Syndication

Visualizzazione post con etichetta mozione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mozione. Mostra tutti i post

venerdì 9 novembre 2012

Petizione contro l'art 14 in Regione Veneto

ELETTROSMOG: SUI LIMITI NON SI PUÒ BARARE.
PETTENÒ: «LA GIUNTA INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÉ VENGANO STRALCIATE LE NORME DEL “DECRETO SVILUPPO” CHE ALLENTANO LE TUTELE IN VIGORE E METTONO A REPENTAGLIO LA SALUTE DEI CITTADINI».
7 novembre 2012 – Il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (c.d. “decreto sviluppo”) contiene, all’art. 14, “Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali”, disposizioni destinate ad allentare i vincoli legislativi sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici previsti nel D.P.C.M. 8 luglio 2003.
Ciò che è importante sapere è che le disposizioni di questa nuova legge aumenteranno in modo molto significativo l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Fulcro dell’articolo 14, infatti, è la variazione delle modalità di rilevazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz (quelle generate dai cellulari). Ciò, però, avviene in maniera quantomeno “furbesca”. Fino ad oggi i valori di campo vengono monitorati ad intervalli di 6 minuti, come previsto nella normativa CEI 211-10.
La nuova legge, invece, permetterebbe che i valori siano riferiti a una media di 24 ore. Se questa norma fosse approvata, la base di calcolo si allargherebbe e, nella media giornaliera, i picchi massimi verrebbero compensati da quelli minimi delle ore notturne, e i limiti di legge, in tal modo, non verrebbero mai superati. In questo modo, inoltre, le aree cosiddette sensibili, perché ritenute ad alta frequentazione, potrebbero subire un’esposizione ai campi elettromagnetici doppia o tripla rispetto ai valori di attenzione e agli obiettivi di qualità attuali, indicati dal D.P.C.M. 8 luglio 2003. In definitiva, si tratta di un provvedimento che attua una grave e irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del c.d. principio di precauzione.
Le motivazioni esposte nel testo di legge sono legate alla necessità di implementare le infrastrutture di telecomunicazione per la distribuzione della banda larga ed i servizi di telefonia mobile di c.d. “quarta generazione” (o 4G, per le cui frequenze, nei mesi scorsi, le compagnie telefoniche hanno dato vita a un’asta da 4 miliardi di euro). Lo sviluppo tecnologico del Paese non va bloccato, ma la diffusione di nuove tecnologie nel campo della comunicazione elettronica digitale non può e non deve avvenire sacrificando la salute di cittadine e cittadini. Bisogna infatti dire che i ripetitori per la nuova tecnologia 4G non sono imprescindibili: non introducono significativi elementi di novità in termini di nuovi servizi ma si configurano, al contrario, come concorrenti ed alternativi al servizio già esistente ed attualmente fruibile che utilizza la fibra ottica, una tecnologia decisamente non impattante né nociva sia per la salute che per l’ambiente.
Per questo, il Consigliere regionale Pettenò (FdS-Prc) ha oggi presentato una mozione in cui chiede alla Giunta Regionale di attivarsi in ogni sede per chiedere al Governo di disporre lo stralcio dell’articolo 14 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, la cui applicazione non giustificherebbe, in termini di sviluppo tecnologico per il Paese, i costi che la collettività sarà chiamata a sostenere a causa dei maggiori, accertati rischi per la salute della popolazione.

sabato 3 novembre 2012

Mozione contro l'art 14 del Decreto Sviluppo al Consiglio Regionale Toscana


Ci è stato inviato dalla amica Beatrice Bardelli di Pisa  il testo di una mozione che potrebbe esservi utile.

Tratta dell'articolo 14 ("Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali") del Decreto Crescita del Governo Monti ed è stata depositata in Consiglio Regionale della Toscana in data 26 ottobre 2012 dalla capogruppo di Rifondazione Comunista, Monica Sgherri. Non si sa ancora quando andrà in aula.
Tale documento può essere utilizzato liberamente ed anche replicato e o ampliato, corretto ecc.
Il testo è frutto di un lavoro di collaborazione tra me ed Alfio Turco, il nostro tecnico fisico di riferimento.



