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domenica 9 agosto 2015

Forte incremento delle morti neurologiche ! che non si spiega con l'età

Importante lavoro del Prof. Colin Pritchard  della Bournemouth University (UK) che ha dimostrato che c'è stato un forte incremento di morti legate a malattie neurologiche.

Conclude che è la 'vita moderna' è responsabile di una sorte di epidemia nascosta che porta a malattie del cervello, spesso con conseguente morte.

Il lavoro  riporta molti dati e confronto con molti altri lavori che raffigurano incrementi tremendi per ad es.  75+ americani donne ed uomini.   Ha preso in considerazione 21 nazioni dell'Occidente.

La conclusione è molto logica:  non c'è una spiegazione causa effetto che porti ad un qualche agente  e  che quindi  giustifichi un tale incremento.  
Lui è lucidamente conseguenziale nel ritenere che solo fattori ambientali (spesso interrelati tra di loro) che determinano questo scenario.
Non indica ovviamente gli EMF ... ma ...




Modern living could be responsible for an ‘almost epidemic’ increase in neurological brain disease.
Published in the journal Surgical Neurology International the study compared 21 Western countries between 1989 and 2010 and found that dementias are starting a decade earlier than they used to in adults.
Furthermore deaths caused by neurological disease have risen significantly in adults aged 55-74, and for adults 75+ the rate has virtually doubled in every Western country in just the last 20 years.
In the US, the problem is particularly acute; neurological deaths in male over 75s have nearly trebled and females rose more than five-fold.
For the first time since records began, more elderly US women died of brain disease than cancer.
Professor Colin Pritchard of Bournemouth University led the study said "The rate of increase in such a short time suggests a silent or even a `hidden' epidemic, in which environmental factors must play a major part, not just aging....

venerdì 17 maggio 2013

Forte incremento di malattie neurologiche dal 1979 al 2010 : perché ?!


Qui trovate il risultato ed i commenti di uno studio UK-USA sulla incidenza delle malattie neurologiche nei paesi industrializzati.http://www.sciencedaily.com/releases/2013/05/130510075502.htm

Viene riportato un sensibile aumento nel periodo 1979 - 2010  . Ad es.  In terms of numbers of  neurological deaths, in the UK, it was 4,500 and now 6,500, in the USA it was 14,500 now more than 28,500 deaths !

Numeri impressionanti.

Gli autori sottolineano che NON è dovuto all'aumento della vita media !  né che possano essere intervenute modificazioni genetiche (periodo troppo breve) .

Loro riportano come causa le variazioni di stile di vita e dell'ambiente:  chiaramente riportano i CEM e l'uso massivo di prodotti chimici di sintesi e non naturali, in un mix micidiale.

giovedì 29 marzo 2012

Iperattività riscontrata su topi dopo esposizione nell'utero

La sperimentazione è stata fatta su topi in gradivanza esposte a radiazione da cellulare.
I risultati evidenziano delle alterazioni neurologiche dei neonati, con iperattivià , disturbi di memoria; si è ipotizzato - da controlli sul alcuni livelli ormonali - danni sulla trasmissione nelle sinapsi.

Gli autori portano ad un parallelismo sulla iperattività dei bambini che è diventato negli ultimi decenni una malattia sempre più riconosciuta.

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Study finds indication of effects on neurodevelopment and behavior in mice after in utero cell phone exposure

Researchers at the Yale University, New Haven, USA, investigated the offspring of 39 pregnant mice that had been exposed to the electromagnetic field of a commercial mobile phone (800-1900 MHz, SAR according to manufacturer’s data: 1.6 W/kg) round the clock throughout gestation (days 1-17). The distance of the mobile phone, operated in muted, uninterrupted active call mode, to the dams was 4.5 to 22.3 cm, depending on the location of the animal within the cage. As a control group, further 42 dams were sham exposed.
Tests performed: (1) On the twelfth day of gestation the level of the stress hormone corticosterone in the blood of the dams was measured. (2) After birth, the young mice had to perform three different behavioral tests (47 - 82 exposed and 51 - 79 sham-exposed animals, depending on the type of test): memory test, anxiety/hyperactivity test and anxious behavior test. (3) Electrophysiological measurements of coronal cortical slices prepared from the brain of 3-4 week old mice to assess the effectiveness of transmission of the neurotransmitter glutamate at synapses in the brain (glutamatergic synaptic transmission in the pyramidal cells in a specific layer of the prefrontal cortex).

