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giovedì 27 luglio 2017

Proposta di legge ferma dal gennaio 2014 alla Camera per eliminare la misurazione media della esposizione ai CEM, fatta sulle 24 otre

Grazie a Openparlamento (www.openparlamento.it) scopro che è stato depositato da deputati di 5Stelle (On. Crippa)  la proposta di legge C 1631:

https://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/29002

che punta ad abrogare la assurdità sia per il principio di precauzione che per la operatività degli operatori di misurare il valore di esposizione non in base ad una media dei 6 min. ma nell'arco delle 24 ore.   Il deputato conferma nella relazione che questa modifica operativa ha bloccato chi divrebbe monitorare, come l'ARPA. 

Nella proposta di legge interviene con  a una riduzione del valore massimo di potenza delle singole antenne, imponendo come limite massimo 7 watt anziché 10 watt. 

Peccato che è stato depositato il 26.9.2013 e assegnato alla Commissione Ambiente il 31.1.2014....


In che modo possiamo intervenire ?
Far sentire ai parlamentari ad es. al Presidente della Commissione Ambiente la urgenza che questa tematica venga affrontata ?  

Le nostre associazioni possono fare questo ?  ci sono dei sostenitori che vogliono impegnare a scrivere, sollecitare, ... ?

...  come dire ... andare oltre il piangersi addosso ... ma rimboccarsi le maniche ?! ...

martedì 11 ottobre 2016

Interpellanze parlamentari alla Camera su emissione di radiofrequenze e risposta del Governo

Iniziative finalizzate a fronteggiare l'inquinamento elettromagnetico e a limitarne gli effetti nocivi, con particolare riguardo all'esposizione nelle scuole e negli ospedali – nn. 2-009723-02189 e 3-02190)
  PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Melilla n. 2-00972 e alle interrogazioni Incerti n. 3-02189 e Dieni n. 3-02190, concernenti iniziative finalizzate a fronteggiare l'inquinamento elettromagnetico e a limitarne gli effetti nocivi, con particolare riguardo all'esposizione nelle scuole e negli ospedali, che, vertendo sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente(Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
  Chiedo all'onorevole Melilla se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
  

GIANNI MELILLA. Grazie, Presidente. 
Da alcuni anni si parla molto nella comunità scientifica internazionale dei danni derivanti dall'inquinamento elettromagnetico. È un problema enorme, sorto con lo svilupparsi delle apparecchiature elettroniche, wifi, computer, tablet, telefonia mobile: questo abnorme e veloce sviluppo elettronico ha portato all'osservazione, alla conoscenza e alla presa d'atto del fatto che detto sviluppo tecnologico è tutt'altro che innocuo e inoffensivo per il genere umano. Studi e ricerche – naturalmente da approfondire perché i pareri sono diversi e contrastanti anche nella comunità scientifica – lamentano comunque gravi danni per la salute umana, soprattutto per i bambini, gli adolescenti e le donne in stato di gravidanza, danni che hanno rilevanza importante, come l'esponenziale aumento dei tumori, dei danni alle cellule celebrali, l'abbassamento del tasso di fertilità, un aumento notevole delle proteine da stress, danni all'apparato visivo, sfaldamento delle cellule dell'occhio, diminuzione del sonno, eccitabilità e afasia derivante dall'eccessivo uso del computer o dei tablet.
   Con ogni evidenza, questi sono danni importanti, dovuti non solo alle alte frequenze con lo sviluppo del calore anche corporeo, ma portati anche dalle basse frequenze, che si scopre essere anch'esse tutt'altro che innocue.
  La comunità scientifica è preoccupata e ha recentemente lanciato un appello-petizione, a cui ho fatto riferimento con questa mia interpellanza, il 25 febbraio 2015, che è la data di questo appello-petizione, per correre ai ripari.
  L'evidenza della difficoltà che il problema rappresenta è evidenziata dal fatto che la nostra società è ormai a tutti i livelli fortemente improntata dall'uso di supporti elettronici senza fili, come quelli, appunto, di cui stiamo parlando.
  La nostra legislazione, sebbene allarmata da tempo, risulta insufficiente a contrastare e a prevenire la salvaguardia della salute delle persone. La disinformazione è un pericolo importante di cui dobbiamo tener conto.
  L'uso indiscriminato delle tecnologie senza fili, utilizzate anche nelle scuole, asili nido, scuole materne, scuole elementari e ospedali, è un dato di forte preoccupazione, essendo questi luoghi a forte rischio e con minore salvaguardia proprio perché legati alla minore possibilità di difesa del corpo stesso, sia per l'età dei soggetti sia per i disagi fisici delle persone malate negli ospedali.
  Con la mia interpellanza ho chiesto al Ministero dell'ambiente se non ritenga opportuno aumentare il livello di guardia, sensibilizzando la popolazione sugli evidenti danni provocati da queste apparecchiature eccessivamente usate per molte ore al giorno, ponendo, per esempio, un limite di età all'uso delle apparecchiature – computer e cellulari – e vietando l'uso degli stessi negli ambienti più a rischio.
  Ho chiesto anche al Ministero di assumere iniziative per vietare l'uso di taliPag. 9apparecchiature nelle scuole e negli ospedali, privilegiando l'uso di quelle a collegamento via cavo.
  Inoltre, ho chiesto di assumere iniziative per abrogare l'articolo 14, comma 8, del decreto-legge n. 179 del 2012, per riportare quindi la misurazione dei campi elettromagnetici a sei ore e non ventiquattro ore come la suddetta legge prevede, accogliendo in toto l'appello per la difesa della salute dalle radiazioni a radiofrequenza e microonde di cui ho parlato, petizione lanciata dalla comunità scientifica il 26 febbraio 2015.
  PRESIDENTE. La sottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Silvia Velo, ha facoltà di rispondere.
  

