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lunedì 20 febbraio 2012

La storia di Flavia Bisogni

Arezzo, 23.01.2012

Mi chiamo Flavia Bisogni ,

sono aretina di nascita, anno 1953, e per 30 anni, da quando mi sono sposata ho vissuto a Firenze dove ho creato la mia famiglia (ho due figli di 37 e 19 anni) ed ho il mio lavoro nel Comune di Fi (insegnante di scuola infanzia).

Nel 2003, spinta dalla necessità dovuta all aggravarsi della mia ipersensibilità ai campi elettromagnetici e, dopo che al lavoro ero stata esonerata dall uso dei video terminali e dal 1999 ero stata costretta a lavorare a part-time,io e la mia famiglia ci siamo decisi di tornare a vivere ad Arezzo.

Dalla eredità lasciata da mio padre avevo in località Talzano, un piccolo appezzamento di terreno con un annesso agricolo; purtroppo le ferrovie negli anni 80 ci avevano già espropriato dei terreni adiacenti alla casa, dove ero nata, e la direttissima era già da molti anni un dato di fatto, ma quell annesso agricolo aveva tutti i requisiti per essere trasformato in civile abitazione e per me l unica possibilità per COSTRUIRE UNA CASA CHE AVESSE DEI REQUISITI CHE MI PROTEGGESSE DALLA MIA DIFFICOLTA A VIVERE IN UN AMBIENTE QUALSIASI, DOVE PER ME L INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO E SEMPRE ALTISSIMO (anche un frigorifero per me è un problema!).
Con enorme sforzo sia economico che fisico nel 2003 avviammo i progetti per la realizzazione della casa in cui vivo attualmente-località Talzano n.1/2.Una casa progettata interamente in bio-edilizia e a risparmio energetico (pannelli solari, fotovoltaico,cappotto in sughero, riscaldamento a legna, pareti in argilla, impianto elettrico con cavi schermati, elettrodomestici fuori dall abitazione).
Tutti accorgimenti che allora sembrava potessero ridurre al minimo l impatto elettromagnetico derivante dalla ferrovia-direttissima MI-NA che in trincea passa a pochi decine di metri dalla casa.

Proprio in quegli anni, quando già si stavano avviando i progetti e pensavo che con questa scelta avrei potuto cominciare a tornare a vivere senza dover scappare, come avevo fatto fino ad allora (quante case, luoghi di lavoro sono stata costretta a cambiare e fra tante vicissitudini che sarebbe lungo raccontare ma che hanno segnato la mia vita nel corso di almeno tre decenni da quando cominciai a stare male nel lontano 1981), nella proprietà della Ditta GIBA, a circa 90mt, da dove doveva nascere la mia casa, veniva installata una enorme antenna della telefonia mobile(da allora sempre in funzione e che nel corso degli anni si è arricchita di tutti i nuovi sistemi tecnologici).
Un'altra antenna qualche anno dopo veniva installata dalle FS , lungo la strada e anche questa a meno di 50 mt dalla casa..
Durante i lavori per la costruzione della casa ci siamo spostati da Firenze e abbiamo vissuto in una casa in affitto, in aperta campagna, in una località vicino ad Arezzo (Antria) e per tutto quel tempo gran parte dei miei sintomi sembravano essersi attenuati (come sempre, anche in passato, quando riuscivo a dormire lontana dallo inquinamento elettromagnetico).

Poi nel 2007 torno ad essere cittadina aretina, predo residenza a casa di mia madre e nell estate del 2008 andiamo definitivamente a vivere nella nuova casa di Talzano e comincia il mio non facile adattamento a questa nuova realtà.

