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mercoledì 27 luglio 2016

Articolo di sostegno alle due sindachesse contro wifi

Riporto l'articolo del giornalista di IlFattoQuotidiano a sostegno degli interventi pubblici dei sindaci di Torino e di Roma cautelativi in merito allo abuso di wifi nelle aree pubbliche.


No Wi-Fi? Avanti Appendino! E pure Raggi

di Maurizio Martucci

Primo dato (politico). Alla faccia dei tramontati anni ’70, la logica del ‘colpirne uno per educarne cento’ è ancora in vigore: dopo Livio Tola (Borgofranco di Ivrea) è toccato a Chiara Appendino (Torino) subire la gogna pubblica (misto) mediatica, per aver osato dubitare sulla sicurezza del segnale Wi-Fi. Colpire loro come monito per eventuali emulatori precauzionisti, politicamente viene tradotto come un ‘non ci provate mai più! E statene alla larga, voi che governate in loco. Non toccate router né hot spot, altrimenti ci arrabbiamo e vi getteremo così tanti schizzi di fango addosso (cioè pagine dei soliti giornali), che nemmeno i vostri account Twitter e profilo Facebook riusciranno a contenerli. Come se ad occuparsi del rischio per la salute pubblica da tossicità ambientale elettromagnetica l’avesse posta non fosse stato un amministratore ispirato dal Principio di Precauzione e dalle (sempre più numerose) evidenze scientifiche indipendenti (che all'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro chiedono di classificare la radiofrequenza come ‘cancerogeno probabile per l'Uomo’, cioè in Classe 2A), ma un allucinato visionario, reincarnatosi chissà come dall’Età della Pietra nell’Era del Web ubiquitario. Supercazzola non del trash Cruciani http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/03/tablet-e-wi-fi-a-scuola-e-lo-chiamano-progresso/2512822/ (almeno con Appendino è stato sollevato dall’incombenza! non c’è stato bisogno nemmeno del grillinico scherzo telefonico a ‘La Zanzara’), ma nel proclamo urbi et orbi del Presidente del Consiglio (o del Segretario del PD, che poi è la stessa cosa!) Matteo Renzi in persona, http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/24/wi-fi-nelle-scuole-anche-renzi-ironizza-su-appendino-ma-pd-piemontese-fece-approvare-mozione-ad-hoc-ben-piu-severa/2929815/ quello del plurimilionario Piano Banda Larga e Ultralarga (da 30 a 100 Mbps ovunque, anche in modalità Wireless, cioè senza fibra ottica, fortemente appetita dalla Coalizione Fixed Wireless Access, 52 soci fondatori privati, quando nella Scuola Digitale manca pure la carta igienica!) e dei lotti in asta con concorso di titoli per tecnologia fixed wireless nelle pregiate frequenze tra i 3600 e i 3800 megahertz (rafforzeranno i collegamenti superveloci nelle metropoli: se ne sentiva l’improcrastinabile necessità! come dell’irradiazione su spiagge e siti Unesco – notizia di ieri: caspita, lì ci mancava!). Già, perché che c’entrava dire “mentre qualcuno sostiene che il Wi-Fi faccia male, noi facciamo accordi con Amazon, Apple e Cisco”, quando cresce la numerosità della popolazione elettrosensibile? E quando una comunità medico-scientifica internazionale, composta da 238 scienziati provenienti da 38 nazioni nel mondo, ha presentato un articolato appello alle Nazioni Unite e all'Organizzazione Mondiale della Sanità per ‘adottare norme di protezione a tutela della salute pubblica’ al fine di contenere l'esposizione dai campi elettromagnetici e della tecnologia wireless (WLAN e Wi-Fi)? E in Italia un invito analogo è stato lanciato da una nutrita task force sui campi elettromagnetici (70 tra medici, scienziati e ricercatori, supportati da numerose associazioni e comitati legalmente costituiti) per chiedere proprio a Matteo Renzi di ‘non attuare il rilassamento dei livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde’? (Wi-Fi compreso). http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/11/elettrosmog-il-governo-mette-a-rischio-i-cittadini-parola-al-fisico/2292118/

Secondo dato (politico): i ‘rappresentanti dei cittadini’ del Movimento Cinque Stelle cercano di far passare il messaggio che diffondere il modello di ‘democrazia partecipata’ (anche sul Web) non significa necessariamente esporre la popolazione ai pericoli che le onde elettromagnetiche possono comportare sull’organismo umano (oltre al mondo animale e sull’ambiente), soprattutto sui soggetti più esposti e deboli (da qui la proposta di sostituire la tecnologia senza fili col più sicuro cavo, partendo almeno da scuole e ospedali) Infatti con la proposta di Torino ora al vaglio della nuova giunta comunale, altre mozioni pentastellate (Regione Piemonte, Comune di Collegno, se vogliamo anche Borgofranco d’Ivrea e Regione Lazio, dove s’è tenuto un qualificato convegno sul tema) https://www.youtube.com/watch?v=gIyUAGuIuFA&list=PL9JaBgLsua_e0mXBT4WvEdqx3BO0NSwtX&index=1 danno la misura di dove stia virando la politica dei Cinque Stelle sull’Elettrosmog (un tempo esclusività dei Verdi e di spezzoni precauzionisti dello stesso PD). E se nei prossimi giorni (come si vocifera) nella lista degli elettroscettici dovesse aggiungersi pure l’affondo di Virginia Raggi (tanto per rimettere mano allo stallo in cui versa il Piano Regolatore su ‘Antenna Selvaggia’ ereditato da Marino, depotenziando il Wi-Fi nei luoghi più sensibili di Roma) allora piuttosto che continuare ad ignorare l’evidente riduzionismo degli effetti termici dei campi elettromagnetici stabiliti sull’analisi di manichini di plastica (quand’è risaputo che il nostro corpo non è riempiuto di gel, eureka!),forse dal Campidoglio si potrà aprire un dibattito pubblico, facendola finita di nascondere la testa sotto la sabbia. Che tanto, almeno lì sotto, smarthopne e tablet (per ora) non prendono!

 

Maurizio Martucci

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