SILVIA VELOSottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Presidente, preliminarmente si fa presente che la legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, la n. 36 del 2001, prevede già misure di tutela della salute della popolazione e dell'ambiente e la promozione dell'innovazione tecnologica e delle azioni di risanamento volte a minimizzare l'intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili.
  Al riguardo lo Stato, nell'ambito dell'esercizio delle funzioni relative alla determinazione dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, ha provveduto ad adottare, a fini cautelativi, due provvedimenti attuativi, con l'emanazione di due DPCM, dell'8 luglio 2003, che fissano i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la prevenzione della popolazione all'esposizione ai campi elettromagnetici generati, rispettivamente, da sorgenti con frequenza compresa fra 100 kilohertz e 300 gigahertz e di rete 50 hertz, ai sensi e nel rispetto dell'articolo 32 della Costituzione nonché del principio di precauzione previsto dal Trattato istitutivo dell'Unione europea. Infatti, in Italia i valori limite di qualità risultano dieci volte inferiori rispetto alle indicazioni della Comunità europea.
  L'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi viene autorizzata dagli
enti locali, previo accertamento, da parte dell'organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all'articolo 14 della legge n. 36 del 2001, della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione a quanto previsto dalla predetta legge quadro e ai relativi provvedimenti attuativi. 
  La competenza del controllo e della vigilanza sanitaria ed ambientale è attribuita alle amministrazioni provinciali e comunali, che si avvalgono delle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente. 
  Per quanto riguarda, nello specifico, la previsione di cui all'articolo 14, comma 8, del cosiddetto «decreto crescita 2.0», il decreto-legge n. 179 del 2012, che ha introdotto alcune disposizioni integrative in materia di limiti di emissione elettromagnetica stabiliti dal DPCM dell'8 luglio 2003, si ritiene opportuno precisare quanto segue. La problematica riguardante il nuovo sistema di quarta generazione di telefonia mobile, 4G LTE, è stata seguita dal Ministero dell'ambiente con notevole impegno attraverso la partecipazione a un tavolo tecnico istituito dal Ministero dello sviluppo economico a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dell'ISPRA, dell'Istituto superiore di sanità, della Fondazione «Bordoni» e degli operatori dei sistemi di telefonia mobile, nell'ambito del quale l'ISPRA, con la Fondazione «Bordoni» e alcune ARPA, ha prodotto un documento tecnico in cui veniva fornita un'analisi sulla fattibilità di estendere l'intervallo temporale di calcolo dei valori medi dei livelli di campo elettromagnetico. 
  Ad ogni modo, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, IARC, ha allocato i campi elettromagnetici in radiofrequenza nella categoria 2B (agente possibilmente cancerogeno per l'uomo) del proprioPag. 10schema di classificazione. L'allocazione nella categoria 2B è la più debole tra le tre con le quali l'Agenzia di Lione definisce un agente come cancerogeno (le prime due sono: 1, «cancerogeno certo per l'uomo»; 2A, «probabile cancerogeno per l'uomo»). 
  La ricerca epidemiologica sull'uomo ha principalmente considerato il rischio di tumori in relazione all'uso del telefono cellulare tra gli adulti. Gli utenti del telefono cellulare rappresentano, infatti, la categoria maggiormente esposta a causa delle peculiari caratteristiche di esposizione e, cioè, la stretta prossimità alla testa, che implica livelli di deposizione di energia elettromagnetica molto più elevati rispetto a quelli in gioco nell'esposizione da impianti fissi, quali le antenne dei sistemi di telefonia mobile e radiotelevisivi. I punti di accesso fissi dei sistemi wi-fi sono peraltro caratterizzati da emissioni elettromagnetiche molto basse, circa dieci volte inferiori a un comune telefono cellulare. 
  Il «progetto interphone», il più vasto studio epidemiologico finora realizzato sull'occorrenza di tumori intracranici in relazione all'uso di telefoni mobili, è stato coordinato dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, afferente all'OMS, e realizzato contemporaneamente in 13 Paesi del mondo, inclusa l'Italia. Questo studio non ha evidenziato alcun aumento del rischio di glioma, meningioma o neurinoma del nervo acustico (diversi tipi di tumori intracranici) negli utilizzatori di telefoni cellulari rispetto ai non utilizzatori, né incrementi del rischio all'aumentare degli anni trascorsi dall'inizio dell'uso (fino a 10-13 anni), del numero totale di chiamate effettuate o delle ore totali d'uso. 
  Si fa presente, inoltre, che ISPRA, ARPA e APPA (agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente) provvedono, in attuazione del predetto decreto, all'elaborazione di linee guida che sono approvate con uno o più decreti del MATTM, sentite le competenti Commissioni parlamentari. Tali linee guida potranno essere soggette ad aggiornamento con periodicità semestrale su indicazione del Ministero dell'ambiente, che provvederà alla relativa approvazione. 
  In data 2 dicembre 2014, il Ministero dell'ambiente ha emanato il decreto relativo alla definizione delle modalità di fornitura, da parte degli operatori, dei dati di potenza degli impianti, all'ISPRA e alle ARPA/APPA, così come dei fattori di riduzione della potenza massima al connettore d'antenna che tengano conto della variabilità temporale dell'emissione degli impianti nell'arco delle 24 ore. La conoscenza di detti dati consente un maggior controllo da parte delle autorità competenti relativamente a situazioni critiche, che altrimenti potrebbero sfuggire al controllo effettuato sul territorio. 
  Per quanto riguarda gli altri due aspetti oggetto delle linee guida, che riguardano, in particolare, i valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici nonché le pertinenze esterne con dimensioni abitabili, quali balconi, terrazze e cortili, solo nel caso di utilizzazione per permanenze non inferiori a quattro ore consecutive giornaliere si fa presente che, per le stesse, sono in stato avanzato le istruttorie finalizzate alla stesura dei relativi decreti. 
