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giovedì 7 agosto 2014

Gli effetti dei campi elettromagnetici artificiali sugli animali

Ho letto con molto interesse l'articolo di un ricercatore spagnolo (Alfonso Balmori) che ha preso in rassegna tutte le pubblicazioni più recenti di ricerche fatte per individuare effetti di EMF su vari animali presenti in  natura.

Raggruppa i lavori scientifici in:

- effetto degli EMF sul comportamento e la navigazione
- effetti sulla loro distribuzione geografica
- effetti sulla riproduzione
- effetti degli stessi su piante.

Le conclusioni tratte sono  che ci sono già molte evidenze scientifiche che suggeriscono una relazione tra campi elettromagnetici artificiali ed effetti dannosi su uccelli , insetti, piante, ed alberi. Queste sperimentazioni  impongono la necessità di studi più mirati ed approfonditi  per capire la loro pericolosità per l'ambiente.

Aggiunge che 'stranamente' nonostante un aumento enorme di , ad es., stazioni radio base ed antenne avvenuto negli ultimi 20 anni, non c'è assolutamente un proporzionale aumento di ricerca in questo campo !  Come mai, dico io ?! [io aggiungo che uno degli effetti del volere che l'industria contribuisca a pagare i costi della ricerca universitaria: gli effetti sono  che 'certe' ricerche siano poco 'appetibili' !]

Interessante è questo  documento molto recente  riportato dal ricercatore  che è una lettera formale del Ministero degli Interni Americano indirizzata al National Telecommunications and Information Administration in cui  richiede che nelle procedure di approvazione e di controllo di torre di comunicazioni (quindi antenne e stazioni radiobase) , oltre a verifiche sul possibile impatto fisico sugli uccelli vengano adottate  valutazioni sugli effetti delle radiofrequenze sugli stessi uccelli !

Che dire di più ?!

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