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lunedì 10 gennaio 2011

Lo stress ossidativo aumenta gli effetti dei campi elettromagnetici

Recensione a cura di A.M.I.C.A.

Uno studio epidemiologico e sperimentale del 2007 dell’Università di Rostock in Germania ha ricercato gli effetti potenzialmente nocivi dei campi elettromagnetici a frequenza bassissima per un lungo periodo di tempo.

La ricerca precedente si era concentrata sullo sviluppo della leucemia tra bambini e adulti esposti nel loro ambiente domestico e tra adulti esposti sul luogo di lavoro, ma senza spiegare il meccanismo biologico della cancerogenità di tali campi elettromagnetici.

Si è osservato, a livello sperimentale, che i processi metabolici che producono radicali liberi possono essere aumentati da fattori ambientali come i campi elettromagnetici estremamente bassi. È noto che i radicali liberi possono interagire con il DNA, causandone la mutazione, e possono favorire anche patologie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer.
Lo studio di Rostok fornisce una rassegna degli studi che misurano lo stress ossidativo in seguito all’esposizione a campi elettromagnetici a frequenze bassissime e conclude che le variazioni causate da tali campi sui livelli di ossidazione e su quelli degli agenti anti-ossidanti possono avere un ruolo nella genesi dei tumori.

Studio originale: M. Simko, “Cell type specific redox status is responsible for diverse electromagnetic field effects”, Curr Med Chem, 2007; 14(10): 1141-52
PMID 17456027

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=AbstractPlus&list_uids=17456027&itool=pubmed_DocSum

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