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venerdì 11 ottobre 2013

Note sull'incontro del 3.10.2013 a Bruxelles per l' ECI




  • la riunione è stata promossa dalla parlamentare francese europea Michele Rivasi (appartenente al Gruppo del Verdi Europei)
  • hanno partecipato una quindicina di persone di varie associazioni: spagnole, francese, belga, olandese, norgevese, svedese, italiana (unico rappresentante ero io).
  • hanno partecipato, part time, una parlamentare spagnola, il ns On Rossi Ermete, e l'assistente , credo, dell' ON Rinaldi
  • c'era una troupe televisiva con interviste e le presentazioni iniziali e poi alla fine c'è stato un incontro con media, al quale non ho partecipato per raggiungere l'aereoporto 
  • il tema è stato quella della presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare europea: molto tempo è stata dato alla limatura delle richieste;  pur partendo dal Manifesto , condiviso, i distinguo e  i dettagli sono importanti, in quanto saranno la base della proposta di legge
  • un punto di forza sarà senz'altro quello di chiedere con forza alla Comunità Europea di maturare una valutazione  sul grado di precauzioni da apportare,  dopo un confronto tra le due posizioni: Bioinitiative e IARC, da una parte e ICNIRP, dall'altra
  • la Rivasi ha spiegato che è indispensabile che l'iniziativa sia presentata da 7 rappresentanti provenienti da 7 paesi diversi: ho dato la mia disponibilità, anche se ho un qualche dubbio visto che non è chiaro quali siano le responsabilità !
  • nei commenti dei giorni  successivi,  stimolati dall'eclettico norvegese Stephen McGill e  da Christine (NL), si è concordato sulla decisiva e urgente necessità di gestire il  Progetto con un taglio organizzativo ed efficiente 
  • altro punto molto molto cruciale è l'aspetto economico:  è stato valutato che questa inizia possa costare almeno 300.000 € !!!   ...  chi finanzia ??!!  [non l'Europa !]
  • io ho (in realtà l'avevo già fatto a metà settembre)   cercato di portare in superficie la necessità di avviare , e subito, una definizione di alleanze strategiche, senza le quali sono impensabili sia finanziamenti ma anche poter avere una visibilità che ci porti, ad es. per l'Italia, ha recuperare almeno un 100.000 firme

Vi terrò aggiornati.

venerdì 12 luglio 2013

ICE: Iniziativa dei cittadini Europei per il Principio di Precauzione

Il 29.6.13  si è tenuto a Madrid l'incontro delle Associazioni per avviare il progetto di ICE.

Qui trovate il verbale nelle 3 lingue.

In sintesi,
è stato definito il  MANIFESTO  di tutta la iniziativa con le rivendicazioni, concordate.

Punti forti sono:

- aggancio alla risoluzione del Parlamento Europeo 1815
- abbassamento dei limiti di esposizione a 0,2 V/m in casa e 0,6 V/m (oggi in Italia 6 V/m)
- percorsi di informazione ed educazione all'uso di strumenti potenzialmente dannosi
- no Wifi nelle scuole
- riconoscimento della disabilità per elettrosensibilità, zone 'bianche'
- supporto alla ricerca di soluzioni tecniche che portino ad una riduzione delle radiazioni
- trasparenza nelle decisioni in merito a CEM

Ci sarà il primo incontro programmatico per arrivare al goal di avere un milione di firme
3 ottobre a Brussels.

Sono stati invitati anche i parlamentari europei.

venerdì 10 maggio 2013

Inziativa popolare del popoli dell'Europa per una legge sostenibile

La iniziativa sta partendo .
Obiettivo è utilizzare la possibilità che il Parlamento Europeo (Santa Europa !) dà ai cittadini di proporre una legge.

Qui ci sono i dettagli

Obiettivo è raccogliere un milione di firme, in Europa !

