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mercoledì 31 maggio 2017

SENTENZA STORICA

Cari amici altra sentenza STORICA nell'ambito dell'inquinamento elettromagnetico. Il giudice riconosce la correlazione tra una malattia oncologica e l'esposizione alle basse frequenze emesse da una centrale adibita alla produzione di energia elettrica.Comprendiamo molto bene  la fondamentale portata di questa sentenza soprattutto per chi è stato esposto ad induzioni magnetiche derivanti da ELETTRODOTTI,CABINE DI TRASFORMAZIONE,ecc.

Ancora una volta bisogna riconoscere il fondamentale ruolo peritale di uno tra i più grandi conoscitori (A LIVELLO MONDIALE!) degli effetti biologico/sanitari derivanti dalle radiazioni non ionizzanti sia di alta che di bassa frequenza.

Nulla più come prima...

Paolo. 


http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/05/29/news/campi-elettromagnetici-causa-del-tumore-vince-la-causa-1.15411513


qui c'è il testo della sentenza
https://1drv.ms/b/s!AuN6JxOMOslJgaM8N2DIH3biCLdowQ


venerdì 28 aprile 2017

Reazioni internazionali alle due sentenze della magistratura


Joel M. Moskowitz

Neuroma acustico e uso del telefono cellulare
L' Associated Press ha recentemente riportato che due tribunali in Italia, tra cui la Suprema Corte italiana, hanno assegnato un risarcimento alle persone che hanno sofferto di neuroma acustico da uso del telefono cellulare pesante.

"L'agenzia di protezione dei consumatori Codacons dice che sta valutando una class-action sulla base della decisione Romeo di avere telefoni cellulari portare avvertenze per la salute in Italia, e anche per avere i rischi per la salute connessi con l'uso del cellulare riconosciuto generalmente da agenzia di sicurezza sociale in Italia."

La mia ricerca della letteratura ha identificato nove studi peer-reviewed, tra cui uno studio di coorte, che hanno trovato la prova che l'uso del telefono cellulare a lungo termine è associato ad un aumentato rischio di neuroma acustico, un tumore raro sul nervo dall'orecchio al cervello.

Per estratti dagli abstract per questi nove studi vedere:
Katie Hickox

http://www.thedailybeast.com/ trucchi / 2017/04/21 / Italia-Court- cell-phone-uso-causati-tumorale. html

Corte italiana: Cellulare Usa tumore cerebrale causato


Un tribunale nella città italiana di Ivrea ha stabilito che l'uso del cellulare eccessivo causato un dirigente di sviluppare un tumore al cervello e gli ha conferito una pensione finanziata dallo Stato, il Guardian relazioni. La sentenza potenzialmente punto di riferimento è stato fatto 11 aprile, ma non è stato rilasciato al pubblico fino a Giovedi. E 'oggetto di ricorso. Il 57-year-old, Roberto Romeo, che ha un tumore benigno, ha testimoniato che i suoi impegni di lavoro ha fatto sì che ha usato il suo cellulare per quasi quattro ore ogni giorno per 15 anni. “Non avevo altra scelta che usare il mio cellulare per parlare con i colleghi e di organizzare il lavoro-per 15 anni stavo chiamando per tutto il tempo, da casa, in macchina,” ha detto, notando che non vuole demonizzare i telefoni, ma crede “dobbiamo essere più consapevoli su come usarli” Romeo ha detto che in realtà sentiva il tumore sviluppare: “ho iniziato ad avere la sensazione di mio orecchio destro viene bloccato tutto il tempo e il tumore è stato diagnosticato nel 2010. Fortunatamente, era benigna, ma non posso più sentire niente perché hanno dovuto rimuovere il mio nervo acustico.”gli avvocati di Romeo, Stefano Bertone e Renato Ambrosio, ha dichiarato:“gli studi scientifici hanno finora rimaste inconcludenti sui rischi di utilizzo del cellulare. 


  • EMFACTS

  • tribunale italiano governa l'uso del telefono cellulare causato tumore al cervello

    Da The Guardian
    https://www.theguardian.com/technology/2017/apr/21/italian-court-rules-mobile-phone-use-caused-brain-tumour
    Corte assegna la pensione di dipendente che ha sostenuto l'uso legato al lavoro di un cellulare lo ha portato a sviluppare un tumore benigno
    Un tribunale italiano ha stabilito che eccessiva, uso legato al lavoro di un telefono cellulare causato un dirigente di sviluppare un tumore al cervello benigni.
    In quello che potrebbe diventare un punto di riferimento sentenza, il tribunale della città settentrionale di Ivrea ha assegnato l'attore una pensione finanziata dallo Stato.
    Il giudizio, che è stato consegnato proprio in data 11 aprile, ma solo reso pubblico il Giovedi, è soggetto a un eventuale ricorso.
    Roberto Romeo, 57 anni, aveva testimoniato che le sue funzioni di lavoro lo obbligati ad usare il suo cellulare per tre o quattro ore di ogni giornata lavorativa per 15 anni.
    “Per la prima volta al mondo, un tribunale ha riconosciuto un nesso di causalità tra l'uso inadeguato di un telefono cellulare e un tumore al cervello”, i suoi avvocati, Stefano Bertone e Renato Ambrosio ha detto in un comunicato.
    Romeo ha detto che non voleva demonizzare cellulari, “ma credo che dobbiamo essere più consapevoli su come usarli.
    “Non avevo altra scelta che usare il mio cellulare per parlare con i colleghi e organizzare il lavoro - da 15 anni mi stava chiamando per tutto il tempo, da casa, in macchina.
    “Ho iniziato ad avere la sensazione di mio orecchio destro viene bloccato tutto il tempo e il tumore è stato diagnosticato nel 2010. Fortunatamente, era benigna, ma non riesco più a sentire niente perché hanno dovuto rimuovere il mio nervo acustico.”
    Un medico esperto ha stimato il danno a Romeo al 23% della sua funzione corporea, spingendo il giudice a fare un premio di compensazione di € 500 al mese a carico dell'INAIL, un regime assicurativo nazionale, che copre gli infortuni sul lavoro.
    Studi scientifici dei potenziali rischi per la salute dei telefoni cellulari hanno in gran parte concluso che essi non rappresentano grave rischio per la salute umana a livello di utilizzo della maggior parte della gente.
    Più pesante uso può comportare qualche rischio, altri studi hanno trovato, e molti esperti dicono che è troppo presto per fare una valutazione corretta di ciò che è una tecnologia relativamente nuova.

