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martedì 9 dicembre 2014

European Economic and Social Committee riconosce la elettrosensibilità

Il European Economic and Social Committee   che è un organismo della Comunità Europea dopo un workshop che si è tenuto a Bruxelles dove relatori anche 'indipendenti' e con la presenza di associazioni (tra cui un rappresnetante dell'associazionismo italiano) ha concluso riconoscendo la elettrosensibilità

Il European Economic and Social Committee ha emesso il suo preliminary draft opinion, il 28.11.14.

Documento che tiene conto di moltissime delle richieste e visioni delle ns associazioni, delle persone che soffrono l’elettrosensibilità e lottano per un riconoscimento dei propri diritti a vivere una vita serena.

Infatti viene riconosciuta la sofferenza degli elettrosensibili, la incomprensione e scetticismo dei medici, la necessità di interventi legislativi per ridurre le esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

EESC richiama interventi per limitare l’esposizione agli elettrosensibili, come anche l’applicazione del principio di precauzione secondo  ‘ALARA’

Si richiama alla definizione data dal WHO della elettrosensibilità come intolleranza ambientale idiopatica , ma anche alla raccomandazione  Consiglio di Europea del 1999,  del Parlamento Europeo del 2009 e del 2011 verso  politiche di controllo più restrittive.

In definitiva fa una sintesi molto interessante:

l’elettrosensibilità è una  sindrome molto complessa che deve essere affrontata con una combinazione di  leggi e  di altre misure: si deve trovare un compromesso tra i diritti fondamentali (dignità umana, integrità fisica, libertà di movimento, …) delle persone (elettronsensibili in particolare)  e la libertà di comunicazione e di condizione di un business.

EESC va anche sul pratico, per  richiedere un sistema di etichettatura (che, ricordiamo , in Italia è possibile dal 2001 ma che, chissà come mai, in 13 anni il Ministero dell’Ambiente non ha mai trovato il tempo di attuare !), imporre la protezione assicurativa, che in genere è esclusa ai sistemi wireless,  per le campagne pubblicitarie dei dispositivi wireless  che siano controllate  nei confronti di target non protetti, …

 ma anche EESC parla di riconoscimento della malattia, della necessità di fare campagne di informazione sulle migliori condizioni igieniche nello uso dei dispositivi, delle  mappa di esposizione, la esistenza di regole di distanza dai tralicci dell’alta tensione come anche dalle antenne, la costituzione di zone EMF-free.


vedere
http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.events-and-activities-electromagnetic-hypersensitivity-documents

 

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