  La maggior parte dei progetti di ricerca finanziati dall'Unione europea ha riguardato esposizioni nelle bande di frequenza utilizzate per la telefonia mobile, in sistemi sperimentali di valutazione della cancerogenesi, cocancerogenesi, genotossicità, effettuate nel sistema uditivo delle tecnologie GSM o UMTS, ed effetti sul sistema nervoso. I risultati di tale programma, nel loro complesso, non depongono in favore dell'ipotesi di rischi sanitari per esposizioni a livelli non termici, come quelli in gioco nell'uso del telefono e, in misura ancora inferiore, nell'esposizione da soggetti ambientali. Le politiche di protezione raccomandate a livello internazionale (OMS e UE in particolare) non contemplano l'adozione di misure di cautela e protezione da eventuali effetti a lungo termine. 
  Si fa presente, inoltre, che il Ministero della salute, riconoscendo l'importanza diPag. 11una corretta informazione e comunicazione nel settore della tutela dagli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici e nei limiti delle risorse disponibili, ha finanziato, presso il Centro nazionale di controllo delle malattie, il progetto triennale «Salute e campi elettromagnetici (CAMELET)», sviluppato dall'Istituto superiore di sanità. 
  Si segnala, da ultimo, che le politiche del Governo in materia di comunicazione vanno nella direzione del più ampio sviluppo tecnologico. Difatti, come annunciato dal Presidente del Consiglio, sono in uno stato avanzato i progetti innovativi della banda larga, che consentiranno al Paese di assumere, anche in tal senso, un ruolo leader in Europa, permettendo al contempo anche il ricorso a tecnologie con una migliore compatibilità ambientale. 
  Ad ogni modo, per quanto di competenza, si assicura agli onorevoli interroganti e interpellanti che il Ministero dell'ambiente continuerà a svolgere attività di monitoraggio su tali temi e si renderà comunque disponibile a fornire eventuali ulteriori informazioni.
  PRESIDENTE. L'onorevole Melilla ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
  GIANNI MELILLA. Signor Presidente, non posso ritenermi soddisfatto, perché da parte del Governo si continua ancora ad ignorare la delicatezza delle questioni che sono sollevate dalla comunità scientifica internazionale. Ritengo che bisogna aggiornare la nostra normativa e adottare, come diceva anche il sottosegretario, il principio di precauzione scientifica veramente, non a parole.
  Purtroppo abbiamo a che fare con interessi economici potenti, forse i più potenti che attualmente dominano la nostra economia. Sono interessi economici di grandi compagnie, che non si fermano dinanzi a niente, figuriamoci dinanzi alla salute delle persone. C’è una preoccupazione generale nel Paese, di cui noi dobbiamo farci carico. Penso che non esista una città in cui non siano sorti, negli ultimi anni, i comitati per impedire l'installazione di impianti, per denunciare una realtà sistematica di aumento del 300, 400, 500 per cento delle persone colpite da tumori. Purtroppo il profitto orienta le scelte a tutti i livelli e in questo campo noi ce ne rendiamo conto in maniera molto più evidente.
  Per questo noi riteniamo che sia necessario, invece, riaffermare una cultura della salute ispirata dal valore della prevenzione e del controllo di ogni forma di inquinamento, con l'obiettivo di salvaguardare la salute delle persone. Noi vorremmo, quindi, che fossero investite anche più risorse per quanto riguarda la ricerca in questo campo. Al di là delle cose che già si fanno, noi riteniamo che investire in questo campo per dare ai cittadini certezze sia un compito importante e fondamentale.
  PRESIDENTE. L'onorevole Incerti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
  ANTONELLA INCERTI. Grazie, signor Presidente. Ringrazio anche il Governo e la sottosegretario Velo per la risposta. La mia interrogazione, in particolare, verteva sul tema del wi-fi nelle scuole. È un tema che, come anche è già stato ricordato, più in generale ha sollevato naturalmente molti favori, ma non sono mancate critiche, anche sollecitate da alcuni allarmi lanciati dalla comunità scientifica internazionale.
  Non sono mancati i detrattori della tecnologia di comunicazione senza fili, che contestano la pericolosità per la salute, in particolare degli alunni più piccoli, i quali verrebbero irradiati durante la loro permanenza, più o meno lunga, negli istituti scolastici, venendo, quindi, a mancare quel principio di precauzione a cui si faceva riferimento.
  Devo dire che da parte degli ultimi Governi, in particolare già a partire dal 2011 con il progetto Scuola wi-fi, e in particolare da parte di questo Governo, come veniva richiamato, sono state messe in campo considerevoli risorse pubblichePag. 12per promuovere in tutti gli istituti scolastici la diffusione del servizio wi-fi, con l'obiettivo di colmare il cosiddetto digital divide. Questo naturalmente consente maggiori opportunità, ma è anche vero che bisogna – non è stato ricordato – richiamarsi al fatto che già proprio nel 2011 la Comunità europea si è espressa in questo modo, raccomandando, in particolare rivolgendosi all'utilizzo del wi-fi nelle scuole, di prevedere, a cura dei Ministeri competenti (ambiente e istruzione, in particolare), attenzione ai bambini, soprattutto i più piccoli, con riferimento alle scuole primarie, e alle tante preoccupazioni che sono sorte presso i genitori o comunque presso le comunità scolastiche. Occorre, quindi, che si dia la precedenza eventualmente a altri tipi di connessione – lo richiama la risoluzione della Comunità europea –, come le connessioni cablate, regolando strettamente l'uso dei cellulari nelle scuole.