    lunedì 24 aprile 2017

    Risposta ad articolo A. Sallusti "Sentenza choc cellulare causa il cancro

         Associazione   “ElettrosmogVolturino”                                                       
                     anno XXXI°                                                                 
    Via S. Martino, 2  71030  Volturino (FG)
    Tel. 347 7215642                                                                  
    prot. n. 05                                                                                  Volturino 24/4/2017

    Sallusti  Alessandro                 direttore “Il Giornale”  Tribunale di Ivrea                      Ministero         Salute                    Studiolegale D'Ambrosio-Commodo                    Prof. A. G. Levis.
    Oggetto: Articolo Sallusti “Sentenza choc il cellulare causa il cancro”

    Più che un articolo di Sallusti sembra quello di un produttore di microonde.
    Sparare contro un giudice e uno scienziato come il prof. Levis è una presa di posizione temeraria sia contro questi coraggiosi personaggi, che contro l'umanità intera in possesso di telefonini, che sono veri strumenti di squilibrio di massa. Un articolo, dunque, a favore di lobbies che si arricchiscono ai danni di tutti.
    I numeri sono da pandemia, da olocausto. Sì, da olocausto. Non sto esagerando. Quelli che vediamo ancora in giro sono i superstiti.                                                  
    Sallusti! Ma si è accorto di  quanti insonni ci sono almeno in Italia, il resto del pianeta non è da meno, e quanti depressi, e nevrotici e ipertesi e infertili e impotenti e tumorati e diabetici? Noo?
    La illumino: dal 2000 in poi l'insonnia ha cominciato a colpire l'ipofisi dei dormienti, la melatonina prodotta in quantità scarsa e già dal 2006 ne sono coinvolti il 75% degl'Italiani con tutte le conseguenze derivanti da un sonno non ristoratore.                                                                                                                    Difese immunitarie deboli e proliferazione di cellule cancerose tra cui anche tumori alla testa. Proprio di pari passo con l'arrivo della telefonia mobile e i suoi ripetitori.
    Il giudice, come dice Lei stupito,  non ha deciso sulla base di un’opinione personale, ma ha deciso sulla scorta di documenti scientifici sani che ha prodotto il prof. Levis, certamente “oscuro perito” per chi non lo conosce, ma per quanti si battono da anni, come anche il sottoscritto da 31 anni e tanti altri, censurati da certa stampa che anche Lei rappresenta, è un eroe che sfida grossi interessi a difesa della salute della collettività, senza trarne profitto alcuno.
    E questa è la seconda sentenza dopo quella di Brescia, confermata in Cassazione, nel 2012 per un altro caso simile, ben censurata dai media e  sempre prodotta dall'  "oscuro perito Levis" , e la motivazione precisa che non si è tenuto conto delle risultanze scientifiche finanziate dagli operatori ma di quelle indipendenti. Giudizio sano. E non "opinioni spacciate per verità e che nessuno controlla", come Lei sostiene con tanta  audacia.                                                                                
    Ce ne fossero di giudici come quello di Ivrea che Lei vorrebbe "declassato per procurato allarme".                                                                                                              
    Anzi la sentenza è un allarme già tardivo: lo Stato cominciasse a diffondere pubblicità su un uso più corretto del cellulare, come aveva avuto indicazione dal Consiglio Superiore di Sanità nel 2012, quando lo spot fu prodotto ma poi tenuto nel cassetto.                                                                                                                        
    Perché avrebbe adirato le compagnie teleproduttrici di malanni, onnipresenti con le loro proposte pubblicitarie in ogni organo mediatico a ossessionare quasi tutti sino al punto di condizionare ad un uso di portarsi il telefonino sotto il cuscino o sul comodino, cosa che suggerisco anche a Lei, così si rende edotto del mattutino stato confusionale.   
    Certamente che il prof. Levis  avrebbe dovuto ricevere il premio Nobel e altro ancora.                                                                                                                                    Ma se la stampa, quella televisiva specialmente, puntasse le telecamere non solo sul prof. Levis, ma anche su tanti altri esperti, allora sì che l'informazione corretta  raggiunge  la maggioranza degli utenti di cellulari e tv, che purtroppo pagano inutilmente tasse per mantenere centinaia di canali che distribuiscono futilità e informazioni pilotate.                                                                                        
    Altrettanto quotidiani e periodici e altrettanto mantenuti da cittadini  disinformati.
    Legga pure il manuale del Suo squilibrante cellulare che purtroppo scritto in carattere minuscolo, avverte di tenerlo a distanza di 2 cm da qualsiasi parte del 
    corpo e poi chieda delucidazioni al produttore.                                                                           
    Gl’inquinatori si cautelano e lo Stato?
    Infatti l'"oscuro perito" di Padova dal 2014, insieme agli stessi legali della sentenza di Ivrea, hanno invitato lo Stato a scrivere sui telefonini, tra altre raccomandazioni, "può nuocere alla salute", come per le sigarette.
    Ma lo Stato, purtroppo costituito anche da politici oliati, è sordo. 
    Un articolo prudente è improntato al Principio di Precauzione come da tempo raccomandato dall'Agenzia Europea per l'Ambiente, dal Consiglio d' Europa,  dallo IARC di cui è stato membro anche l' "oscuro perito di Padova", prof. Angelo Gino Levis.
    Diviene, pertanto imperativo, l’obbligo di aprire dibattiti televisivi con frequenza periodica al fine di rendere i telespettatori informati con dibattiti tra i negazionisti e gli allarmisti, onde consentire ad ognuno di operare una scelta d’ uso consapevole e responsabile del telefonino, certamente utile, ma altrettanto pericoloso.
    Come pure i riflessi economici a cui accenna, caro Sallusti, sì che saranno luminosi: una popolazione in salute lavora di più e meglio. Nell’ interesse di tutti.
              Antonio Gagliardi         presidente Associazione “Elettrosmog   Volturino”
    http://elettrosmogvolturino.interfree.it


    giovedì 20 aprile 2017

    Magistratura Italiana: gli effetti del cellulare sulla salute delle persone


    Un dipendente Telecom colpito da neurinoma dopo aver utilizzato il cellulare più di tre ore al giorno. Il tribunale riconosce la correlazione e la rendita vitalizia per malattia professionale. La perizia choc: "Sicuro effetto cancerogeno"

    Questa sentenza si collega alla prima sentenza del tribunale di Brescia in cui è stato sancita una relazione causale tra uso 'sostenuto' di telefono cellulare e/o cordless e tumore al cervello. 

    Non possiamo non dare un importante riconoscimento a chi ha lavorato con grande competenza, dedizione ed impegno all' essenziale supporto scientifico ai legali: il nostro amico innanzitutto ... Prof Angelo Gino Levis.  Grazie per tutto quello che hai fatto e stai facendo. 

