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mercoledì 13 luglio 2011

Provincia di Bolzano: la politica qualche volta si muove ...

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http://www.consiglio-bz.org/it/attualita/cs-consiglio-attuali.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=367810

Respinta (13 sí, 15 no) la proposta di Seppi di aumentare i controlli: secondo l’ass. Michl Laimer il limite di legge introdotto in provincia è molto basso, e i controlli rigorosi.

È ripresa nel pomeriggio, in Consiglio provinciale, la discussione della mozione con cui Donato Seppi (Unitalia), segnalando la diffusione dell’elettrosmog e criticando il fatto che la Provincia consentisse l’installazione sui tetti dei suoi palazzi di nuove antenne e ripetitori, senza verifiche né controlli negli alloggi confinanti, chiedeva che la Giunta introducesse e finanziasse il controllo obbligatorio del livello di elettrosmog nelle abitazioni adiacenti a ogni nuovo insediamento di antenna o ripetitore, eseguendo la misurazione nei momenti di massimo carico funzionale e lasciando gli strumenti di controllo per qualche tempo all’interno degli alloggi, trasmettendo ai vicini residenti i dati rilevati. In merito è intervenuto Mauro Minniti (PdL), dicendosi “totalmente d’accordo” con la proposta, anche perché la stessa OMS aveva adottato sull’elettrosmog il principio di cautela. Minniti ha evidenziato l’incidenza di tumori al cervello e leucemie nelle aree caratterizzate da elettrosmog, e chiesto poi di modificare la mozione per aggirare quelle che ha definito le “furberie” della legge nazionale sull’elettrosmog, che non considera il superamento dei limiti previsti da parte di gruppi di antenne, limitando i controlli ad antenne singole, le quali ovviamente restano nei limiti. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha accolto la proposta di Seppi, evidenziando l’importanza che io gestori informassero la popolazione. D’accordo anche Sven Knoll (SüdTiroler Freiheit), che ha invitato a non considerare solo le antenne, ma anche fonti di elettrosmog, come i computer accesi o il wi-fi, promuovendo l’uso di interruttori per interrompere l’alimentazione di alcuni elettrodomestici, se non usati. Ha aggiunto che non é ancora dimostrato che alcune patologia siano riconducibili all’elettrosmog, anche se “é fuori dubbio che l’elettrosmog porta dei disturbi”.
In replica, l’ass. Michl Laimer ha apprezzato la puntualizzazione di Knoll, sottolineando l’impatto di molte apparecchiature domestiche. Ha aggiunto che in Svizzera, Germania e Austria i limiti sono intorno ai 3,4 volt/m, in altri Paesi sono di 6 v/m, mentre in Alto Adige sono di 2 v/m, e i ripetitori non possono essere installati a discrezione propria, come avviene in altri Stati. La Provincia aveva difeso fino in fondo la propria competenza in questo senso, e c’era un’apposita commissione che valutava le richieste dei gestori, che tra il resto avevano l’obbligo di garantire la copertura. In quanto alle rilevazioni, esse erano state fatte costantemente, e non dentro, ma fuori dagli edifici: “Quindi la procedura é più rigorosa di quella richiesta nella mozione”. Seppi ha ribattuto che la stessa APPA fa rilevazioni all’interno degli appartamenti, e che la situazione va costantemente monitorata a causa dell’aumento esponenziale delle utenze, tale da imporre un intervento della Provincia per invitare a utilizzare il telefono fisso. Ha aggiunto che il competente ufficio dell’APPA era sottodimensionato, essendo stato creato quando la diffusione di antenne non era così ampia come oggi, e che era senz’altro opportuno monitorare anche le altre fonti, viosta anche la moltiplicazione dei tumori al cervello.
La mozione é quindi stata respinta con 13 sì e 15 no.

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