  Ora, naturalmente, accolgo favorevolmente l'attenzione del Governo non solo a garantire, attraverso le leggi vigenti, un controllo e un monitoraggio, ma naturalmente ritengo che sia importante, come è proprio nel senso della mia interrogazione, continuare nell'opera di monitoraggio, la quale deve essere generale, non solo quella degli istituti, che singolarmente stanno compiendo queste indagini insieme alle agenzie per la protezione del territorio. Credo che questo non dovrebbe essere lasciato né alla richiesta degli enti locali, naturalmente sollecitati, né agli istituti scolastici, ma dovrebbe essere un'operazione di monitoraggio nazionale. In particolare, chiedo di prestare particolare attenzione a tutto ciò e chiedo eventualmente, come già in precedenza alcuni miei colleghi hanno chiesto, l'abrogazione dell'articolo 14 della legge n. 179 del 2012, che prevederebbe un aumento – vado a concludere, Presidente – del calcolo della media giornaliera. Attualmente noi calcoliamo sulle sei ore il valore per metro dei volt e in questo caso andremmo, invece, a un calcolo di un'esposizione sulle 24 ore, quindi non tenendo conto dell'utilizzo effettivamente limitato che oggi si fa sulle dodici ore.
  Chiedo anche che si possa continuare nella ricerca, in modo da avviare l'utilizzo di diverse modalità, oltre al wi-fi, che potrebbero garantire una maggiore attenzione al principio di precauzione, che deve essere comunque, ripeto, soprattutto nel caso dei più piccoli, uno degli elementi fondamentali a cui fare riferimento.
  PRESIDENTE. L'onorevole Dieni ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
  FEDERICA DIENI. Grazie, Presidente. Colleghi, membro del Governo, l'interrogazione, a cui è stata data una risposta così tecnica e altrettanto vuota, rientra a pieno titolo nel grande dibattito che sta dominando in questi giorni il Paese. Si inserisce nel grande filone che coinvolge le trivellazioni, lo smaltimento illegale di rifiuti tossici, Tempa Rossa e tante altre tematiche su cui il MoVimento 5 Stelle si è contrapposto con coraggio e determinazione alla maggioranza parlamentare. Si tratta di un grande scontro che viviamo oggi e che il Presidente del Consiglio ha sintetizzato nel suo intervento a seguito del mancato raggiungimento del quorum in occasione del referendum di due giorni fa. La linea di demarcazione è tra coloro che credono che il progresso sia buono a prescindere e coloro che, invece, ritengono che un futuro sostenibile si debba raggiungere senza sacrificare la salute e l'ambiente.
  Ciò che differenzia le due parti in causa non è, come suggerisce Renzi, la contrapposizione tra una mentalità ancorata ai «no» e alla nostalgia di un passato campestre, da una parte, e una mentalità progressista, che guarda al «sol dell'avvenire», dall'altra. C’è, semplicemente, una diversa idea dei valori in gioco: noi siamo convinti non solo che l'ambiente e la salute vadano messi al primo posto, ma che la loro tutela serva a creare più posti di lavoro, senza rinunciare alla modernità.
  Eccoci qui, allora, a parlare di onde elettromagnetiche. Anzitutto, complimentiPag. 13per il tempismo: si trattava di un'interrogazione presentata quasi due anni fa.
  L'argomento, tuttavia, è ancora attuale. Sono partita da un caso calabrese, quello di una zona del territorio di Reggio Calabria, chiamata Ravagnese-Saracinello, mostrando il paradosso di misurazione dei campi elettromagnetici con dei risultati di molto superiori ai limiti europei, anche di dieci volte, che rientravano, però, negli standard italiani. Il messaggio è chiaro: anche sull'inquinamento elettromagnetico il Governo utilizza lo stesso approccio che ha mostrato per Tempa Rossa. Di fronte a temi come la salute e l'inquinamento si gira dall'altra parte, ritenendoli degli insostenibili impicci, che non possono ostacolare la marcia della locomotiva del Governo; una locomotiva che brucia tutto ciò che trova.
  Ebbene, la questione è semplice: nonostante quel che ha detto il sottosegretario Velo, quello dei campi elettromagnetici è un problema che continua a gravare sulla nostra penisola e che parte da un semplice paradosso. Quella che in Europa è ritenuta essere la soglia di sicurezza per non provocare al corpo umano dei danni, in Italia, Paese baciato dalla grazia divina, non vale. Al cittadino italiano quel che fa male agli europei gli fa un baffo; temprato dai fiumi della Terra dei fuochi, dai rifiuti del territorio dispersi nel mare o da quelli tossici sepolti dalla ’ndrangheta nell'entroterra calabrese, l'italiano ha sviluppato una resistenza tale da vincere l'inquinamento elettromagnetico, e per questo i limiti dell'esposizione sono stati portati a dieci volte quelli che sono in vigore nel continente. Un miracolo della razza italica !
  Il Governo Renzi si è schierato, in linea con i predecessori, nel classificare come i «soliti gufi» coloro che ritengono che un'esposizione troppo elevata di onde elettromagnetiche sia nociva per l'uomo. Purtroppo, i «gufi» sono in rapida espansione, persino a livello internazionale. Dalla Svezia, infatti, arrivano i dati della più importante ricerca mai condotta sui pericoli dei cellulari, condotta dal dottor Hardell, celebre oncologo epidemiologo. Hardell ora chiede all'Organizzazione mondiale della sanità di classificare tra le cause più probabili per il rischio tumori le connessioni wireless e telefoniche. La stessa pericolosità dell'arsenico, del nichel e della formaldeide.
  Il Governo, manco a dirlo, va nella direzione opposta. Affidandosi allo stesso principio di precauzione che per anni ha portato a dire che non c'erano prove che il fumo facesse male alla salute, pur riconoscendo che l'inquinamento elettromagnetico fa male e fa venire il cancro, aggiunge subito dopo che il veleno dipende dalla dose, e sui limiti consentiti gioca allegramente, adagiandosi sulle richieste della lobby dei telefonini, che propone, addirittura, un ulteriore innalzamento della soglia italiana, già dieci volte più alta di quella europea. Renzi, ovviamente, si adegua.
  Lo schema è quello classico: anche in questo caso, c'entrano, ovviamente, le lobby; anche in questo caso, uno dei sistemi per sfasciare tutto è stato lo «sblocca Italia», la vera arma «fine di mondo» che ci ha riempito di antenne super potenziate. Certo, ora sul cellulare si naviga velocissimi, ed è una vera fortuna, visto che con la rete 4G, per la quale versiamo l'obolo mensile alle compagnie telefoniche, ci dimentichiamo della banda larga e delle alte promesse del Premier Pinocchio. Nel frattempo, a viaggiare più veloce dei video su WhatsApp, vi è solo il tumore.