    Link ad un articolo dell' Espresso 

    sabato 14 dicembre 2013

    C'è chi paga 1 Mil di $ come compensazione ad una torre di trasmissione


    Nel Vermont (USA) la Vermont Electric Power Company pagherà 1 milione di USD per risarcire i danni legati alla installazione di una torre di trasmissione nella proprietà di una coppia di americani. Dal valore nominale di 26000 $ per il solo terreno il Giudice è arrivato alla cifra di 1 Mil per indennizzarli per i rischi connessi ai danni arrecati dalle radiofrequenze .  vedere articolo


     

    lunedì 11 novembre 2013

    Lagorio e La Vecchia all'attaco della sentenza di Brescia ...

    Questo recente articolo scritto da Susanna Lagorio, che ha sostituito P. La Vecchia all'Istituto Superiore di Sanità insieme a M. Roosli, ricercatore svizzero, che lavora su progetto finanziati anche dalla industria dei telefoni cellulari.

    Secondo loro le differenti metodologie di indagine sono la causa di evidenziazione statistica della incidenza di tumori   Rimandando sempre alla mancanza di conoscenze per uso superiore a 15 anni ...     questi signori concludono che visto che non si ha conoscenza stratificata e consolidata ...  non c'è conferma che fa male per cui ... andiamo avanti ad usare sempre più il cellulare !
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    Lagorio & Roosli new study - Mobile phone use and risk of intracranial tumors: A consistency analysis

    Lagorio & Roosli new study - Mobile phone use and risk of intracranial tumors: A consistency analysis



    Susanna Lagorio wrote with Paolo Vecchia an article against the cell phone court case in Italy. Martin Roolsi reported to IARC: "Martin Röösli receives research funding for studies on adverse health effects of mobile phone use from Forschungsstiftung Mobilfunk, a non-profit-making research foundation at the ETH Zürich. Neither industry, nor NGOs are represented on the Scientific Board of the Foundation. He also serves as a Member on the Board of this foundation".

    But this is in fact funded by the mobile phone industry: "Funded researchers"-   Prof. Dr. Martin Röösli

    Sponsors:

    Report by Dr. Joel M. Moskowitz:

    Mobile phone use and risk of intracranial tumors: A consistency analysis

    Susanna Lagorio and Martin Röösli. Mobile phone use and risk of intracranial tumors: A consistency analysis. BioelectromagneticsArticle first published online: 6 NOV 2013 | DOI: 10.1002/bem.21829.

    Abstract

    meta-analysis of studies on intracranial tumors and mobile phone use published by the end of 2012 was performed to evaluate the overall consistency of findings, assess the sensitivity of results to changes in the dataset, and try to detect the sources of between-study heterogeneity. Twenty-nine papers met our inclusion criteria. These papers reported on 47 eligible studies (17 on glioma, 15 on meningioma, 15 on acoustic neuroma), consisting of either primary investigations or pooled analyses. Five combinations of non-overlapping studies per outcome were identified. The combined relative risks (cRRs) in long-term mobile phone users (≥10 years) ranged between 0.98 (0.75–1.28) and 1.11 (0.86–1.44) for meningioma, with little heterogeneity across studies. High heterogeneity was detected across estimates of glioma and acoustic neuroma risk in long term users, with cRRs ranging between 1.19 (95% CI 0.86–1.64) and 1.40 (0.96–2.04), and from 1.14 (0.65–1.99) to 1.33 (0.65–2.73), respectively. A meta-regression of primary studies showed that the methodological differences embedded in the variable “study-group” explained most of the overall heterogeneity in results. Summary risk estimates based on heterogeneous findings should not be over-interpreted. Overall, the results of our study detract from the hypothesis that mobile phone use affects the occurrence of intracranial tumors. However, reproducibility (or lack of) is just one clue in the critical appraisal of epidemiological evidence. Based on other considerations, such as the limited knowledge currently available on risk beyond 15 years from first exposure, or following mobile phone use started in childhood, the pursuance of epidemiological surveillance is warranted.

    http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/bem.21829/abstract

    Excerpts

    "The major limit of our study, as of any meta-analysis of observational epidemiological studies,mirrors its strength: it is focused on the assessment of consistency, not of reliability of available empiricalfindings. To address the reliability issue a different approach is needed, to apply to each primary study (validity of the measures of effect and estimatedamount and direction of possible bias and errors), and to the overall epidemiologic evidence (external coherence, experimental support, biological plausibility)."

    "... all available estimates of the association between mobile phone use and incidence of intracranial tumors are likely affected, to varying extent, by exposure measurement errors, selection bias, and confounding (including reverse causation, a particular kind of non-random confounding"

    [My comment: My colleagues and I (Myung et al., 2009) conducted a similar meta-analysis, and we examined the quality of the research studies; thus, this is not beyond the scope of a meta-analysis.

    Furthermore, we found that research quality makes a huge difference in the study outcomes in our review of the mobile phone - brain tumor case-control studies. Namely, studies with high quality research methods demonstrated significantly increased brain tumor risk especially for longer term followups. Studies with low quality research methods demonstrated significantly lower brain tumor risk which was likely artifactual due to methodologic biases.]

    domenica 22 settembre 2013

    Sentenza del Consiglio di Stato: no alle antenne , ma solo per motivo paesaggistico !



    Consiglio di Stato, Sez. III, n. 3690, del 10 luglio 2013
    Elettrosmog.Legittimità diniego impianto telefonia mobile cellulare per incompatibilità con le norme del Piano Paesistico
    Va precisato che il favor assicurato, soprattutto dagli artt. 86 e seguenti del d.lgs. 259/2003, alla diffusione delle infrastrutture a rete della comunicazione elettronica, se comporta una forte compressione dei poteri urbanistici conformativi ordinariamente spettanti ai Comuni, non arriva a derogare alle discipline poste a tutela degli interessi differenziati, in quanto espressione di principi fondamentali della Costituzione, come quello naturalistico ambientale
     
     
    quindi:
     
    se la stazione radio base deturpa il paesaggio, si blocca,
    se invece inquina i cittadini,   ... si va avanti !!!

    sabato 22 giugno 2013

    Tribunale di Perugia: condanna per calunnia un Cardinale di Radio Vaticana

    Così aveva scritto
    Quello dell'inquinamento elettromagnetico "è un falso problema per di più portato avanti da un pretore d'assalto che si chiama Gianfranco Amendola per denigrare la Radio Vaticana".

