 24 come la suddetta legge prevede, accogliendo in toto l’appello per la difesa della salute dalle radiazioni a radiofrequenza e microonde come da lettera della task force sui campi elettromagnetici del 26 febbraio 2015.

(2-00972) « Melilla ».

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