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mercoledì 30 novembre 2011

Comunicato Stampa post Conferenza CEE del 16-17.11.2011

COMUNICATO STAMPA DELLA della Rete Elettrosmog-Free Italia che riunisce associazioni, comitati di cittadini, gruppi ed esperti impegnati nella difesa dall'inquinamento elettromagnetico.



Il 22.11.11 la Direzione Generale (DG) per Salute ed i Consumatori della Comunità Europea ha emesso un comunicato che sintetizza il risultato della conferenza, di due giorni, 16 e 17.2011 a Bruxelles " 2011 International Scientific Conference on EMF and Health ". (vedere il testo integrale: http://is.gd/9LX1H0)


La Rete Elettrosmog-free Italia riporta le proprie valutazioni e proposte alla Pubblica Opinione ed al mondo Politico, seguendo, punto punto, quanto espresso dalla DG.


1) la ricerca è la forza guida per la valutazione del rischio: condividiamo con la DG che senza ricerca non c'è una valutazione sostenibile dello impatto dei campi elettromagnetici sulla salute.

Obiettiva conseguenza è che:

va dato forte input ad investimenti PUBBLICI alla ricerca
e , nella attesa, va pienamente attuato il Principio di precauzione , come richiamato dal Parlamento Europeo nel 2009 , risottolineato nel Maggio 2011 con una raccomandazione a tutti i Governi della CE affinché prendano misure ragionevoli per ridurre la esposizione ai CEM . La Rete in accordo con quanto già richiesto e/o attuato in varie parti del Mondo (Canada, Francia, Israele, Germania, Svizzera, ...) richiede l'abbassamento del valore limite da 6 a 0,6 V/m



2) l'aumento della esposizione alle rediazioni e la valutazione della stessa sono la fonte maggiore di incertezze nella ricerca su 'CEM e salute':

è proprio vero che l' aumento continuo della esposizione da parte di un numero sempre maggiore di fonti di CEM (es. gli ultimi 4G-LTE previsti in seguito alla recentissimo bando per l'assegnazione di frequenze ), come anche la esponenziale espansione di WiFi nelle città (ricordiamo il mega-progetto voluto da Milano per l'Expo), pone l'attenzione sulle metodologie di misurazione di queste fonti che vanno fortemente potenziate (in qualità e quantità), con controllo anche da parte della Popolazione


3) elettrosensibilità: l'effetto nocebo (sintomi di malattia causati dalla suggestione o convinzione della presenza di qualcosa di dannoso) è, secondo la DG , ciò che maggiormente contribuisce alla elettrosensibilità. La Rete non concorda con questa impostazione che vede l'elettrosensibilità come ingiustamente conseguenza dell'allarme sociale legato all'elettrosmog, ignorando così decine di studi sulle sue basi fisiche , e vite umane irrimediabilmente danneggiate . Questi studi in essere vanno assolutamente validati con metodologie oggettive e strumentali di diagnosi.


4) l'epidemiologia: la Rete concorda con la DG che essa è la maggiore fonte di evidenza per i potenziali effetti avversi alla salute da parte dei CEM. Mancano le conferme da parte di altre evidenze. Il European Envoronmental Agency (2008) ricorda come le analoghe storie del passato hanno insegnato che le esposizioni pericolose devono essere messe sotto controllo ancora prima che ci sia una evidenza convincente di danni a lungo termine e che sia chiarito il meccanismo biologico che produce i danni alla salute umana.

Ne consegue:


Maggiori contributi PUBBLICI alla ricerca ridurranno i tempi per queste conferme.


Nel frattempo l'epidemiologia ha GIA' dato CONFERME che sia i campi elettromagnetici a bassa frequenza come quelli ad alta frequenza hanno determinato cancro nella popolazione. Ricordiamo che lo IARC/OMS valuta come possibili cancerogeni queste radiazioni.


e quindi, ancora una volta, è imperativo attuare compiutamente il Principio di Precauzione, abbassando i valori di limite da 6 a 0,6 V/m.

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