    Ora il cardinale Sergio Sebastiani  è stato condannato a 6 mesi di reclusione e 25000 € !

    nelle motivazioni
    si sottolinea che ''si tratti di un problema reale e dimostrato dalle denunce presentate dai cittadini delle zone interessate dalle emissioni elettromagnetiche, dalla risonanza anche mediatica avuta dalla vicenda oltre che dal fatto stesso che si siano svolti numerosi processi. Tutte circostanze queste che consentono di affermare che l'esistenza del problema 'emissioni elettromagnetiche' non possa porsi in dubbio''.

    mercoledì 7 novembre 2012

    Altro commento ed analisi sulla sentenza della Cassazione

    ... riporto questa puntuale analisi sulla rilevanza della sentenza della Cassazione, mentre nel frattempo il Governo e quindi il Parlamento ci propinano un intervento premedidato di de-regulation !

    From: Joel Moskowitz [mailto:jmm@berkeley.edu]
    Sent: Tuesday, November 06, 2012 9:54 PM
    To: Joel
    Subject: Italy: Court blames tumor on cell phone

    Italy: Court blames tumor on cell phone

    Stephanie M. Lee, San Francisco Chronicle, November 6, 2012
    To do his job, Innocenzo Marcolini chatted on his cell phone up to six hours daily, often holding the device in his left hand.
    After a dozen years, the Italian businessman developed a noncancerous brain tumor near his left ear. Last month, in a ruling believed to be the first of its kind, Italy's top court sided with doctors who blamed the tumor on electromagnetic radiation from his phone.
    The ruling, which entitles Marcolini to workers' compensation in the form of a disability pension, adds fuel to a long and furious debate over the potentially harmful health effects of cell phones. Some experts say it could open the door to similar legal claims, while others note that most research shows that the devices are not hazardous.
    Concerns over cell-phone safety have particularly resonated in San Francisco, which passed a landmark ordinance - now on hold because of a legal challenge - to require that the products come with warnings.
    Although Marcolini's tumor was noncancerous, it had reportedly been encroaching on his carotid artery, the major blood vessel responsible for transporting blood to the brain. Surgery removed it, but Marcolini testified that it left him with severe pain that requires daily painkillers.

    Ruling disputed

    The ruling by Italy's Supreme Court has stirred mixed reactions among medical experts, who disagree about the validity of the evidence that Marcolini's lawyers mounted to blame electromagnetic radiation.
    Marcolini's lawyers cited a 2007 study from Sweden, which suggested that more than 10 years of cell phone use increases the risk of acoustic neuroma, a slow-growing noncancerous tumor of the nerve that connects the ear to the brain, and glioma, a rare type of brain cancer.
    But the kind of tumor Marcolini had, a neurinoma, is associated with exposure to noisy environments, noted Joseph Wiemels, an associate professor in UCSF's Division of Cancer Epidemiology. Marcolini's illness may have in fact developed because of the phone's level of noise, not electromagnetic radiation, he said.
    "The jury is still out on whether really heavy use of cell phones may increase risk of brain cancers," Wiemels said.
    Dozens of smaller studies have found some correlation between cell phone use and brain tumors, as well as other health issues such as decreased sperm count. Restrictions on cell phones are in effect in some countries, such as France, which requires that the phones come with information about their radiation levels and be sold with a headset.
    But most major medical groups, including the National Cancer Institute and the American Cancer Society, have said there is no conclusive evidence that wireless devices cause cancer.

    The DNA factor

    It is generally accepted that damage to DNA is necessary for cancer to develop, but the American Cancer Society points out on its website that the radiofrequency energy from phones isn't enough to cause DNA damage in cells or to heat body tissues.
    In 2010, a study across 13 nations - one of the largest and longest on cell phone use - found no overall increased of brain tumors.
    It did note that participants who used cell phones the most showed a higher risk of glioma. But the researchers said there was not enough information to prove that a strong link existed and believed that some participants may have exaggerated the extent of their cell phone use.
    Last year, the World Health Organization declared cell phones "possibly carcinogenic," putting them in the same group as some dry cleaning chemicals and pesticides. The category, as the wireless industry noted, also includes pickled vegetables and coffee.
    Still, experts recommend that heavy chatters use a corded headset or speakerphone just to be safe.
    Joel Moskowitz, director of the Center for Family and Community Health at UC Berkeley, said cell phones have not been consistently used long enough for researchers to study their long-term health effects. But that doesn't mean they're safe, he said.
    "There's certainly considerable evidence that's ... sufficient to warrant precautionary health warnings," he said.

    Just the beginning

    The ruling in Italy likely won't be the last of its kind, said Devra Davis, founder of the Environmental Health Trust.
    "This decision is likely to set the stage for other determinations in other nations," she said.
    Such a warning was scheduled to take effect in San Francisco in October 2011. Under a city ordinance, the first of its kind in the nation, retailers would be required to give each cell phone buyer a fact sheet including the World Health Organization's "possibly carcinogenic" categorization.
    But the legislation was put on hold after a judge, ruling on a lawsuit by the industry trade group CTIA-The Wireless Association, concluded that parts of the ordinance went too far.
    In September, a federal appeals court blocked enforcement of the ordinance.
    The trade group did not return calls for this story.
    Last month, the city attorney's office submitted a petition for a rehearing. If it is granted, the city would cite the ruling in Italy as "another example of why the courts should not be closing the door on these kinds of disclosures," said Vince Chhabria, deputy city attorney.
    Ellen Marks hopes the city wins for the sake of people like her husband, Alan, who spent 20 years discussing his real estate business on his cell phone, which he held to the right side of his head. They believe it led to a malignant glioma above his right ear in 2008.
    Marks, who now lives in Lafayette with her husband, pushed for the city's ordinance and co-founded with her son the California Brain Tumor Association, which lobbies for cell phone safety laws.
    "My feeling is, having lived this ourselves, it's a horrible disease. There are so many people who have been affected by it," she said. "We need this."
    ===
    For a discussion of the implications of this case for the U.S. ...

    Italian Supreme Court Rules Cell Phones Can Cause Cancer

    What are the implications of this ruling for the United States?
    --
    Joel M. Moskowitz, Ph.D.
    Director
    Center for Family and Community Health
    School of Public Health
    University of California, Berkeley
    50 University Hall
    Berkeley, CA 94720-7360
     
    Phone:  510-643-7314
    E-mail: jmm@berkeley.edu
    WWW:    http://cfch.berkeley.edu

    mercoledì 17 ottobre 2012

    Comunicato Stampa sulla sentenza della Cassazione

    Ieri ho inviato a diverse centinaia di indirizzi email  di giornali, riviste, radio e TV,
     un comunicato della Retenoelettrosmog Italia.

