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mercoledì 26 ottobre 2011

Con la scusa dello Sviluppo si vuole innalzare i Limiti di Esposizione ai CEM !!!

Vi informo che nel



http://www.leggioggi.it/allegati/dl-sviluppo-la-bozza-presentata-ieri-in-consiglio-dei-ministri/

Decreto Sviluppo c'è l'articolo 12  che dice che il Limite di esposizione ai CEM , pari a 6 V/m, deve essere inteso come MEDIA  di più misurazioni effettuate durante l'arco delle 24 ore ...             immaginate cosa vuol dire ?!

Occorre fare rumore prima che venga approvato.

Le varie associazioni si stanno muovendo presso i parlamentari allarmandoli.
Si caldeggia che tutti, associazioni o singole persone,  facciano altrettanto.

Qui di seguito c'è una BOZZA di testo che si sta utilizzando  (meglio se lo modificate ... mantenendo ovviamente il messaggio !):



ll.mo Senatore
Le scriviamo perché siamo molto preoccupati per la bozza del Decreto Sviluppo in discussione da parte del Governo in questi giorni.
Sembra che la bozza apparsa ieri voglia superare i limiti di legge previsti dal decreto del 2003 (ovvero 6 Volt/metro). Questo valore è già dieci volte superiore rispetto a quello considerato sicuro da molti scienziati indipendenti (ovvero 0,6 Volt/metro), mentre il Decreto Sviluppo, nella parte che allego, intende utilizzare invece per balconi, terrazzi, spazi aperti condominiali il limite generico di 20 Volt/metro.
Se approvato, questo decreto rischia di mettere seriamente a rischio la salute di milioni di italiani perché sarà più facile, per i gestori, installare antenne vicino alle abitazioni, ma a risentire di più di questo innalzamento dei limiti di legge saranno soprattutto proprio i malati di cui si occupa la nostra associazioni, cioè coloro affetti da Elettrosensibilità, una forma di ipersensibilità ai campi elettromagnetici e anche i malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una condizione che comporta reazioni a molteplici composti chimici anche in minime quantità, non tossiche per la popolazione generale.
Secondo il prof. Dominique Belpomme, noto oncologo dell'Università di Parigi, sia la MCS che la Elettrosensibilità sono causate proprio dall'aumento esponenziale di fonti radiofrequenza negli ambienti di vita. E' noto, infatti, che i campi elettromagnetici, a livelli che rientrano nei limiti attuali, favoriscono l'apertura della barriera emato-encefalica, quella barriera che protegge il cervello dalle sostanze tossiche presenti nel sangue. Dove dovranno andare ad abitare le persone con queste problematiche?
Un altro aspetto allarmante nel Decreto Sviluppo è la nuova modalità di misurazione dei campi elettromagnetici: non si prenderanno più delle misurazioni in un arco di tempo di sei minuti, per farne la media, ma si farà una media di misurazioni sulle 24 ore. E' facile comprendere come questo si traduca in uno svuotamento stesso del concetto di "limite di sicurezza" perché i livelli molto bassi riscontrati di solito di notte, quando nessuno usa cellulari, potranno compensare quelli sicuramente più alti dei livelli delle ore diurne.
Tutto questo si fa per venire incontro alle esigenze tecniche della telefonia mobile di quarta generazione, 4G, che può trasportare più dati e che ha bisogno di una maggiore potenza, ma non si può negare che un introito nelle casse dello Stato oggi, con la vendita delle frequenze per la telefonica 4G, si tradurrà inevitabilmente ed inesorabilmente in un aumento della spesa socio-sanitaria tra 10, 15, o forse 20 anni per l'aumento di casi di cancro, disturbi neurodegenerativi (Alzheimer, Parkinson), infertilità, insonnia, depressione, allergie, tutte problematiche notoriamente legate alle radiofrequenze.
Proprio lo scorso Maggio l'Istituto per la Ricerca sul Cancro dell'OMS ha classificato la radiofrequenza della telefonia mobile come cancerogeno di classe 2B.
Non bisogna dimenticare, in ultimo, le numerose risoluzioni del Parlamento Europeo (4 settembre 2008, 9 febbraio 2009) e la più recente risoluzione del 23 maggio del Consiglio d'Europa che invitano gli stati membri ad abbassare i limiti di legge per le esposizioni elettromagnetiche.
Alleghiamo anche una breva pagina di commento sul decreto sviluppo, sperando vivamente che vorrà prendere in considerazione queste nostre preoccupazioni e che vorrà farsene portavoce al Parlamento e con i membri del Governo per eliminare dal Decreto Sviluppo questa parte che rischia di avere ripercussioni davvero molto serie per tutti noi.
Se desidera possiamo metterla in contatto con esperti del CNR, dell'INAIL e di docenti universitari che condividono con noi queste preoccupazioni.
Restando in attesa di un Suo cortese riscontro, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

FIRMATO ...............
elenco degli email dei ns parlamentari li trovate qui


http://www.scribd.com/doc/70376746/Email-Onorevoli


QUI DI SEGUITO RIPORTO LA LETTURA TECNICA DELL' ING. ALFIO TURCO DI POLAB.
UTILE PER COMPRENDERE MEGLIO LE NEFANDEZZE INCLUSE NELLA PROPOSTA NUOVA NORMA



Gent.mi,
è in atto un pericoloso tentativo di innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.