I tempi ipotizzati partono con il prossimo settembre con un incontro a Bruxelles dei comitati ed associazioni impegnate per coordinare la attività
ed iniziare dal gennaio 2014 a raccogliere le dichiarazioni/firme


Contemporaneamente fare azione di informazione e pressione sui parlamentari europei (Notare che ci saranno le elezioni europee)
Tempo max 12 mesi.

Aprile 2015 avvio della procedura parlamentare  (... se ovviamente riusciremo a raccogliere 1 mil di firme)


Il progetto è molto ambizioso ma è l'unica chance !   nessuno ci aiuta !  tutto dipende da tutti noi ...

giovedì 1 settembre 2011

Autoconvochiamo gli “stati generali dei beni comuni” e proponiamo il “manifesto” ad una ampia “alleanza” fra le forze sociali

qui c'è il link a questa interessante iniziativa finalizzata a cercare di creare un coordinamento delle forze sociali che vogliono un 'bene comune'  umano ... 
... ovviamente  tra i beni comuni c'è l' ARIA, senza campi elettromagnetici !

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article19292

venerdì 1 aprile 2011

Avviato lo Sportello Legale

Anche se in forma sperimentale,
è stato avviato uno Sportello Legale, grazie alla collaborazione con un gruppo di Legali (per ora 4) esperti della problematica, letta secondo le visuali: penale, amministrativa, e civilistica. Questo blog riporta una serie di domande e risposte sull'inquinamento da elettrosmog. Esse rappresentano l'esperienza vissuta con un supporto di un gruppo di legali. Qualora non troviate risposte utili, potete porre la domanda all'email: esmog.free.italia@gmail.com La Rete formalizza una dichiarazione sulla responsabilità dei giudizi e pareri pubblicati, che hanno sempre la caratteristica di genericità. Sarà anche possibile sottomettere un quesito più specifico e mirato all' attenzione del Team dei Legali. Ad esso verrà data risposta. Nel caso di ulteriore richiesta di approfondimento, la relazione sarà stabilita direttamente tra il Legale coinvolto ed il richiedente. Lo sportello Legale è presente in:
http://faq-e-smog.blogspot.com/

lunedì 10 gennaio 2011

Lettera al Ministro Prestigiacomo sul "decreto incentivi"

16 luglio 2010 - Con il nuovo decreto non serve più la concessione preventiva del Comune, ma i gestori possono semplicemente presentare una DIA e dare inizio ai lavori, senza neppure aspettare il parere dell'ARPA


Preg.mo Ministro,
il 26 maggio scorso è entrata in vigore la legge n. 73 del 22 maggio 2010, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 (decreto incentivi), che ha modificato il D.lgs 259/2003 Codice delle comunicazioni elettroniche, introducendo l’articolo 87-bis “Procedure semplificate per determinate tipologie di impianti”.

Prima dell’entrata in vigore di tale decreto, l’installazione o la modifica con semplice denuncia inizio attività (DIA) di apparati con tecnologia UMTS e derivati (leggasi Wi-Max, LTE, etc..), era limitata agli impianti con potenza in singola antenna uguale od inferiore ai 20 Watt (D.lgs 259/2003), mentre per gli impianti con potenza in singola antenna superiore ai 20 Watt era necessaria l’autorizzazione rilasciata dal Comune.

Le istanze di autorizzazione e le denunce di attività per le nuove installazioni e per la modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti già esistenti, si intendevano accolte qualora entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda non fosse stato comunicato un provvedimento di diniego, fatta eccezione per il dissenso espresso da un'Amministrazione preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico-artistico.