Results: The behavioral tests showed that mice exposed in utero were hyperactive, had impaired memory and decreased anxiety. The electrophysiological measurements showed that these behavioral changes were caused by changes in neuronal programming due to impaired effectiveness of synaptic glutamate transmission. This effect was not restricted to the cerebral cortex, but also occurred in another brain area. Stress of exposed dams could be excluded as a possible reason for the behavioral and electro-physiological differences in the offspring, because stress hormone levels were not significantly increased as compared to the sham-exposed dams.


The authors comment that their results are the first experimental evidence of neuropathological effects of in utero cell phone exposure which persist into adult age. According to the authors, the observed behavioral symptoms would resemble those of human children with ADHD (attention deficit hyperactivity disorder). They conclude that further experiments would be needed in humans or non-human primates to determine the risks of mobile phone exposure during pregnancy.

Note: This interesting research should first be replicated under more defined exposure conditions using exact dosimetric models to determine the real SAR values in the exposed animals.

lunedì 14 febbraio 2011

Il cellulare altera la comunicazione tra neuroni

Vi segnalo la seguente nota
http://www.powerwatch.org.uk/news/20110213-electric-fields-brain-cells.asp

in cui si riporta un articolo scientifico importante, sia perché proviene dalla famosa università Calltech (... equivalente al MIT , ma in California) , che per la rivista che ha pubblicato questo articolo,
che ha dimostrato che anche bassissimi campi elettromagnetici esterni al cervello influenzano la comunicazione tra i neuroni.
Passaggio logico successivo è la conferma che possono provocare, specialmente in particolari stati cerebrali, disturbi sia del comportamento che cognitivi.

L'utilizzo del telefono cellulare ovviamente provoca dei valori ben superiori a quelli da loro testati (1 V/m).

Servirà a mettere un altro tassello per la creazione di una barriera contro l'elettrosmog ?!

lunedì 10 gennaio 2011

I ripetitori dei cellulari cambiano la corrente del cervello

Comunicato stampa di Omega News
1 maggio 2005
Traduzione a cura di A.M.I.C.A. – www.infoamica.it

La radiazione di un ripetitore per cellulari, ad una distanza di 80 metri, causa dei cambiamenti significativi nelle correnti elettriche nel cervello di soggetti osservati mediante elettroencefalogramma (EEG). Tutti i partecipanti alla ricerca hanno riferito un malessere durante l’esposizione a radiazione, alcuni dei quali in modo grave.

Questi sono i risultati di un gruppo di ricercatori austriaci che hanno misurato le onde alfa 1 (da 8 a 10 Hz), alfa 2 (da 10 a 12 Hz) e beta (da 13 a 20 Hz). Una piccola densità di radiazione GSM 900 e GSM 1800 causava già diversi cambiamenti significativi in queste tre gamme di frequenza. Questo significa che il corpo era stressato.

I risultati della ricerca, finanziati dal Land (Contea) di Salisburgo in Austria, non sono ancora stati pubblicati. I soggetti osservati erano nove donne e tre uomini di età compresa tra 20 e 78 anni, che si consideravano “elettrosensibili”. Sono stati invitati a sedere su una sedia con gli occhi bendati e le orecchie tappate e non erano consapevoli della sequenza dei test.

Nella prima fase la densità della radiazione vicino alla testa era di 26 microWatt/mq, nella seconda fase di 3327 microWatt/mq e nella terza fase di nuovo di 26 microWatt/mq. Sono stati misurati diversi altri parametri per essere certi che non influenzassero i risultati.

Durante la seconda fase i parametri di tutte le onde cerebrali, misurati con EEG, sono cambiati significativamente. Successivamente a tutti i soggetti è stato chiesto di descrivere la loro esperienza. Tutti hanno riferito di essersi sentiti male durante la seconda fase, riportando sintomi come ronzio nella testa, palpitazioni cardiache, malesseri, light-headedness, ansia, respiro corto, problemi respiratori, nervosismo, agitazione, mal di testa, acufeni, sensazione di dolore e depressione.
Secondo gli scienziati questa è la prima prova a livello mondiale dei cambiamenti significativi causati da ripetitori di cellulari ad una distanza di 80 metri sulle correnti elettriche cerebrali. Era già stato stabilito scientificamente che la radiazione dei ripetitori porta a malesseri e problemi.