Di lì a poco tra la ferrovia, con l intensificarsi delle corse dei treni ad alta velocità, le antenne della telefonia mobile che aumentano la loro intensità di emissione (ore e giorni in particolare), con le FS che nei primi mesi dello scorso anno (2011) aggiungono alla loro antenna dei nuovi sistemi per l uso dei dispositivi wireless (?) e quant altro, poi la vita intorno a me che si fa sempre più difficile per l introduzione di nuovi sistemi di comunicazione, inquinamento. ...., comincio ad avere forti sintomi di multi chimico sensibilità che si vanno ad aggiungere a quelli legati a all esposizione elettromagnetica ma che dai primi mesi del 201l tendono ad aumentare in modo esponenziale :
sonno disturbato e non ristoratore,
confusione mentale,
perdita di memoria a breve termine,
ronzio continuo alla testa giorno e notte (sono costretta tenere in testa il ghiaccio per abbassare un costante rialzo termico),
senso di intorpidimento agli arti,
difficoltà digestive,
intolleranza agli odori,profumi ecc.,
perdite ematiche mai avute in precedenza. fino a dover ricorrere a degli esami che mi impegneranno tutta l estate del 2011 e che ad agosto, con l esito della biopsia, daranno sentenza di un tumore maligno ( vedi allegati) con l urgenza di una operazione chirurgica.
La disperazione del momento è tanta passo da un ospedale e da un medico all altro, continuo a fare esami ed accertamenti e soprattutto a cercare le cause presunte di questa diagnosi infausta. Ma soprattutto penso di dover cercare una valida alternativa all operazione chirurgica, tanta era la paura di essere sottoposta all intervento chirurgico in un ambiente ad alto impatto tecnologico e quindi con forte inquinamento elettromagnetico, come di fatto sono gli ospedali.
Ho la fortuna di essere indirizzata e visitata da un luminare nel campo della ricerca sulle malattie rare,presso il policlinico Umberto I di Roma,il Prof.Giuseppe Genovesi, così che ad ottobre 2011 inizio i primi accertamenti all Ospedale S.Andrea di Roma.
Già dai primi esiti degli esami, altri sono ancora in fase di espletamento, aimè ho la conferma del mio attuale stato di salute e cioè che sono affetta da una Sensibilità Chimica Multipla con Elettrosensibilità. Le mie paure si fanno certezze e ciò mi impone maggiormente di cercare un Ospedale dove alla sicurezza e alla competenza del chirurgo, che mi sottoporrà all intervento chirurgico, possa trovare anche un ospedale in grado di attuare il protocollo per malati M.C.S. ed elettrosensibili.
Vengo operata il 9 gennaio c.a.( vedi allegato di dimissioni) presso il Policlinico S.Orsola- Malpigli di Bologna S.S.D.Endoscopia pelvica e chirurgica ginecologica mini-invasiva Dott.Seracchioli dove ricevo tutti gli accorgimenti del caso, l operazione è riuscita, il tumore estirpato e negli 8 giorni di degenza, tra alti e bassi, sembra che presto potrò tornare a casa a svolgere la mia vita normale (si fa per dire!)
Come durante la degenza e anche a casa mi dovrò sottoporre ad una terapia con una cura specifica a base di GSH in flebo e altri integratori e vitamine, che sono il supporto terapeutico per cercare di ristabilire il rapporto Redox-omeostatico cellulare che è oltremodo alterato come si evince dalla relazione medico legale del Prof. G.Genovesi.

Ironia della sorte al ritorno a casa, l impatto con la realtà è devastante,una nuova antenna della telefonia si erge, nuova di zecca, a poche decine di metri dalla casa.
Casco nella disperazione più totale, già la situazione era per me al limite della vivibilità e ora cosa mi sarebbe successo?
Chiedo a voi, cosa succederà di me?
Dovrò fuggire ancora, cambiare casa per cercare di vivere?




P.S. La situazione comunque per me non è più la stessa di prima dell intervento chirurgico, è peggiorata.. un continuo fruscio alla testa mi impedisce di riposarmi, di rasserenarmi, di trarre beneficio dalle terapie che sto facendo. Diciamo che per me l inquinamento elettromagnetico, qui a Talzano, si è notevolmente intensificato.
Per voi i valori sono sotto la soglia prevista dalla legge? Per gli strumenti, ma non per me essere umano!!!!!.
Avete mai fatto indagini epidemiologiche sull attuale salute delle persone che vivono nelle vicinanze di queste antenne, sareste meravigliati di quante persone sono già decedute per malattie tumorali maligne ed altre operate o che si sono ammalate gravemente (lo stesso proprietario della Ditta Giba è morto recentemente di cancro al cervello,mio fratello operato alla gola per un tumore,io operata da un tumore maligno, mio zio operato più volte allo stomaco e di altri di cui si parla ma che non conosco personalmente).
Le Autorità, con i loro vincoli non rispettano il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, eppure già sancito dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre 2008 sulla Valutazione intermedia del piano d azione europeo per l ambiente e la salute 2004-2010 (2007/2252 (INI), certo così difficile da mettere in pratica!
Spero tanto che le cose per me migliorino, sono una che non si è mai arresa di fronte alle difficoltà, penso che sia giusto che il progresso vada avanti ma tenendo conto della sicurezza per gli esseri umani e quindi ci siano maggiori studi e ricerche per valutare la reale pericolosità di quello che noi chiamiamo Progresso tecnologico.
N.B.---IO COME ALTRI RIENTRO IN UNA PICCOLA MA CONSISTENTE PERCENTUALE DELLA POPOLAZIONE AI QUALI L INQUINAMENTO AMBIENTALE E DELETERIO, MORTALE e ancora, nonostante i numerosi studi e le testimonianze, dobbiamo ancora dubitarne?

IN FEDE, Flavia Bisogni

venerdì 11 febbraio 2011

Un libro (gratuito) sulla relazione tra telefoni cellulari e salute umana

È stato scritto da un ricercatore top della Motorola che è morto di cancro al cervello! Solo questo fatto lo rende unico !


L'Autore, Robert C. Kane, ha avuto il tempo di ricercare una quantità enorme di studi e facendo nomi di loro . Tra l'altro vi accorgerete che con il Progetto REFLEX avevano 'scoperto' cose che era già ben note ai ricercatori negli Stati Uniti ...

Questo libro disponibile in formato pdf è a questo indirizzo:

http://microondes.wordpress.com/bookslivres/