Interrogazione parlamentare Sen Panizza su pericoli da radiofrequenze

Il Sen Panizza (Gruppo: PER LE AUTONOMIE (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE)
insieme a due suoi colleghi di raggruppamento parlamentare hanno depositato il 15.9 la seguente interrogazione parlamentare.

Aspettiamo le risposte da parte del Ministro per la salute...



Interrogazione a risposta scritta 4-06336
presentata da
FRANCO PANIZZA
giovedì 15 settembre 2016, seduta n.679
PANIZZA, LANIECE, Fausto Guilherme LONGO - Ai Ministri della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:
i rischi per la salute e per l'ambiente legati all'esposizione crescente a campi elettromagnetici, a radiofrequenza e microonde emessi da cellulari, tabletsmartphonecomputer collegati in rete senza fili, antenne WiFi, WiMax, radar, ripetitori della radiofonia, della radiotelevisione e della telefonia mobile Dect, Gsm, Umts e Lte (4G) destano una crescente preoccupazione per gli effetti negativi che possono avere sulla salute, come riferiscono numerosi scienziati e associazioni impegnate nello studio delle cause dell'inquinamento elettromagnetico in Italia;
una lettera, sottoscritta da tali esperti e inviata al Governo e a tutte le istituzioni contiene le seguenti richieste: riportare la misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 6 minuti anziché di 24 ore; approvare un decreto attuativo della legge n. 36 del 2001 per quanto riguarda i dispositivi mobili con l'adozione degli stessi limiti di esposizione delle antenne dei sistemi fissi; promuovere investimenti pubblici e la detassazione per la connettività in fibra ottica e via cavo che è la tecnologia più efficiente e completamente sicura per la salute; vietare l'installazione di reti "Wi-Fi" negli asili e nelle scuole frequentate da bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni; obbligare gli enti predisposti alla tutela della salute pubblica ad assumere le proprie valutazioni del rischio sulla radiofrequenza, selezionando gli studi scientifici indipendenti ed escludendo quelli finanziati dall'industria delle telecomunicazioni. Gli standard di sicurezza per i campi elettromagnetici supportati dai sottoscrittori della lettera-appello sono "basati sulle evidenze biologiche", e prevedono un limite di esposizione per le radiofrequenze di 0,6 Volt per metro;
è ormai noto, infatti, sottolineano gli scienziati, che gli standard promossi dall'Ieee (Institute of electrical and electronic engineers) nel 1992 sono obsoleti, perché si basano esclusivamente sugli effetti termici dei campi elettromagnetici, ovvero sul riscaldamento prodotto, mentre è stato ampiamente dimostrato che campi deboli, non in grado di produrre alcun riscaldamento, producono numerosi effetti biologici. Questo avviene perché la materia vivente funziona attraverso scambi chimici e segnali elettromagnetici, che possono subire alterazioni in presenza di campi esterni anche debolissimi;
anche la IARC (Associazione internazionale per la ricerca sul cancro) ha dovuto riconoscere nel 2011 queste radiazioni non ionizzanti come "possibili cancerogeni per l'uomo", ammettendo l'esistenza di effetti biologici e non soltanto termici;
l'attuale limite italiano per le radiofrequenze è di 6 V/m nei luoghi dove si staziona per più di 4 ore (i limiti europei sono di 61 V/m). La misurazione, effettuata in precedenza ogni 6 minuti dalle Arpa (Agenzie regionali per la protezione ambientale), è stata ritoccata dal Governo Monti. Con un decreto del 2012, l'Esecutivo aveva stabilito che le misurazioni dell'emissione elettromagnetica non andavano più distribuite in intervalli di 6 minuti, ma bastava una media delle 24 ore. Per ottenere una media bastano due misurazioni, una all'inizio e una alla fine del delta temporale. Ciò permetteva alle emittenti, senza apparente modifica dei limiti, di aumentare la potenza per ore, sorpassando anche di molto i limiti di legge, per poi scendere sotto i livelli di guardia durante la notte, quando la domanda è minore;
considerato che i firmatari della lettera sostengono che "la diffusione pressoché ubiquitaria di questi strumenti per le telecomunicazioni nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle scuole, negli ospedali non solo è irrazionale, ma comporta seri danni alla salute compromettendo la capacità riproduttiva, quelle neuro-cognitive e la conservazione del genoma". Nella lettera inviata al Governo, le associazioni e gli scienziati elencano prove e studi sul rischio correlato all'esposizione all'inquinamento elettromagnetico. "Nell'ultimo decennio si sono profuse risoluzioni scientifiche e governative, consensus conference e documenti per invitare a limitare la diffusione dell'uso di tecnologie di comunicazione senza fili e per promuovere standard di sicurezza per i campi elettromagnetici basati sulle evidenze biologiche, con un limite di esposizione che per le radiofrequenze è stato individuato in 0,6 Volt per metro",

si chiede di sapere quali iniziative intendano adottare i Ministri in indirizzo per limitare la diffusione dell'uso di tecnologie di comunicazione senza fili e per promuovere standard di sicurezza per i campi elettromagnetici, al fine di ricondurre i livelli di qualità per la protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a quelli suggeriti dalle recenti ricerche.

lunedì 18 aprile 2016

interrogazioni parlamentari

vi segnalo un articolo sul Fatto Quotidiano del giornalista Maurizio Martucci, molto attento alle ns rivendicazioni, che riporta un'attività di alcuni parlamentari che stanno richiedendo al Ministro della Salute risposte

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/18/chemio-e-elettrosensibilita-ora-sedici-parlamentari-chiedono-lintervento-della-lorenzin/2648797/

domenica 13 settembre 2015

Commissione Ambiente del Parlamento di Cipro

Viene riportata una intervista ad un membro del partito dei Verdi nel Parlamento di Cipro che chiede al Parlamento una forte riduzione dei limiti espositivi come da Raccomandazione della CE del 1999.

La massima attenzione va dedicata ai danni conclamati da vari stuti sia fisici che psicologici per il tanto tempo dedicato dagli adolescenti al computer.  Con l'aggravante del wifi in casa e a scuola.

http://cyprus-mail.com/2015/09/10/technology-harming-our-children-mps-say/

domenica 9 agosto 2015

Commissione Parlamentare Indiana raccomanda attenta valutazione danni da EMF

Una commissione tecnica del Parlamento Indiano denominata Commissione su Scienza, Tecnologia, Ambiente e Foreste ha raccomandato la produzione di uno studio approfondito per stabilire i livelli di rischio per effetti sulla salute per gli effetti derivanti dalle stazioni radiobase .


 vedere articolo


mercoledì 5 agosto 2015

Consiglio Provinciale di Bolzano si schiera con decisione per il principio di precauzione

Bella notizia dalla Consiglio Provinciale di Bolzano:

vedere il documento ufficiale
http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/IDAP_348802.pdf

nella risoluzione viene richiesto alla Giunta diversi interventi: tra cui ridurre l'utilizzo del wifi nelle scuole al minimo con possibilità di attivarlo solo se effettivamente necessario, di istituire gruppi di studio su ricerca di alternative a minor impatto sulla salute, di verificare anche gli effetti degli strumenti informatici sull'apprendimento dei bambini, di organizzare campagne di informazione.

Il bello è che ho scoperto questo evento tramite una newsletter di un'associazione tedesca ,,, alla faccia della libera informazione che gira in Italia !  

giovedì 30 luglio 2015

Interrogazione parlamentare al Parlamento Europeo

Testo della interrogazione scritta al Parlamento Europeo

Ottima iniziativa di un'associazione spagnola che ha chiesto al Parlamento Europeo di attivarsi per bloccare le azioni di boicottaggio delle lobby dell'industria al riconoscimento della elettrosensibilità ed in particolare per tutelare i bambini dai danni del wifi nelle scuole.


lunedì 18 maggio 2015

Interpellanza parlamentare sui CEM

Tutta quella attività di molti di noi ha svolto per raccogliere firme da inviare alle massime cariche della Repubblica. qualche piccolo risultato l'ha prodotto.

Qui c'è un'interrogazione parlamentare dell'On Melilla rivolta al Ministro dell'Ambiente

Monitoriamo cosa risponderà ...