I ripetitori dei cellulari non sono le uniche fonti di radiazione da radiofrequenza. Contribuiscono a tale radiazione anche i videofonini o i cellulari di terza generazione (UMTS), i telefoni senza fili DECT, le reti senza fili WLAN e WIFI, le reti C2000/TETRA e molti altri apparecchi senza fili. In molte abitazioni e uffici le densità di DECT e WLAN sono più alte di quelle prodotte dai ripetitori dei cellulari.

Gli scienziati coinvolti nella ricerca erano il dott. Gerd Oberfeld (Land di Salisburgo, Dipartimento di Medicina Ambientale), il dott. Hannes Schimke (Università di Salisburgo, misurazioni di elettroencefalogramma, psicofisiologia, statistiche) e il prof. Günter Bernatzky (Università di Salisburgo, neurodinamica e neurosegnali). La ricerca è stata sostenuta dal dott. Gernot Luthring Sheusen (membro permanente della Commissione etica del Land di Salisburgo, neurobiologo e psichiatra).

Ipersensibilità elettromagnetica: effetti biologici dell’elettricità “sporca” soprattutto riguardo al diabete e alla sclerosi multipla

Magda Havas
Environmental and Resources Studies
Trent University, Peterborough, Ontario, Canada
Traduzione a cura di AMICA

L’elettricità “sporca” è un inquinante ubiquitario che passa sui fili e si irradia da essi, coinvolgendo sia campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse che una radiazione da radiofrequenza.
Lo studio presenta molti casi tra i quali l'installazione di filtri Greham/Stetzer nelle scuole con un miglioramento di salute del personale e degli studenti.
In particolare è diminuito in una scuola il numero di studenti che avevano bisogno di broncodilatatori per l’asma ed è migliorato in un’altra scuola il comportamento di bambini affetti dalla sindrome del deficit dell’attenzione e dell’iper-reattività.

Lo stress ossidativo aumenta gli effetti dei campi elettromagnetici

Recensione a cura di A.M.I.C.A.

Uno studio epidemiologico e sperimentale del 2007 dell’Università di Rostock in Germania ha ricercato gli effetti potenzialmente nocivi dei campi elettromagnetici a frequenza bassissima per un lungo periodo di tempo.

La ricerca precedente si era concentrata sullo sviluppo della leucemia tra bambini e adulti esposti nel loro ambiente domestico e tra adulti esposti sul luogo di lavoro, ma senza spiegare il meccanismo biologico della cancerogenità di tali campi elettromagnetici.

Si è osservato, a livello sperimentale, che i processi metabolici che producono radicali liberi possono essere aumentati da fattori ambientali come i campi elettromagnetici estremamente bassi. È noto che i radicali liberi possono interagire con il DNA, causandone la mutazione, e possono favorire anche patologie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.
Lo studio di Rostok fornisce una rassegna degli studi che misurano lo stress ossidativo in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici a frequenze bassissime e conclude che le variazioni causate da tali campi sui livelli di ossidazione e su quelli degli agenti anti-ossidanti possono avere un ruolo nella genesi dei tumori.

Studio originale: M. Simko, “Cell type specific redox status is responsible for diverse electromagnetic field effects”, Curr Med Chem, 2007; 14(10): 1141-52
PMID 17456027

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=AbstractPlus&list_uids=17456027&itool=pubmed_DocSum

Vivere in prossimità di una Linea ad Altissima Tensione raddoppia il rischio di morire di malattie neurodegenerative

Link al sito di Next-up associazione che informa sui rischi legati ai campi elettromagnetici

Un video illustra le recenti evidenza scientifiche che dimostrano il nesso tra campi delle linee dell'alta tensione e rischio di Alzheimer
http://videos.next-up.org/ZDF/Alzheimer/StudioScientificoAAT/26112008.html