Con l’articolo 87-bis del decreto “incentivi elettromagnetici” del maggio scorso, i limiti per il “silenzio assenso” sono scesi da novanta a trenta giorni e, inoltre, è in ogni caso sufficiente la denuncia di inizio attività, (DIA) indipendentemente dalla potenza di emissione in singola antenna (quindi anche superiore ai 20 Watt).
Tale semplificazione procedurale nel rilascio delle autorizzazioni per l’installazione di antenne rappresenta un grave sbilanciamento di posizione a favore dei gestori che va a gravare sulle amministrazioni comunali, già prive degli strumenti tecnici e delle risorse per rispondere in modo tempestivo alla realizzazione dei piani antenne, con la responsabilità, inoltre, di dover rispondere ai cittadini che spesso si trovano a dover subire l’irraggiamento elettromagnetico di un’antenna senza che ci sia stato alcuna concertazione preventiva o addirittura senza alcun preavviso sui piani di installazione.

Già oggi i comuni sono dotati di fondi e di risorse umane inadeguati per rispondere in modo tempestivo alla richiesta di nuove installazioni di antenne. Con la riduzione ulteriore di fondi per gli enti locali, prevista dall’ultima finanziaria, è facile dedurre che questi non potranno verificare in modo efficiente entro 30 giorni la fattibilità dell’intervento con le disposizioni urbanistiche e ambientali.

L’assenza di un parere sanitario preventivo da parte dell’ARPA (organismo competente di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n° 36), inoltre, necessario a verificare il rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi del campo elettromagnetico stabiliti dal D.P.C.M. 8 luglio 2003, rappresenta una grave violazione del diritto comunitario, riconducibile all’infrazione del principio del “consenso amministrativo preliminare” elaborato in dottrina come diretta applicazione del principio di prevenzione di cui all’articolo 191 (ex 174) del Trattato sul funzionamento della Unione Europea. Secondo tale Trattato qualsiasi progetto o attività che possa avere una ripercussione sulla salute o sull’ambiente, deve avere il consenso preliminare ed esplicito dell’autorità competente.

La stessa Corte Europea di Giustizia ha costantemente censurato atti legislativi degli stati della Comunità che tentavano di introdurre nel recepimento di direttive in materia ambientale “autorizzazioni tacite” ovvero procedure che si concludevano con il “silenzio assenso”.

Il mancato parere preventivo si pone in contrasto anche con una legge italiana, il comma 4 dell’art. 20 della l. 241/90, (novellata dalla l. 80/05), cioè la legge quadro di riferimento del procedimento amministrativo e applicabile anche al D.lgs. 259/2003 che esclude tassativamente la formazione del silenzio assenso in materia di tutela della salute, pubblica incolumità e ambientale.

In considerazione delle crescenti preoccupazioni emerse negli ultimi anni circa i potenziali rischi per la salute derivanti dall’esposizioni a campi elettromagnetici di centinaia di volte inferiori a quelli attualmente previsti dalle normative internazionali per le comunicazioni cellulari e, soprattutto, visto l’aumento di casi di tumori e leucemie infantili in prossimità dei ripetitori di cellulari, nonché il crescente numero di persone che riferiscono sintomi di Elettrosensibilità, con condizioni di vita altamente invalidanti, siamo a richiedere che l’articolo 87-bis del decreto “incentivi elettromagnetici” del maggio scorso venga immediatamente ritirato/modificato e che, anzi, si imponga ai gestori l’obbligo di attenersi al rilascio di autorizzazione da parte del Comune per gli impianti di qualsiasi potenza in singola antenna (inferiore o superiore ai 20 Watt), così da dare agli enti pubblici il tempo necessario a gestire adeguatamente il rapporto con la cittadinanza in via preventiva, nonché da consentire all’ARPA di effettuare le misurazioni e le necessarie verifiche ambientali.

Certi che la tutela della salute pubblica abbia la priorità nelle scelte politiche di questo Governo rispetto agli interessi economici dei gestori, ci auguriamo che tale richiesta venga accolta in tempi brevissimi e attendiamo un Suo cortese riscontro.