Atti Parlamentari — 25129 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 13 MAGGIO 2015

 

Interpellanza: Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

da alcuni anni si parla molto, soprattutto in seguito allo sviluppo delle radiofrequenze e onde libere per connessioni Wi-Fi, nella comunità internazionale dei danni derivanti dal meglio conosciuto inquinamento elettromagnetico. Problema sorto con lo svilupparsi delle apparecchiature Wi-Fi, computer, tablet, cellulari (telefonia mobile), microonde; questo abnorme e veloce sviluppo elettronico ha portato alla osservazione, alla conoscenza e alla presa di atto del fatto che detto sviluppo tecnologico è tutt’altro che innocuo e inoffensivo per il genere umano; studi e ricerche (ancora da approfondire) lamentano i gravi danni per la salute umana, soprattutto per bambini, adolescenti e donne in stato di gravidanza. Danni che hanno rilevanza importante e a volte mortale, come l’esponenziale aumento del tumori (+400 per cento), dei danni alle cellule celebrali, l’abbassamento del tasso di fertilità. Aumento notevole delle proteine da stress, danni all’apparato visivo, sfaldamento delle cellule dell’occhio, diminuzione del sonno, eccitabilità ed afasia dati dall’eccessivo uso del computer o del tablet; con ogni evidenza questi sono danni importanti dovuti non solo alle alte frequenze con lo sviluppo del calore (anche corporeo), ma portati anche dalle basse frequenze, che si scopre essere – anch’esse – tutt’altro che innocue. La comunità scientifica è fortemente preoccupata ed ha, recentemente, lanciato un appello/petizione, per correre ai ripari al più presto; l’evidenza della difficoltà che il problema rappresenta è evidenziata dal fatto che la nostra società è oramai tutta, e a tutti i livelli, fortemente improntata dall’uso dei supporti elettronici senza fili, come quelli in questione; la nostra legislazione, sebbene allarmata e articolata da tempo, risulta insufficiente alla sicurezza e alla salvaguardia delle specie umana in prima persona e anche alla salvaguardia delle risorse naturali stesse. Tutto ciò sebbene alcuni accorgimenti potrebbero, ad oggi, essere utilizzati. Come l’uso del legno più che dei metalli, il legno non è conduttore di onde elettromagnetiche, ed anche l’utilizzo di alcune piante che pare abbiano la capacità di assorbire le radiazioni così come, anche, alcuni minerali come la tormalina, il quarzo ed altri; la disinformazione generalizzata è il pericolo più importante ed imminente, l’uso indiscriminato delle tecnologie senza fili, utilizzate anche nelle scuole (asili nido, materne elementari, medie) e negli ospedali, è un dato di forte apprensione, essendo questi luoghi a forte rischio e con minore salvaguardia proprio perché legati alla minore possibilità di difesa del corpo stesso, sia per l’età dei soggetti che per i disagi fisici dei soggetti malati.

 come intendano adoperarsi in merito e se non ritengano opportuno aumentare il livello di guardia, sensibilizzando la popolazione sugli evidenti danni provocati dalle apparecchiature elettroniche, radio e comunicazione eccessivamente usate al giorno di oggi, ponendo, per esempio, un limite di età all’uso delle apparecchiature computer e cellulari, vietando l’uso degli stessi (se non per quelli a fibra ottica e via cavo) negli ambienti più a rischio; se non ritengano di assumere iniziative per vietare l’uso di tali apparecchiature nelle scuole e negli ospedali, privilegiando l’uso di quelle a collegamento via cavo; se non sia opportuno riportare, assumendo iniziative per abrogare l’articolo 14 comma 8 del decreto-legge 179 del 2012, la misurazione dei campi elettromagnetici a 6 ore e non 24 come la suddetta legge prevede, accogliendo in toto l’appello per la difesa della salute dalle radiazioni a radiofrequenza e microonde come da lettera della task force sui campi elettromagnetici del 26 febbraio 2015.

(2-00972) « Melilla ».

venerdì 11 ottobre 2013

Note sull'incontro del 3.10.2013 a Bruxelles per l' ECI




  • la riunione è stata promossa dalla parlamentare francese europea Michele Rivasi (appartenente al Gruppo del Verdi Europei)
  • hanno partecipato una quindicina di persone di varie associazioni: spagnole, francese, belga, olandese, norgevese, svedese, italiana (unico rappresentante ero io).
  • hanno partecipato, part time, una parlamentare spagnola, il ns On Rossi Ermete, e l'assistente , credo, dell' ON Rinaldi
  • c'era una troupe televisiva con interviste e le presentazioni iniziali e poi alla fine c'è stato un incontro con media, al quale non ho partecipato per raggiungere l'aereoporto 
  • il tema è stato quella della presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare europea: molto tempo è stata dato alla limatura delle richieste;  pur partendo dal Manifesto , condiviso, i distinguo e  i dettagli sono importanti, in quanto saranno la base della proposta di legge
  • un punto di forza sarà senz'altro quello di chiedere con forza alla Comunità Europea di maturare una valutazione  sul grado di precauzioni da apportare,  dopo un confronto tra le due posizioni: Bioinitiative e IARC, da una parte e ICNIRP, dall'altra
  • la Rivasi ha spiegato che è indispensabile che l'iniziativa sia presentata da 7 rappresentanti provenienti da 7 paesi diversi: ho dato la mia disponibilità, anche se ho un qualche dubbio visto che non è chiaro quali siano le responsabilità !
  • nei commenti dei giorni  successivi,  stimolati dall'eclettico norvegese Stephen McGill e  da Christine (NL), si è concordato sulla decisiva e urgente necessità di gestire il  Progetto con un taglio organizzativo ed efficiente 
  • altro punto molto molto cruciale è l'aspetto economico:  è stato valutato che questa inizia possa costare almeno 300.000 € !!!   ...  chi finanzia ??!!  [non l'Europa !]
  • io ho (in realtà l'avevo già fatto a metà settembre)   cercato di portare in superficie la necessità di avviare , e subito, una definizione di alleanze strategiche, senza le quali sono impensabili sia finanziamenti ma anche poter avere una visibilità che ci porti, ad es. per l'Italia, ha recuperare almeno un 100.000 firme

Vi terrò aggiornati.

domenica 6 ottobre 2013

Riunione di Bruxelles per il lancio della Iniziativa Europea

El Paìs 

                                                             CITTADINI UE

Una piattaforma europea promuove una iniziativa per controllare le onde elettromagnetiche