Infatti il Ministro dell'economia, On Tremonti, lo scorso 24 ottobre ha presentato in Consiglio dei Ministri un DDL contenenti le misure per lo sviluppo, che andrà in discussione in questi giorni.
Il DDL include un articolo ( il n° 12 - Limiti campi elettromagnetici) che contiene delle proposte di modifica dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, così come erano articolati nel DPCM 8 luglio 2003 e che prevedeva tre tipologie di classificazione:
a) limiti di esposizione, inteso come valore massimo non superabile (per i dispositivi cellulari pari a 20V/m);
b) limiti di attenzione, da applicarsi per esposizioni superiori alle 4 ore consecutive ( 6 V/m)
c) obiettivi di qualità (6 V/m).

La nuova proposta prevede che l'applicabilità di questi limiti venga modificata, come segue:

- si escludono da ogni limite le emissioni generate da apparati portatili (cellulari, tablet, smart-phone etc...)
- si modifica il concetto di esposizione prolungata che finora riguardava TUTTI i luoghi, interni ed esterni ad edifici, e che verrebbe ristretto solo alle aree interne, mentre per le pertinenze esterne come terrazzi o balconi si applicano gli obiettivi di qualità, che subiscono anch'essi la modificazione del significato originario;
- il concetto di obiettivo di qualità, infatti, non viene più inteso come l'indicatore di un livello di campo, bensì come una metodologia che tiene conto del fatto che gli impianti non emettono sempre i valori massimi di segnale e pertanto, i limiti precedenti (6V/m), invece di essere un valore non superabile mai, ora diventa il valore di riferimento per una media statistica sulle 24 ore e su una superficie pari alla dimensione corporea.

Inutile sottolineare che, per far rimanere entro i 6V/m una media di 24 ore le emissioni di impianti quali quelli della telefonia mobile, che durante le ore notturne sono praticamente ad emissione zero, è possibile che nell'arco della giornata si posso avere anche picchi prolungati vicini ai limiti di esposizione e cioè dei 20 V/m.
A titolo di esempio: se su un terrazzo di una abitazione, tutti i giorni, un impianto emettesse per 8 ore consecutive un segnale che determina un valore pari a 18 V/m (contro il valore massimo di 6 V/m attualmente consentito) e poi andasse a zero per il resto della giornata, la media sulle 24 ore sarebbe pari a 6 V/m (calcolato in un solo punto, se poi la media viene estesa su una superficie pari alla dimensione del corpo umano, il valore risultante sarebbe ancora più basso nonostante l’intensa esposizione delle 8 ore), risultando quindi conforme ai limiti di legge;.

Le motivazioni e gli obiettivi di questa modifica sono stati esplicitati nello stesso documento di accompagnamento alla proposta: 
a) la necessità di garantire potenze sufficienti a dare servizi con la nuova tecnologia LTE appena licenziata e che ha portato nelle casse dello Stato quasi 4 miliardi di Euro;
b) favorire gli investimenti nel settore delle telecomunicazioni;
c) semplificare i processi di valutazione delle pratiche con agevolazioni di tipo amministrativo (meno limitazioni da organi che esprimono pareri di carattere sanitario come ARPA E AUSL).

La Proposta non intacca comunque la facoltà dei Comuni di disciplinare i processi pianificando e regolamentando, ma per tutti quei casi in cui le Amministrazioni non sono dotati di strumenti di gestione, la modifica si traduce in una deregulation di fatto.

Per favorire la conoscenza della criticità, abbiamo predisposto un modello di OdG da sottoporre a Comuni, Province e Regioni in modo che il problema possa essere portato a conoscenza e discusso in tutte le sedi istituzionali in cui é possibile.

in allegato oltre alla bozza di OdG anche la proposta di modifica dell'Art 12 del DDL sviluppo.

Inutile specificare che questa proposta di modifica dei limiti di esposizione va in direzione diametralmente opposta a quanto é all'evidenza della Comunità Europea che invita ad adottare tutti i provvedimenti idonei a minimizzare il rischio da esposizione ai C.E.M (Campi ElettroMagnetici), anche scoraggiando ed in alcuni casi vietando espressamente, nei luoghi pubblici come scuole, biblioteche, etc.. l'uso dei cellulari e l'adozione di sistemi Wi-Fi per la connessione ad internet. 

Come soluzione alternativa, segnaliamo che il passaggio dai cavi in rame, attualmente utilizzati, alla fibra ottica consentirebbe di avere all'interno delle abitazioni una fruibilità maggiore in termini di velocità di trasferimento dati e nessuna emissione dovuta a radiazione da impianti se si escludono i, comunque non necessari, router wireless.

Invitiamo tutti a dare massima diffusione alla presente nota, nonché alla bozza di OdG allegata, e favorire la discussione della stessa in tutte le sedi istituzionali e non, ritenute opportune.

Cordiali saluti,

Alfio Turco

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