Francesca Romana Orlando
Vice Presidente di A.M.I.C.A.
Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale
Casella Postale 3131 - 00121 Roma
amica@infoamica.it - http://www.infoamica.it/

Antonio Gagliardi
Associazione Lotta all'Inquinamento Elettromagnetico per la Tutela dell'Ambiente Volturino Onlus

V. Oberdan, 38 - 71030 Volturino (FG) - Tel. 0881/550498
elettrosmogvolturino@interfree.it - http://elettrosmogvolturino.interfree.it/

Giuseppe Teodoro
Coordinatore dei Comitati romani contro l’elettrosmog
Tel. 3476643318 - g.teodoro@alice.it

venerdì 24 dicembre 2010

APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI, AI COMITATI DI CITTADINI, AGLI ESPERTI

Nasce oggi la Rete Elettrosmog-Free Italia denominata "e-smog". Tutti coloro che sono impegnati nella divulgazione dei rischi legati all'Elettrosmog, le associazioni, i gruppi e le forze sociali che si battono per la tutela della salute e della salvaguardia dell’ambiente dall'inquinamento elettromagnetico, sono invitate a partecipare.

Negli ultimi tempi lo sviluppo delle tecnologie di telecomunicazioni, oggetto di macroscopici e consolidati interessi economici, si è ulteriormente rafforzato, grazie a tecnologie nuove (Wi-Fi, Wi-Max, DVB-T, ecc…), alla diffusione di nuovi servizi e, quindi, di nuove sorgenti di emissione elettromagnetica.

Oggi non si può fare a meno di osservare le evidenti distorsioni a cui questa squilibrata innovazione tecnologica sta conducendo la nostra società, distorsioni che vengono percepite con preoccupazione non solo dalla società, ma anche dalla comunità scientifica: ne è evidente testimonianza l'aumento di tumori e di leucemie negli adolescenti, che è riportato nei più recenti studi epidemiologici!

Per questo oggi, più di ieri, serve un'azione di denuncia, di informazione, di affermazione di principi e di valori per una “battaglia di civiltà” a difesa della salute, che si concretizzino in incisive modifiche di legge.

E' necessario l’apporto di tutti, ognuno con il proprio bagaglio di idee e di esperienze, con le proprie capacità tecniche e/o scientifiche, con le proprie capacità comunicative e di coinvolgimento dell'opinione pubblica, provando a costruire insieme un progetto di reale condivisione al servizio di questo obiettivo comune: la riduzione dei livelli di campo elettromagnetico e la disciplina delle sorgenti nel territorio nazionale.

E’ importante trovare un'unità di forze necessaria per controbilanciare la forza economica e lo strapotere mediatico di cui godono i gestori delle tecnologie che elettroinquinano.

Gli obiettivi, concreti e delimitati sono, fra gli altri, quelli di:
  • Fare informazione ‘onesta’ a favore dei Comitati, ma anche per quelle Istituzioni pubbliche che si pongono dei dubbi e che intendono gestire applicando il principio di precauzione il fenomeno di “antenna selvaggia” nel proprio territorio;
  • Promuovere modifiche di legge (in particolare la Legge  36/2001), sostenendo ogni ipotesi migliorativa rivolta alla riduzione dei livelli di campo elettromagnetico ed alla emanazione dei numerosi decreti attuativi mai varati: ciò grazie ad un forte movimento di opinione espresso in modo a-partitico (non a-politico) nei confronti delle forze parlamentari; qui sta la forza della Rete !
Questo Blog (http://e-smogfree.blogspot.com/) sarà uno strumento di condivisione di informazioni e di pubblicizzazione delle attività delle associazioni, dei comitati, dei vari attivisti sul territorio, affinché diventi un punto di riferimento anche per ogni cittadino che suo malgrado si trova a fare i conti con gli effetti della esposizione a campi elettromagnetici.
Per aderire bisogna cliccare nella sezione CONTATTI del blog http://e-smogfree.blogspot.com/ indicando i propri dati oppure i referenti del comitato a cui si appartiene.
La rete e-smog