______________________________________________________________________________
Firenze,  26 ottobre 2012

 

OGG: Mozione

 

In merito al rischio di riduzione dei vincoli sanitari da esposizione ad inquinamento elettromagnetico  vincoli sanitari da esposizione ad inquinamento elettromagnetico contenuti nel Decreto Crescita, in particolare nella parte “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”. Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali.”

 

Il Consiglio Regionale

Premesso che il Decreto Crescita del Governo Monti, contenente "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", è stato approvato il 4 ottobre dal Consiglio dei ministri  e che il suddetto decreto non è ancora giunto al termine del suo iter;

Considerato che tale Decreto contiene, all’Art. 14, “Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali”, disposizioni destinate ad allentare i vincoli legislativi sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici previsti nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003 "Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”;

 

Considerato, inoltre, che le motivazioni esposte nel testo sono legate alla dichiarata necessità di implementare le infrastrutture di telecomunicazione per la distribuzione della banda larga ed i servizi di telefonia mobile di c.d. 4° Generazione, al fine di favorire, tramite una più capillare ed intensa presenza di segnale irradiato:

o   l’accesso in mobilità al mondo delle informazioni e dell'intrattenimento, ovunque;

o   l’accesso ad internet per tutta la popolazione;

o   l’accesso, per la popolazione e le imprese già informatizzate, con velocità di trasferimento-dati superiore;

Verificato, invece, che tali “Interventi” non introducono elementi di novità in termini di “nuovi servizi” ma che si configurano come concorrenti ed alternativi al servizio già esistente ed attualmente fruibile che utilizza la fibra ottica, una tecnologia decisamente non impattante né nociva sia per la salute che per l’ambiente;

 

Ritenuto che la diffusione di nuove tecnologie nel campo della comunicazione elettronica digitale non può e non deve avvenire sacrificando la salute di cittadine e cittadini, cosa  che accadrà se il Decreto Legge n. 179/2012 venisse approvato anche dal Parlamento. L’Art. 14 del c.d. “Decreto crescita” modifica, infatti, le modalità di misurazione dei campi elettromagnetici, disponendo (comma 8, lettere b, c, d)  che i valori di campo si intendano riferiti non più ad intervalli di 6 min., come previsto nella normativa CEI 211-10, ma ad una media di 24 h. Con la conseguenza che si potrà verificare un’incontrollata esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e che, per di più, le aree c.d. sensibili, perché ritenute ad alta frequentazione, potranno subire una esposizione ai campi elettromagnetici doppia o tripla rispetto ai valori di attenzione ed agli obiettivi di qualità indicati attualmente dal DPCM. 8 luglio 2003.

Considerato, infine, che si tratta di un provvedimento che attua una grave ed irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del Principio di Precauzione, vanificando i richiami ai criteri di minimizzazione, contenuti a più livelli, sia nella normativa nazionale che comunitaria, in materia di impianti di telecomunicazioni.

 

           

Esprime

 

ferma contrarietà alle parti del testo riguardanti l’articolo 14 “Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali”, della Sezione V “Azzeramento del divario digitale e moneta elettronica.”


 

 

 

Impegna la Giunta Regionale

 

ad attivarsi in ogni sede per chiedere al Governo di disporre lo stralcio dell’articolo 14  del Decreto Legge, la cui applicazione non giustificherebbe, in termini di sviluppo tecnologico per il Paese, i costi che saremmo chiamati a sostenere a causa dei maggiori, accertati rischi per la salute della popolazione;

 

ad attivarsi, inoltre, presso tutti i Comuni della Toscana affinché provvedano al più presto all’adeguamento dei regolamenti urbanistici ai criteri di localizzazione degli impianti di cui all’articolo 11, comma 1, della Legge Regionale sulla “Disciplina in materia di impianti di radiocomunicazione”, già attiva da oltre un anno (n. 49 del 6 ottobre 2011) ma non ancora recepita dalla maggior parte dei Comuni toscani. Infatti, solo se i Comuni saranno dotati di un piano della telefonia mobile, pur dovendo armonizzare le programmazioni esistenti alla nuova tecnologia, potranno decidere dove e quali impianti verranno autorizzati riducendo, così, drasticamente, l’entità delle potenziali criticità.

 

           

 

 

Consigliera

Monica Sgherri