I rappresentanti dei gruppi di cittadini provenienti da sette paesi dell'Unione europea nel corso delle riunioni tenutesi a Bruxelles oggi per gettare le basi per una futura iniziativa popolare per aiutare Modifica parametri europei sulla radiazione elettromagnetica. / EFE
I rappresentanti dei gruppi di cittadini provenienti da sette paesi dell'Unione europea si sono incontrati oggi a Bruxelles per porre le basi per una futura iniziativa popolare per la modifica dei parametri europei sulle radiazioni elettromagnetiche.
Queste organizzazioni, provenienti da Spagna, Francia, Belgio, Svezia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo, sostengono, sulla base di relazioni scientifiche che le onde rilasciati da vari dispositivi mobili sono nocivi per la salute.
Tra le altre misure, la proposta di soppressione piattaforma di rete "wifi" nella scuola primaria, la modifica della legislazione degli Stati membri per prevenire l'elettromagnetismo e le formule di etichettatura, simili a quelle del tabacco, per avvertire della nocività dei dispositivi.
Inoltre, i gruppi avvertono dei rischi di diffusione di malattie legate all'esposizione a campi elettromagnetici e il riconoscimento della domanda di elettroipersensibilità come una malattia biologica.
"Pensiamo che questa sia una buona occasione per rivendicare, perché noi coinvolgiamo movimenti di tutta Europa e siamo in grado di aprire la porta ad altre richieste più specifiche che stanno già facendo i diversi paesi europei", ha detto a Efe il coordinatore della piattaforma in Spagna, Julio Carmona.
Carmona ha confessato anche che il gruppo sa che è "difficile"  riunire un'iniziativa europea per tutte le richieste dei diversi movimenti, così rimangono dettagli "concreti" per un'azione congiunta.
Alla riunione di diversi gruppi tenutasi oggi a Bruxelles, i rappresentanti di queste organizzazioni hanno presentato le loro proposte e discusse le possibili formule legislative adattate all'interno dell'Unione.
Michèle Rivasi eurodeputata (Vice Presidente del Gruppo Verde) ha condotto l'incontro e ha indicato alla piattaforma i criteri da rispettare per presentare il loro progetto come iniziativa dei cittadini europei (ICE), l'obiettivo ultimo di questa organizzazione.
Rivasi ha detto a Efe che questo primo passo è quello di verificare "se tutte queste organizzazioni europee hanno le stesse priorità" che affrontano una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei), e ha apprezzato il carattere "chiaramente democratico" della piattaforma che ha sollevato la sua proposta.
Per ora, il gruppo dovrebbe sviluppare un nuovo testo per portare la sua proposta per i parametri di un ICE, dal momento che la maggior parte delle iniziative presentate non potrebbe essere formulata, oltre la competenza della Commissione europea nei confronti degli Stati membri.
Sulla piattaforma gruppi interessati coinvolti in elettromagnetismo e le organizzazioni nazionali che promuovono la consapevolezza di questi problemi, come PECCEM spagnolo, francese Sans Ondes, la belga Teslabel e l’italiana Elettrosmog Volturino.


venerdì 20 settembre 2013

ECI Iniziativa dei cittadini Europei per interventi legislativi verso un sano principio di precauzione

Il 3.10.2013 si terrà a Bruxelles una riunione tra rappresentanti di alcune associazioni nazionali per la definizione ultima della proposta di legge europea, che poi verrà presentata ai Parlamentari Europei ed ai Media.

Potete vedere qui in Manifesto in Italiano che riporta i principi guida della proposta di legge popolare.

Vi ricordo che tutto sarà possibile se saremmo in grado di portare 1.000.000 di firme alla proposta di legge.

Successivamente sarà vitale organizzarci per arrivare, qui in Italia,  a raccogliere DIVERSE DECINE DI MIGLIAIA di firme.

venerdì 10 maggio 2013

Inziativa popolare del popoli dell'Europa per una legge sostenibile

La iniziativa sta partendo .
Obiettivo è utilizzare la possibilità che il Parlamento Europeo (Santa Europa !) dà ai cittadini di proporre una legge.

Qui ci sono i dettagli

Obiettivo è raccogliere un milione di firme, in Europa !

I tempi ipotizzati partono con il prossimo settembre con un incontro a Bruxelles dei comitati ed associazioni impegnate per coordinare la attività
ed iniziare dal gennaio 2014 a raccogliere le dichiarazioni/firme


Contemporaneamente fare azione di informazione e pressione sui parlamentari europei (Notare che ci saranno le elezioni europee)
Tempo max 12 mesi.

Aprile 2015 avvio della procedura parlamentare  (... se ovviamente riusciremo a raccogliere 1 mil di firme)


Il progetto è molto ambizioso ma è l'unica chance !   nessuno ci aiuta !  tutto dipende da tutti noi ...

venerdì 14 dicembre 2012

Il Decreto sviluppo è diventato legge !!!

Il DDL Sviluppo è diventata legge.
Da un'occhiata veloce, visto la astrusità del testo, sicuramente nulla delle ns rivendicazioni sono passate, mentre mi pare che si è ulteriormente aggravata la deregulation per 4G e qualcosa legata ai condomini.

Prima di mettere la testa sotto la sabbia, visti che questa legge deve essere attuata pensate che possano essere messe in piedi interventi , anche 'di collaborazione' ?

Ciao

Giorgio

venerdì 7 dicembre 2012

Parlamento Europeo : più protezione ai lavoratori contro CEM

La Commissione del Parlamento Europeo per Employment and Social Affairs ha votato a stragrande maggioranza una raccomandazione per revisione dei limiti di esposizione a CEM per i lavoratori sottoposti a tali radiazioni.
Raccomandano una revisione dei limiti ICNIRP.  I datori di lavoro si debbono attivare per ridurre il pericolo di danni .  Flessibilità per chi lavora nel campo medico per la RISONANZA MAGNETICA (Nota bene !!!) e anche per il settore militare.

giovedì 29 novembre 2012

Brutte notizie dalla commissione parlamentare sulla conversione del Decreto Crescita


brutte notizie sul fronte dei lavori parlamentari per la conversione in legge del c.d. Decreto Crescita, il cui art. 14, 8 comma, come abbiamo più volte evidenziato, introducendo nuove modalità di misurazione dei c.e.m., spalanca le porte a migliaia di antenne LTE per la diffusione del servizio di telefonia mobile di 4° generazione.
La Commissione Industria, presso cui è in esame il testo del decreto, ha dichiarato improponibili o respinto alcuni tra i più significativi emendamenti, rivolti a sopprimere il comma 8 del citato articolo, presentati da alcuni senatori. In particolare, risultano respinti gli emendamenti 14.17, 14.18 e 14.19, mentre, a peggiorare il quadro della situazione, è intervenuto l’emendamento di seguito riportato, stavolta accolto dalla Commissione, che nei fatti incide sulle procedure autorizzative, andando ulteriormente a semplificare la vita degli installatori di antenne, che potranno semplicemente autocertificare la conformità dei lavori eseguiti ai fini della attivazione dell’impianto.  Fenomenale !

lunedì 12 novembre 2012

Comunicato Stampa ai Senatori

che mercoledi' prossimo saranno impegnati nelle votazioni del Decreto Sviluppo bis, che contiene il famigerato art 14 della de-regulation delle misurazioni.