    Vediamo se una qualche eco arriva alla pubblica opinione ...



    ... immaginatevi cosa sarebbe successo se la sentenza fosse stata in senso opposto ...?!  anche le break-news nei telegiornali !!!

    Confermata in Cassazione la sentenza di Brescia

    I Campi Elettromagnetici non vanno più sottovalutati

    Martedì 16 ottobre 2012 è una data che verrà ricordata a lungo nel settore dell'elettronica e delle telecomunicazioni.
    La Cassazione conferma la sentenza della Corte di Appello di Brescia del 22.12.2009 che condannò l’INAIL a corrispondere ad un manager la rendita per malattia professionale prevista per l’invalidità all'80% legata all'uso di cordless e cellulari per motivi professionali.
    Il manager aveva agito in giudizio deducendo che, in conseguenza dell’uso lavorativo protratto, per dodici anni e per 5-6 ore al giorno, di telefoni cordless e cellulari all’orecchio sinistro aveva contratto una grave patologia tumorale (il neurinoma del Ganglio di Gasser”,
    La sentenza rappresenta un decisivo passo verso il riconoscimento completo dei reali rischi per la salute da esposizione alle onde elettromagnetiche. Le indicazioni fornite dal Consiglio d'Europa e dalla IARC/OMSche indica le radiofrequenze come POSSIBILI CANCEROGENI.
    Oltre al riconoscimento della correlazione causa-effetto tra utilizzo del cellulare e/o cordless e patologie invalidanti, la sentenza introduce un altro elemento di assoluta rilevanza: le indagini nei luoghi di lavoro non possono essere eseguite sulla base di valutazioni teoriche e “white list” che escludano a priori alcune fonti, ritenendole ininfluenti.
    Questa sentenza, che ha un’eco a livello mondiale (ci sono diverse class action iniziate negli USA che attendevano questa conferma) ed arriva nelle stesse ore in cui il Governo Italiano ha avviato un percorso di de-regulationdelle misurazioni della esposizione ! Il decreto è ora nelle mani del nostro Presidente della Repubblica: speriamo che questa notizia arrivi fino a lui … in tempo utile!
    Testo della sentenza qui: link : http://is.gd/Sfy6l3

    martedì 16 ottobre 2012

    Evviva ! ci sono anche delle ottime notizie ! confermata in Cassazione la sentenza di Brescia


    Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 3 - 12 ottobre 2012, n. 17438
    Presidente La Terza – Relatore Bandini
    