E' stato inviato questa sera.

Speriamo che serva , anche questo, a far maturare se non altro dei dubbi ...

Legge “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”. Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali. - Rischio riduzione vincoli sanitari da esposizione ad inquinamento elettromagnetico.
Con l'articolo 14 si vuole introdurre una de-regulation :
non si misura più in un ristretto lasso di tempo per individuare i valori alti di esposizione , ... ma si fa la media delle 24 ore: quindi si ammettono valori altissimi ad es. nella mattina, visto che di notte la trasmissione è bassissimea !
Le lobby della telefonia e della indutsria lo hanno spudoratamente anche scritto : guardate questo ritaglio di una quotata rivista sul Wireless:
Trattasi, dunque, di un provvedimento che attua una grave ed irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del Principio di Precauzione, vanificando i richiami ai criteri di minimizzazione, contenuti a più livelli, sia nella normativa nazionale che comunitaria, in materia di impianti di telecomunicazioni.
Egregi Senatori: sta a voi bloccare questo atto criminoso che avrà ripercussioni certe nel medio lungo termine su tutta la popolazione!
per la
Dr G. Cinciripini

lunedì 22 ottobre 2012

Cercasi idee per far avanzare le nostre rivendicazioni in Parlamento

http://precauzione.blogspot.it/2012/10/mettiamo-giu-delle-idee.html

Il Governo ha voluto peggiorare la già contestata normativa di attuazione di sani principi di precauzione nei confronti dei danni arrecati dai campi elettromagnetici.

Occorre reagire e non mettere la testa sotto la sabbia !

Creiamo un 'think tank' ovvero una "stanza delle idee" .

Ognuno aggiunga qui la o le sue proposte, che saranno visibili agli altri.

Dopo un certo numero di giorni, ci riuniamo , via Skype e/o telefono per scegliere la/e idee percorribili.

E quindi decidere insieme chi farà che cosa .


qui il testo del decreto 

venerdì 28 settembre 2012

Come coinvolgere i nostri politici: impariamo dai nostri colleghi americani



Qui sotto trovate un post in un blog americano, analogo a questo nostro..


Nel post  viene riportato il link utile alla ricerca del proprio rappresentante  al Congresso USA,   in base al proprio CAP.

e quindi link alla proposta di legge che andrà in aula .


A quanto pare non suggeriscono un testo dello email/telefonate, ma puntano sulla capacità di pressione dell'elettorato nei confronti dell'eletto !


Potremmo pensare anche noi a provare a fare una cosa del genere ?



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Take Action on Cell Phone Rigth To Know Act

Fri Sep 28, 2012 11:31 am (PDT) . Posted by:

"KathyB" praying2heal911


Everyone in the U. S. Please
write your Congress Representative to support HR6358 "Cell Phone Right
To Know Act", if you have not.

It's our duty to help get this 1st step passed. Look up your representative here. Do it now. Send an email or fax.

http://www.house.gov/representatives/find/

Referred to Subcommittee on Health August 3rd.

bill text

http://thomas.loc.gov/cgi-bin/bdquery/D?d112:1:./temp/~bdscqH:@@@X|/home/LegislativeData.php|

Or

http://kucinich.house.gov/news/documentquery.aspx?DocumentTypeID=505



giovedì 12 aprile 2012

Aiutiamo i nostri parlamentari europei ...

... a firmare la Petizione di riconoscimento di MCS e elettrosensibilità dopositata nel Parlamento Europeo.

Oltre a scrivere ai nostri parlamentari europei ITALIANI (spero che in molti lo abbiate già fatto) , seguiamo il suggerimento di INFOAMICA , di ...
prenderci cura di 5 parlamentari ai quali TELEFONARE per far sentire il 'calore umano' dei propri elettori !

da Infoamica:

Cari Tutti,

capitano rare occasioni come quella che stiamo vivendo in queste settimane di far riconoscere la MCS e la Elettrosensibilità. Con l'associazione spagnola Asquifyde siamo riusciti a far presentare da cinque parlamentari europei una mozione scritta a favore del riconoscimento di queste due malattie. Tale proposta deve essere firmata entro e non oltre il 14 giugno dalla metà dei Parlamentari Europei altrimenti sarà cestinata.

Stiamo sollecitando tutte le associazioni europee con cui siamo in contatto, ma purtroppo non otteniamo un grande riscontro. Perciò dobbiamo attivarci almeno noi italiani. Dobbiamo fare il possibile per far sottoscrivere a tutti i Parlamentari Italiani in Europa questo testo che trovate in allegato sia tradotto che nell'originale inglese.

Chiediamo l'aiuto di voi tutti per scrivere subito ai parlamentari che ancora non hanno appoggiato questo testo e soprattutto a telefonare loro il più presto possibile. Stiamo organizzando la divisione delle telefonate così che ognuno possa chiamare anche solo cinque degli oltre sessante deputati che bisogna chiamare. Se scriverete a filomena@infoamica.it vi dirà quali deputati potete chiamare.

Tutti voi però siete
invitati a mandare ancora e ancora email ai deputati che non ci hanno risposto riguardo la loro adesione.

Per il momento hanno aderito all'iniziativa i seguenti deputati italiani in Europa e perciò questi non bisogna contattarli più:
Oreste Rossi
Gianni Pittella
Niccolò Rinaldi
In allegato trovate:
1. Il testo originale della dichiarazione scritta
2. Il testo in Italiano
3. Le email dei parlamentari europei.
4. Un fax simile di lettera
Per cortesia contattate Filomena (filomena@infoamica.it) per dare la vostra disponibilità a fare anche solo cinque telefonate di sollecito ai parlamentari italiani in Europa. Questa è un'occasione storica, unica, di spingere l'OMS a fare il riconoscimento di queste due malattie.