    Svolgimento del processo
    
    Con sentenza del 10 - 22.12.2009 la Corte d'appello di Brescia, in riforma 
    della pronuncia di prime cure, condannò l'Inail a corrispondere a M. I. la 
    rendita per malattia professionale prevista per l'invalidità all'80%.
    Il M. aveva agito in giudizio deducendo che, in conseguenza dell'uso 
    lavorativo protratto, per dodici anni e per 5-6 ore al giorno, di telefoni 
    cordless e cellulari all'orecchio sinistro aveva contratto una grave 
    patologia tumorale; le prove acquisite e le indagini medico legali avevano 
    permesso di accertare, nel corso del giudizio, la sussistenza dei 
    presupposti fattuali dedotti, in ordine sia all'uso nei termini indicati dei 
    telefoni ne! corso dell'attività lavorativa, sia all'effettiva insorgenza di 
    un "neurinoma del Ganglio di Gasser" (tumore che colpisce i nervi cranici, 
    in particolare il nervo acustico e, più raramente, come nel caso di specie, 
    il nervo cranico trigemino), con esiti assolutamente severi nonostante le 
    terapie, anche di natura chirurgica, praticate; sulla ricorrenza di tali 
    elementi fattuali, come evidenziato nella sentenza impugnata, non erano 
    state svolte contestazioni in sede di appello, incentrandosi la questione 
    devoluta al Giudice del gravame sul nesso causale tra l'uso dei telefoni e 
    l'insorgenza della patologia.
    La Corte territoriale, rinnovata la consulenza medico legale, ritenne dì 
    dover seguire le conclusioni a cui era pervenuto il CTU nominato in grado 
    d'appello, osservando in particolare quanto segue:
    - i telefoni mobili (cordless) e i telefoni cellulari funzionano attraverso 
    onde elettromagnetiche e, secondo il CTU, "In letteratura gli studi sui 
    tumori cerebrali per quanto riguarda il neurinoma considerano il tumore con 
    localizzazione al nervo acustico che è il più frequente. Trattandosi del 
    medesimo istotipo è del tutto logico assimilare i dati al neurinoma del 
    trigemino"; in particolare era stato osservato che i due neurinomi 
    appartengono al medesimo distretto corporeo, in quanto entrambi i nervi 
    interessati si trovano nell'angolo ponto-cerebellare, che è una porzione ben 
    definita e ristretta dello spazio endocranico, certamente compresa nel campo 
    magnetico che si genera dall'utilizzo dei telefoni cellulari e cordless;
    nella CTU erano stati riassunti con una tabella alcuni studi effettuati dal 
    2005 al 2009 ed in tre, effettuati dall'Hardell group, era stato evidenziato 
    un aumento significativo de! rischio relativo di neurinoma (intendendosi per 
    rischio relativo la misura di associazione fra l'esposizione ad un 
    particolare fattore di rischio e l'insorgenza di una definita malattia, 
    calcolata come il rapporto fra i tassi di incidenza negli esposti 
    [numeratore] e nei non esposti [denominatore]);
    - un lavoro del 2009 del medesimo gruppo aveva considerato anche altri 
    elementi quali età dell'esposizione, l'ipsilateralità e il tempo di 
    esposizione, indicando, per quanto riguarda il neurinoma dell'acustico, un 
    Odd ratio per l'uso dei cordless di 1,5 e per il telefono cellulare di 1,7; 
    considerando l'uso maggiore di 10 anni, gli Odd ratio erano rispettivamente 
    di 1,3 e di 1,9, intendendosi per Odd ratio il rapporto tra la frequenza con 
    la quale un evento si verifica in un gruppo di pazienti e la frequenza con 
    la quale lo stesso evento si verifica in un gruppo di pazienti di controllo, 
    onde se il valore dell'Odd ratio è superiore a 1 significa che la 
    probabilità che si verifichi l'evento considerato (per esempio una malattia) 
    in un gruppo (per esempio tra gli esposti) è superiore rispetto a quella di 
    un altro gruppo (per esempio tra i non esposti), mentre significato opposto 
    ha un valore inferiore a 1;
    - una recente review della The International Commission on Non- lonizing 
    Radiation Protection aveva evidenziato i limiti degli studi epidemiologici 
    fino ad allora attuati, concludendo che, allo stato attuale, non vi era una 
    convincente evidenza del ruolo delle radiofrequenze nella genesi dei tumori, 
    ma aggiungendo che gli studi non ne avevano escluso l'associazione;
    - un'ulteriore autorevole review (Kundi nel 2009) aveva confermato i dubbi 
    che gli studi epidemiologici inducono per quanto riguarda il tempo di 
    esposizione e concluso per un rischio individuale basso, ma presente; 
    l'esposizione poteva incidere sulla storia naturale della neoplasia in vari 
    modi: interagendo nella fase iniziale di induzione, intervenendo sul tempo 
    di sviluppo dei tumori a lenta crescita, come i neurinomi, accelerandola ed 
    evitando la possibile naturale involuzione;
    - l'analisi della letteratura non portava quindi ad un giudizio esaustivo, 
    ma, con tutti i limiti insiti nella tipologia degli studi, un rischio 
    aggiuntivo per i tumori cerebrali, ed in particolare per il neurinoma, era 
    documentato dopo un'esposizione per più di 10 anni a radiofrequenze emesse 
    da telefoni portatili e cellulari;
    - tale tempo di esposizione era un elemento valutativo molto rilevante, 
    poiché, nello studio del 2006, l'esposizione per più di 10 anni comportava 
    un rischio relativo calcolato di 2,9 sicuramente significativo;
    - si trattava quindi di una situazione "individuale" che gli esperti 
    riconducevano al "modello probabilistico-induttivo" ed alla "causalità 
    debole", avente comunque valenza in sede previdenziale;
    - doveva dunque riconoscersi, secondo il CTU, un ruolo almeno concausale 
    delle radiofrequenze nella genesi della neoplasia subita dall'assicurato, 
    configurante probabilità qualificata:
    - la censura dell'lnail relativa agli studi utilizzati dal CTU non coglieva 
    nel segno, poiché lo studio del 2000 dell'OMS, che aveva escluso effetti 
    negativi per la salute, si era basato su dati ancor più risalenti, non 
    tenendo quindi conto dell'uso più recente, ben più massiccio e diffuso, di 
    tali apparecchi e del fatto che si tratta di tumori a lenta insorgenza, 
    risultando quindi più attendibili gli studi svolti nel 2009;
    - inoltre, come osservato dal CT di parte M., gli studi del 2009 non erano 
    stati condotti su un basso numero di casi, ma, al contrario, sul numero 
    totale dei casi (679) che si erano verificati in un anno in Italia; inoltre, 
    a differenza dello studio della IARC, co-finanziato dalla ditte produttrici 
    di telefoni cellulari, gli studi citati dal CTU erano indipendenti;
    - ancora, secondo quanto osservato dal CT di parte M., confrontando il dato 
    di rischio individuale calcolato dal CTU (2,9) con quello rilevato per il 
    fattore di rischio, universalmente riconosciuto, dell'esposizione alle 
    radiazioni ionizzanti, doveva considerarsi come per i sopravvissuti alle 
    esplosioni atomiche giapponesi di Hiroshima e Nagasaki fosse stato accertato 
    un rischio relativo di tipo oncologico di 1,39 per "tutti i tumori" con un 
    minimo di 1,22 per i tumori di "utero e cervice" ed un massimo di 4,92 per 
    la "leucemia", il che stava a significare che il rischio oncogeno medio 
    delle radiazioni ionizzanti era inferiore a quello che si aveva per 
    l'esposizione alle radio frequenze in riferimento ai neurinomi endocranici, 
    ciò che rendeva ancora più evidente la reale portata di quanto affermato dal 
    CTU;
    - secondo l'insegnamento della giurisprudenza di legittimità, nel caso di 
    malattia professionale non tabellata, come anche in quello di malattia ad 
    eziologia multifattoriale, la prova della causa di lavoro, che grava sul 
    lavoratore, deve essere valutata in termini di ragionevole certezza, nel 
    senso che, esclusa la rilevanza della mera possibilità dell'origine 
    professionale, questa può essere invece ravvisata in presenza di un 
    rilevante grado di probabilità; e, a tale riguardo, il giudice deve non solo 
    consentire all'assicurato di esperire i mezzi di prova ammissibili e 
    ritualmente dedotti, ma deve altresì valutare le conclusioni probabilistiche 
    del consulente tecnico in tema di nesso causale, considerando che la natura 
    professionale della malattia può essere desunta con elevato grado di 
    probabilità dalla tipologia delle lavorazioni svolte, dalla natura dei 
    macchinari presenti nell'ambiente di lavoro, dalla durata della prestazione 
    lavorativa e dall'assenza di altri fattori extralavorativi, alternativi o 
    concorrenti che possano costituire causa della malattia;
    - doveva quindi ritenersi la sussistenza del requisito di elevata 
    probabilità che integra il nesso causale richiesto dalla normativa. Avverso 
    la suddetta sentenza della Corte territoriale rinati ha proposto ricorso 
    fondato su due motivi e illustrato con memoria L'intimato M. I. ha resistito 
    con controricorso, illustrato con memoria.
    
    Motivi della decisione
    
    1. Con il primo motivo l'Istituto ricorrente denuncia violazione dell'art. 3 
    dpr n. 1124/65, rilevando che, secondo i principi di diritto elaborati in 
    materia dalla giurisprudenza di legittimità, la corretta applicazione della 
    norma suddetta richiede, in particolare, l'accertamento sulla base di dati 
    epidemiologici e di letteratura ritenuti affidabili dalla comunità 
    scientifica, che l'agente dedotto in giudizio sia dotato di efficienza 
    patogenetica, quanto meno probabile, per la specifica malattia allegata e 
    diagnosticata; la suddetta relazione causale non poteva dunque essere 
    suffragata "dalla personale valutazione dell'ausiliario del giudice, fondata 
    sulla preferenza per taluni dati epidemiologici rispetto ad altri, ma deve 
    essere supportata da un giudizio di affidabilità dei dati stessi espresso 
    dalla comunità scientifica"; nel caso di specie il CTU si era soffermato 
    esclusivamente sui risultati del gruppo Hardell, in contrasto con quelli 
    della comunità scientifica; inoltre il CTU aveva del tutto arbitrariamente 
    utilizzato la contabilità tra esposizioni a radiofrequenze e neurinoma del 
    nervo acustico, ipotizzata dal gruppo Hardeil, per affermare la relazione 
    causale, addirittura con giudizio di probabilità qualificata, tra tali 
    radiofrequenze e il neurinoma del trigemino; doveva al riguardo rilevarsi 
    che la Commissione scientifica per l'elaborazione e la revisione periodica 
    delle malattie di cui è obbligatoria la segnalazione ai sensi dell'art. 139 
    dpr n. 1124/65, in occasione dell'aggiornamento dell'elenco approvato con 
    decreto ministeriale 11.12.2009, non aveva ritenuto di dover includere i 
    tumori dei nervi cranici, indotti da esposizione alle radiofrequenze, tra le 
    malattie di possibile origine professionale. 1.2Secondo la giurisprudenza di 
    questa Corte, nel caso di malattia professionale non tabellata, come anche 
    in quello di malattia ad eziologia multifattoriale, la prova della causa di 
    lavoro, che grava sul lavoratore, deve essere valutata in termini di 
    ragionevole certezza, nel senso che, esclusa la rilevanza della mera 
    possibilità dell'origine professionale, questa può essere invece ravvisata 
    in presenza di un rilevante grado di probabilità; a tale riguardo, il 
    giudice deve non solo consentire all'assicurato di esperire i mezzi di prova 
    ammissibili e ritualmente dedotti, ma deve altresì valutare le conclusioni 
    probabilistiche del consulente tecnico in tema di nesso causale, facendo 
    ricorso ad ogni iniziativa ex officio diretta ad acquisire ulteriori 
    elementi in relazione all'entità ed all'esposizione del lavoratore ai 
    fattori di rischio ed anche considerando che la natura professionale della 
    malattia può essere desunta con elevato grado di probabilità dalla tipologia 
    delle lavorazioni svolte, dalia natura dei macchinari presenti nell'ambiente 
    di lavoro, dalla durata della prestazione lavorativa e dall'assenza di altri 
    fattori extralavorativi, alternativi o concorrenti, che possano costituire 
    causa della malattia (cfr, ex plurimis, Cass., nn. 6434/1994; 5352/2002; 
    11128/2004; 15080/2009).
    La sentenza impugnata ha fatto applicazione di tali principi, ravvisando, in 
    base alle considerazioni diffusamente esposte nello storico di lite, la 
    sussistenza del requisito di elevata probabilità che integra il nesso 
    causale.
    Non è quindi ravvisabile il denunciato vizio di violazione di legge, che si 
    fonda infatti su una pretesa erronea valutazione (da parte del CTU e della 
    Corte territoriale) della affidabilità dei dati presi in considerazione al 
    fine di suffragare tale requisito e, pertanto, sostanzialmente su un vizio 
    di motivazione (in effetti dedotto con il secondo motivo di ricorso).
    Il motivo all'esame va pertanto disatteso.
    2. Con il secondo motivo l'Istituto ricorrente denuncia appunto vizio di 
    motivazione, assumendo che:
    - il CTU di secondo grado, dopo avere evidenziato che la review della The 
    International Commission on Non-lonizing Radiation Protection aveva concluso 
    che, allo stato attuale, non vi era una convincente evidenza del ruolo delle 
    radiofrequenze nella genesi dei tumori, pur non escludendosene 
    l'associazione, senza consequenzialità logica e senza motivazione aveva 
    tratto la conclusione della probabilità qualificata di un ruolo almeno 
    concausale delle radiofrequenze nella genesi della neoplasia per cui è 
    causa;
    - doveva ritenersi priva dì qualsivoglia fondamento scientifico la ritenuta 
    assimilabilità, sul piano eziopatogenetico, del neurinoma del nervo acustico 
    e di quello del trigemino, essendo "nozione comune" della scienza medica che 
    tumori dello stesso istotipo, ma con localizzazione diversa, anche se 
    nell'ambito dello stesso distretto anatomico, riconoscono cause diverse e 
    che qualsiasi potenziale agente cancerogeno che venga in contatto con il 
    corpo umano modifica la sua azione a seconda dei tessuti che attraversa o 
    con cui viene in contatto; e, in effetti, il nervo acustico e il nervo 
    trigemino, in particolare il ganglio di Gasser, hanno una diversa 
    collocazione nella teca cranica e diverse sono le strutture anatomiche che 
    li separano dall'esterno e fra loro;
    la Corte territoriale non aveva risposto alle osservazioni svolte 
    dall'Istituto, anche con riferimento alla circostanza che era "in corso" uno 
    studio epidemiologico internazionale "interphone", coordinato dalla IARC e 
    che l'OMS, in base al principio di precauzione, aveva suggerito "una 
    politica di gestione del rischio che viene applicata in una situazione di 
    "incertezza scientifica"":
    - doveva ritenersi inconferente sul piano scientifico l'affermazione della 
    Corte territoriale circa l'attendibilità, perché indipendente, dello studio 
    del gruppo Hardell, a fronte del cofinanziamento della ricerca "interphone" 
    da parte dei produttori di telefoni cellulari, trascurando che tale ricerca 
    è finanziata dalla Unione Europea e diretta e coordinata dalla IARC (Agenzia 
    internazionale ricerca sul cancro dell'OMS);
    - neppure la Corte territoriale aveva ritenuto di chiamare il CTU a 
    chiarimenti a fronte delle ricordate osservazioni critiche. 2.1 La 
    giurisprudenza di legittimità ha reiteratamente affermato che nei giudizi in 
    cui sia stata esperita CTU di tipo medico-legale, nei caso in cui il giudice 
    del merito si basi sulle conclusioni dell'ausiliario giudiziario, affinché i 
    lamentati errori e lacune della consulenza tecnica determinino un vizio di 
    motivazione della sentenza denunciabile in cassazione, è necessario che i 
    relativi vizi logico -formali si concretino in una palese devianza dalle 
    nozioni della scienza medica o si sostanzino in affermazioni illogiche o 
    scientificamente errate, con il relativo onere, a carico della parte 
    interessata, di indicare le relative fonti, senza potersi la stessa limitare 
    a mere considerazioni sulle prospettazioni operate dalla controparte, che si 
    traducono in una inammissibile critica del convincimento del giudice di 
    merito che si sia fondato, per l'appunto, sulla consulenza tecnica (cfr, ex 
    plurimis, Cass., nn. 16392/2004; 17324/2005; 7049/2007; 18906/2007).
    Nel caso all'esame l'Istituto ricorrente, nel contestare la ritenuta 
    assimilabilità, sul piano eziopatogenetico, del neurinoma del nervo acustico 
    e di quello del trigemino, non specifica - rifugiandosi nel concetto di 
    "nozione comune" - le fonti scientifiche, ritualmente dedotte ed acquisite 
    al giudizio, in base alle quali avrebbero dovuto ritenersi scientificamente 
    errate le affermazioni rese al riguardo dal CTU e seguite dalla sentenza 
    impugnata, finendo per richiedere al riguardo a questa Corte una valutazione 
    di merito inammissibile in sede di legittimità.
    Neppure è dato rilevare il preteso e denunciato vizio di mancanza di 
    consequenzialità logica e di motivazione in ordine alle conclusioni della 
    probabilità qualificata di un ruolo almeno concausale delle radiofrequenze 
    nella genesi della neoplasia per cui è causa, posto che tale giudizio, come 
    diffusamente esposto nello storico di lite, non discende dalla mera 
    indicazione delle conclusioni (evidentemente difformi) a cui era pervenuta 
    la ricordata review della The International Commission on Non-lonizing 
    Radiation Protection, ma, piuttosto, dai riscontri di altri studi a 
    carattere epidemiologico svolti al riguardo.
    Inoltre, e significativamente, la sentenza impugnata, seguendo le 
    osservazioni del CTU, ha ritenuto di dover ritenere di particolare rilievo 
    quegli studi che avevano preso in considerazione anche altri elementi, quali 
    l'età dell'esposizione, l’ipsilateralità e il tempo di esposizione, atteso 
    che, nella specie, doveva valutarsi la sussistenza del nesso causale in 
    relazione ad una situazione fattuale dei tutto particolare, caratterizzata 
    da un'esposizione alle radiofrequenze per un lasso temporale continuativo 
    molto lungo (circa 12 anni), per una media giornaliera di 5 - 6 ore e 
    concentrata principalmente sull'orecchio sinistro dell'assicurato (che, 
    com'è di piana evidenza, concretizza una situazione affatto diversa da un 
    normale uso non professionale del telefono cellulare).
    L'ulteriore rilievo circa la maggiore attendibilità proprio di tali studi, 
    stante la loro posizione di indipendenza, ossia per non essere stati 
    cofinanziati, a differenza di altri, anche dalle stesse ditte produttrici di 
    cellulari, costituisce ulteriore e non illogico fondamento delle conclusioni 
    accolte.
    Né è stato dedotto - e tanto meno, dimostrato - che le indagini 
    epidemiologiche Se cui conclusioni sono state prese in particolare 
    considerazione provengano da gruppi di lavoro privi di serietà ed 
    autorevolezza e, come tali, sostanzialmente estranei alla comunità 
    scientifica.
    L'asserita prevalenza che, secondo il ricorrente, dovrebbe essere attribuita 
    alle conclusioni di altri gruppi di ricerca (le cui indagini, peraltro, 
    secondo quanto dedotto, almeno all'epoca del giudizio di merito erano ancora 
    "in corso"), si risolvono anch'essi nella richiesta di un riesame del 
    merito, non consentito in sede di legittimità. Avendo inoltre la Corte 
    territoriale riscontrato nelle considerazioni già svolte dal CTU e dal CT di 
    parte M. elementi ritenuti sufficienti a confutare le osservazioni critiche 
    dell'Istituto, non sussisteva la necessità di investire ulteriormente il CTU 
    di una richiesta a chiarimenti.
    Anche il secondo motivo di ricorso va quindi disatteso.
    3. In definitiva il ricorso va rigettato
    L'esito fra loro difforme dei giudizi di merito e la novità, sotto il 
    profilo della peculiarità fattuale, della vicenda dedotta in causa, 
    consigliano la compensazione delle spese.
    
    P.Q.M.

    sabato 28 luglio 2012

    Altra sentenza di TAR che dà ragione alle società di telefonia

    In questa sentenza del TAR della Campania dà torto al Comune di Massa Lubrense, in quanto
    la nota del Comune avente ad oggetto la decisione di sospendere l’esame della istanza per l’installazione di una S.R.B. in attesa della futura adozione di un piano di localizzazione degli impianti di telefonia mobile, finisce per risolversi in un illegittimo arresto sinedie del procedimento, in contrasto con le esigenze di speditezza proprie di tale settore che trovano testuale riscontro nell'art. 87 del D.lgs. n. 259/2003


    E' un ennesimo caso in cui quel cavolo di art 87 dà ragione alle società di telefonia: i Comuni (pochi ?!) che vogliono essere prudenti sulla immissione e proliferazione di antenne, di fatto vengono messi da parte.

    I progetti di legge (ad es. del Sen Casson) in cui si pone al primo posto il VALORE DELLA SALUTE del cittadino ... dormono nelle Commissioni e senza una forte azione politica con un movimentismo sociale, non si arriverà a nessun miglioramento!

    Siamo sempre li'!

    E la colpa è anche e molto dei Comitati locali ed Associazioni di attivisti ed ambientalisti che di fatto non vogliono cooperare per poter - uniti - cercare di cambiare qualcosa ...

    lunedì 14 novembre 2011

    Sentenza di un TAR illuminante

    leggere qui

    http://faq-e-smog.blogspot.com/2011/11/sentenza-del-tar-della-sardegna-ottobre.html

    martedì 6 settembre 2011

    Tribunale del Lavoro spagnolo riconosce l'elettrosensibilità

    La Corte spagnola ha dichiarato elettrosensibilità e fatica cronica come inabilità permanente alla attività lavorativa in una causa avviata da un professore.

    Ha deciso che gli venisse riconosciuto il 100% del suo stipendio.
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    Hypersensitivity to the waves produced by mobile phones becomes a new cause of permanent disability.

    Spain, September 2011 .- This has been ruled by the Labour Court to declare Madrid 24 permanent incapacitation of a college professor who suffered from chronic fatigue and environmental and electromagnetic hypersensitivity. The ruling is unique in this regard and make a precedent for future conditions related to hypersensitivity to these waves. The verdict was issued on 23 May and gave the teachers 100% of his base salary, which amounted to 1640.80 euros.

    Team Assessment of the Social Security disability (EVI), recognized in clinical diagnosis: chronic fatigue syndrome, celiac disease, fibromyalgia syndrome and environmental electromagnetic hypersensitivity, yet they dismissed the patient's disability.

    The Labour Court in Madrid again puts into question the criteria for the granting of this degree by the provincial leadership of the national institute, and recognizes the rights of the applicant stating that presents enormous problems for the performance of their tasks " with appropriate level of professionalism and performance. "

    Legal Medical Group would like to echo this statement pioneer in the defense of those who are entitled to a permanent disability pension, and upholds the spirit of not giving any circumstances for lost, when there is sufficient medical and legal basis. Legal Medical Group is a pioneer in the defense of those who apply for disability, accident or illness, advising them from a technical point of view, medical and legal since 1978.